Accade in Calabria

Solo in Calabria poteva accadere, che le massime istituzioni Regionali si rivoltassero contro la società civile organizzata, quella società che con coraggio dopo decenni di genoflessioni al potere mafioso e non solo, ha avuto il coraggio di tirarsi su ed alzare la testa, opponendosi e reagendo a soprusi millenari. Cosa teme il potere politico regionale, per accanirsi contro un movimento che rappresenta la novità nella lotta alla Mafia in questa regione? Era il caso di manifestare in modo così eclatante un comportamento anti antimafia? Iniziamo, davvero a convincerci che ci sia un qualche nesso tra il mondo della politica regionale e tutta quella zona grigia, che di fatto imbriglia ogni moto di affrancamento socio-economico, rapporti bisbigliati nei corridoi, o sbattuti in prima pagina su importanti rotocalchi nazionali, oltre che da una moltitudine di procedimenti a carico di più della metà del consiglio regionale, consiglio presieduto da chi è già stato condannato dalla Corte dei conti per gestione allegra delle pubbliche risorse. Riteniamo credibile l’affermazione del presidente Bova, in relazione ai suoi comportamenti contro la “Ndrangheta”, ma una domanda ci sorge spontanea, lo stesso ha mai denunciato un Mafioso, o atti e fatti attribuibili alla stessa? Al momento sicuramente ha dichiarato di voler denunciare il movimento antimafia “E adesso ammazzateci tutti”. Questo è il dato che ci porta a riflettere, ma un’altra questione incombe, invece di prendersela con i giovani in prima linea sul fronte della lotta antimafia, il consiglio regionale avrebbe fatto cosa giusta, nello svolgere i suoi compiti istituzionali, cioè legiferare, favorire la trasparenza degli atti amministrativi, sorvegliare sull´attività amministrativa. Ma di tutto questo abbiamo visto ben poco, se non la vergognosa norma che di fatto oscura gli atti che erano soggetti a pubblicazione sul Bollettino ufficiale regionale, definita da Rodotà non affatto finalizzata alla tutela della privacy, bensì solo alla tutela dei soliti interessi privati. Questa è l’ultima autorevole dichiarazione che dovrebbe indurre a miti consigli l’intera classe politica che così sperava di far passare atti e fatti senza che l’opinione pubblica già distratta di per se, potesse cogliere anomalie ed in-etiche perversioni. Un ultimo dubbio ci assale qual´è il vero ruolo, che svolge, l´attuale vertice istituzionale, se non quello di conferire incarichi, anche a infedeli e già pensionati alti dirigenti, dell’amministrazione regionale, e distribuire risorse ai soliti clienti, con la speranza di migliorare il proprio portafoglio voti, alle prossime consultazioni elettorali.