ALTOMONTE, Revocata la Bandiera arancione

ALTOMONTE:IL TOURING CLUB REVOCA LA BANDIERA ARANCIONEAgli inizi di febbraio il Touring Club Italiano comunicava al Comune di Altomonte di aver revocato allo stesso il prestigioso riconoscimento del marchio per il Turismo di qualità denominato “Bandiera Arancione”. Altomonte era stato il primo comune della Calabria a fregiarsi di tale ambito riconosci&#45mento, frutto di anni di intenso e faticoso lavoro da parte di alcuni operatori turistici ma soprattutto, delle Amministrazioni comunali succedutesi che si sono prodigate, per rendere Altomonte una perla del Turismo in Calabria e sicuro punto di riferimento per tutti coloro che avessero voluto seguirne l’esempio attraverso la valorizzazione e la tutela del patrimonio culturale, architettonico e paesaggistico.L’applicazione del Modello di Analisi Territoriale (MAT) da parte del Touring Club Italiano ha evi&#45denziato come la costruzione del parcheggio adiacente la vetusta struttura del Castello dei Conti di Al&#45tomonte ha mutato le condizioni paesaggistiche ed ambientali del territorio comunale. Il Touring nel rinnovare al Comune di Altomonte, come si legge nella comunicazione ufficiale di revoca, la propria disponibilità nel proseguire il confronto e sostenere eventuali iniziative volte alla tutela ed alla sal&#45vaguardia del territorio e del paesaggio, per far fronte, nello specifico, allo scempio di una strut&#45tura che compromette definitivamente il valore del luogo che, fino ad oggi, si è fregiato del marchio di qualità turistico ambientale “Bandiera Arancione”.Fare Verde chiede alle Istituzioni, rimaste finora in un assordante silenzio, di far sentire la propria au&#45torevole voce in difesa dei diritti di una popolazione e degli operatori turistici locali, che creano l’economia di Altomonte e quindi l’occupazione e lo sviluppo, violati dagli interessi privati e privatistici di un singolo. Non si può permettere dopo anni di duro lavoro tesi a far divenire Altomonte la “Spoleto del Sud” che tutto ciò venga vanificato e dissolto per un’opera che deturpa irirmediabilmente uno dei più bei Centri Storici d’Italia e della Calabria e che sta producendo in maniera tangibile (il comunicato stampa del TCI è stato inviato a migliaia di iscritti alla newsletter dei Paesi della Bandiera Arancione) danni di enorme rilevanza economica e di futuro ulteriore sviluppo del Turismo di qualità ad Altomonte ed in Calabria.Una strada comunale di Altomonte, via Sangineto, risulta essere diventata, ormai, una zona feudale nella quale per poter accedere bisogna ottenere l’autorizzazione del “feudatario”, quasi fosse un da&#45zio. Tale strada risulta essere interamente ricoperta da sabbia e da ogni altro materiale edile utilizzato nella costruzione del parcheggio&#45mostro, e gli stupendi gradoni in pietra seppelliti e forse danneggiati per sempre. Oggi si può permettere, ad un privato cittadino, di distruggere tutto ciò? Ma se un turista si avventurasse in una passeggiata lungo tale strada e scivolando si facesse male, di chi sarebbero le re&#45sponsabilità? Come mai l’Amministrazione non è ancora intervenuta nel richiedere lo sgombero dai materiali edili per permetterne il libero accesso ed utilizzo, non trattandosi di proprietà privata? Chiun&#45que può impossessarsi di una pubblica strada e farne ciò che meglio è congeniale ai propri scopi ed interessi? Siamo nel 2007 non nel Medioevo in cui la legge era dettata ed applicata dal signorotto feudatario.Fare Verde, insieme ai propri legali, sta valutando l’ipotesi di un’azione risarcitoria per danni all’immagine di Altomonte, palesemente danneggiata da tale costruzione, e per danni nei confronti della collettività.