[ A RETI UNIFICATE…] di Sandro Ruotolo

Non eravamo così faziosi quando denunciavamo il monopolio televisivo ai tempi del governo di centrodestra, quando parlavamo del rischio per la nostra democrazia. L&acute&#59uomo di Arcore possedeva l&acute&#59impero Mediaset e controllava la Rai. Erano i tempi dell&acute&#59editto bulgaro e della “dittatura morbida” (termine tanto caro a Enzo Biagi) del leader di Forza Italia. Silvio Berlusconi aveva messo uomini e donne dentro viale Mazzini che “concordavano le strategie informative”, “si scambiavano informazioni sulla programmazione” con quelli che dovevano essere i concorrenti, come emerge dall&acute&#59inchiesta milanese sul fallimento della holding dell&acute&#59ex sondaggista del Cavaliere, Luigi Crespi. E&acute&#59 la Guardia di Finanza che ascolta le telefonate tra alcuni dirigenti Rai e gli uomini del Biscione. Nomi che ancora oggi contano a viale Mazzini come Deborah Bergamini, ex segretaria particolare di Silvio Berlusoni, dirigente Rai e come Fabrizio Del Noce, direttore di Rai Uno. Non so se nel futuro politico italiano ci sarà ancora Silvio Berlusconi, so che la politica dovrà fare di tutto perchè non si ripeti la storia con l&acute&#59approvazione in tempi rapidi di una legge sul conflitto di interesse. So che anche in Rai le cose devono cambiare. E la notizia è che, dopo la pubblicazione di queste intercettazioni telefoniche, è scattata un&acute&#59indagine interna e autorevoli esponenti del consiglio di amministrazione della Rai come Nino Rizzo Nervo chiedono le dimissioni dei dirigenti “infedeli”: “Dai dirigenti e dai giornalisti della Rai coinvolti nelle intercettazioni telefoniche pubblicate oggi da Repubblica mi attendo adesso le dimissioni. Si profila, infatti, un quadro assai inquietante, che l&acute&#59azienda deve approfondire con rigore, di infedelta&acute&#59 e slealta&acute&#59 aziendale”. Certo, adesso è il momento del confronto tra i due schieramenti sulla riforma elettorale. Che non si baratti un eventuale accordo sul proporzionale con un “lasciamo le cose come stanno” sul fronte televisivo. L&acute&#59eventuale legge non dovrà essere contro qualcuno ma a favore di tutti. Della libertà di informazione e di pensiero che come potrete leggere su Repubblica di oggi, era ed è messa a repentaglio. Sandro Rutolo