A COSENZA CI VOGLIONO LE PRIMARIE

Il coro dei vincenti é stato tutto sommato concorde, dopo la caduta del sindaco: “era ora, siamo più liberi, adesso si lavora per una Cosenza diversa”, eccetera. Con almeno due perle, si fa per dire, una di Stella chepare abbia abbassato le armi del guerriero e usa toni soft o rassegnati (effetto delle querele al Corriere del presidente DS?), mollando di fattoEva l´altra del popolo arancione che aveva già pronti i manifesti e ne ha tappezzato immantinente la città, provocando, in verità, più prese di distanza che adesioni. Ma su tutto c´é la dichiarazione di Mancini, a caldo, secondo il quale Catizone é caduta com´era giusto, perché li aveva estromessi, anche se poi, letterale!, aveva CHIESTO SCUSA (!?). Ne esce, evidenziata e rafforzata, una concezione proprietaria, feudataria, dellapolitica e delle istituzioni che fa paura, ma tanto é, questa é la situazione in cui siamo.Si parla di far rinascere il modello Cosenza, senza però aver bene inteso quali parti sono da rilanciare, quali da scacciare; c´é chi vuole lacoesione del centrosinistra, quando ci sono almeno tre candidati, più o meno uno contro l´altro armato. Ma non c´é uno che sia uno che riflette sulla deriva di questa città, sull´asfissia del ceto politico, sui servizipubblici deficitari, sul cemento che cola, sullo scollegamento con Rende e con l´università, sul silenzio e la passività della borghesia sempre più demotivata e rintanata nei propri salotti in attesa di vedersi presentata un´offerta politica decente che le dia orgoglio e ruolo. E i signori degli affari alzano la testa, scorazzano impenitenti fra case di cura che sorgono come funghi, ostentatamente e direttamente intestati a chi neanche ha il pudore di non comparire, ipermercati e cemento. Usura e racket completano il quadro d´una società che necessita d´una guida certa e seria. Mentre la destra pensa a giovini consiglieri regionali e a giudici osannati imprudentemente e malaccortamente anche dalla sinistra che conservano gelosamente nei cassetti carte e carte scottanti su parlamentari forzisti, nell´Unione bisogna uscire alla grande dal dopo Eva,con un modo solo:le primarie. Primarie serie, come per Vendola e come per Borsellino, altrimenti ci prendiamo in giro da soli, altrimenti consegniamo la città in mano alorsignori, altrimenti Cosenza sprofonda. Bisogna insistere e insistere, chiamare a raccolta il corpo vitale della città e da subito darsi da fare.Chi ha orecchie darà ascolto, gli altri saranno indotti a farlo. Massimo Veltri