Al teatrino della Politica di Scena La Margherita

Dopo le marce e le fiaccolate Locresi, che hanno dato respiro alla giunta Loiero, come lo diedero, in estate i proiettili ricevuti, ora è il momento di un primo bilancio dell´azione di governo. Ad una prima analisi, supportato, pure, dal sondaggio in corso sul nostro sito, www.calabrialibre.it, non me la sento ancora di sospendere il giudizio su la Giunta Loiero. L´unica cosa ad oggi sospesa è l´attività di governo, assessorati non ancora coperti, vedi quello al lavoro, altri con assessori a part time, ormai scaricati dai loro partiti, ed il presidente stesso che si autosospende, per non essere forse sospeso. Un panorama desolante che non avremo mai voluto vedere. Una Giunta regionale che parte con la forza di una grande affermazione elettorale, che si impantana in parentopoli, nella lottizzazione più spietata, in un falso turn-over di dirigenti incapaci. Nessuno degli impegni elettorali è stato mantenuto, almeno per quelli che riguardano il programma di governo, forse altri basati su promesse di incarichi e nomine – si – ma questi atti non interessano i milioni di calabresi che avevano riposto in questa Giunta non poche speranze. Speranze completamente disattese, da tutta la classe politica in carica, non vogliamo strumentalmente tirar fuori le vicende poco edificanti che hanno visto protagonista l´Assessore Masella, ma gli altri come si sono comportati? gli altri assessori e consiglieri, il vice presidente, il presidente e il suo entourage? anche nelle ultime nomine si leggono chiaramente i nomi di vecchi compagni di merende di uomini vicini o vicinissimi a Loiero, e di altri in carico alla destra fino a pochi giorni addietro ed oggi accolti nella Giunta di centro sinistra della Regione Calabria. Farebbe bene la Lo Moro ad essere conseguenziale, e a non assumensi la paternità di scelte scellerate che lei solo in parte ha gestito, la collegialità non c´è e non c´è stata, nonostante le dichiarazioni ufficiali. La Giunta non solo non ha operato le giuste scelte, quando ha in realtà bloccato ogni attività governativa in attesa delle elezioni di primavera che vedranno molti assessori prendere il volo per il parlamento nazionale. E la gente di Calabria aspetta, aspetta risposte che questa classe dirigente non vuole dare, ma che probabilmente non sa dare. Per ultimo il diessino Nicola Adamo si è sperticato nel convincerci che il bilancio e le casse della regione sono esangue, e allora ci chiediamo che fine hanno fatto i milioni di euro che l´Unione Europea ci aveva assegnato? La Giunta Chiaravalloti aveva operativamente avviato pochi bandi, il più doveva essere ancora in ballo, si aspettavano i bandi per realizzare progetti di sviluppo e di interventi strutturali ed ambientali, invece! ecco la notizia niente più risorse. Riteniamo a questo punto che l´ente Regione con carattere d´urgenza riveda tutti quei provvedimenti di nomina, di inutili ed incapaci consulenti, ai quali gli si potrà tutt´al più riconoscergli quello che percepiscono LSU e LPU, siamo certi che così grande è il loro attaccamento alle istituzioni che non rimarrebbero li neanche un secondo in più. Gli altri interventi, a scalare, partendo dalle strutture speciali dei consiglieri regionali, che potrebbero usare personale di loro fiducia pagandolo direttamente, o avvalersi dei competentissimi e volenterossimi congiunti a puro titolo gratuito come avviene in tutte le famiglie che vogliono aiutare la baracca. E poi tagliamo auto blu e private che consumano come Jet ultrasonici, vedi i rimborsi spese di molti Assessori della passata Giunta, eliminiamo anche i portaborse e riconduciamo i costi della politica alla reale capacità finanziaria dell´ente Regione e alle reali prestazioni, in termini di spirito di servizio e di reale produzione legistrativa e programmatoria, degli uomini oggi al governo della Calabria, riteniamo di essere già nel campo dei numeri negativi. Abbiamo la sensazione che la gente di Calabria incominci a seccarsi, che inizi a scalpitare, ormai esausta ed incravattata, abbiamo da più parti segnali di rigurgito rivendicativo, con grande difficoltà si digerirà ancora il prolungarsi dell´inerzia programmatica governativa, associata al grande fervore spartitorio. Non si approfitti troppo della rassegnazione, della sudditanza alla politica della gente di Calabria, dal punto più basso inizia a crescere una presa di coscienza di una realtà fatta da una quotidianità sempre più difficile. Un disagio avvertito da grandi fasce di popolazione che iniziano ad interrogarsi sul proprio futuro, affidato in mano a questa politica.