Ancora un Concorso farsa alla Provincia di Cosenza

l&acute&#59elenco dei cococo. Uomini e donne di apparato. C’è anche Maria Jimenez, la donna originaria della Colombia indicata come candidata alla segreteria del Pd dal gruppo Maiolo &#45 Acri e poi ritirata dalla competizione, nel nucleo delle persone beneficate dai 45 concorsi a tempo determinato che Mario Oliverio ha riservato, per il 100&#37 dei posti (ampliando al massimo le possibilità della legge) agli ex collaboratori coordinati e continuativi. E ci sono, soprattutto, tanti, tantissimi candidati provenienti da San Giovanni in Fiore, luogo natìo del Presidente attuale e di quello precedente, Tonino Acri. Concorsi che si sono svolti il 24 dicembre, data assai sospetta, e che si saldano con quelli terminati il 14 agosto, la vigilia di Ferragosto, (pubblicati nel box a latere). La scelta delle date induce a ritenere che le cose non fossero chiare al cento per cento e che ci siano state procedure discrezionali e particolari seguite dall’amministrazione di palazzo XV Marzo. Ma quali erano le figure interessate dalla tornata della vigilia natalizia? Innanzitutto, c’è da registrare lo svolgimento della prova interna per cerimoniere, con la categoria D/1. E poi, ancora, sei posti assegnati per capo istruttore, categoria C/1, dei centri di viabilità. Le quarantacinque assunzioni a tempo determinato hanno riguardato: 1 agronomo (assessorato all’ambiente), 7 ingegneri (sempre assessorato all’ambiente), 17 assunzioni a termine per la formazione professionale e 7 per il mercato del lavoro (l’ex portavoce dell’assessore al ramo, Donatella Laudadio, era stato già “ sistemato” con la prova agostana), 1 posto per l’assessorato ai trasporti, due archivisti per gli affari generali, tre collaboratori generici sempre per gli affari generali, 7 capo cantonieri. Questi signori potranno avere la conferma dell’incarico a termine e se rag&#45 giungeranno i tre anni di collaborazione diventeranno effettivi, avendo già superato una prova selettiva: lo recita, infatti, la legge 296/06. Il vero, grande scandalo che Oliverio non ha fermato è il fatto che la stragrande maggioranza dei soggetti assunti è figlia di dipendenti dell’ente. Come la vecchia Carical fino a vent’anni fa o come un qualsiasi pizzicagnolo di periferia, i figli prendono il posto dei padri senza che nessuno levi una protesta. Si chiudono nel silenzio anche i consiglieri del centrodestra che dovrebbero, invece, difendere e tutelare i tanti disoccupati figli di nessuno che il governo provinciale di centrosinistra snobba clamorosamente. Tacciono chiaramente anche le organizzazioni sindacali, che non prendono posizione in alcun modo e che evitano di intervenire anche su altre vicende che riguardano la gestione del personale dell’ente. Uno dei casi più clamorosi ha riguardato proprio l’ufficio stampa, coordinato da diverso tempo dalla giornalista professionista Giusy Cuceli. Lo scorso anno l’Inpgi ha vinto, in primo grado, dinanzi al tribunale di Roma, il primo round circa l’obbligatorietà dei contributi previdenziali da pagare all’Ingpi per la Cuceli e per un’altra giornalista della struttura. Sempre di recente, la Provincia ha dovuto sborsare centinaia di migliaia di euro in favore di due dipendenti, distaccati presso la Commissione per il lavoro irregolare: non aveva voluto riconoscere loro la funzone spettante. Ed è un trend confermato: quanto la si porta in tribunale, senza alcun timore, l’amministrazione soccombe. Puntualmente e senza eccezioni. Antonio Lepore