Aurelio Misiti risponde al Diario

Al Direttore responsabile di “diario”Via Borghetto, 120122 MilanoRoma, 28 febbraio 2006Egregio Direttore,nell’articolo firmato da Gianni Barbacetto e Alberto Fiorillo “L’imbroglio delle elezioni” del n. 7 del settimanale da Lei diretto, sono riportate notizie riguardanti la mia persona, che intendo precisare, a norma della legge sulla stampa, in quanto non corrispondenti al vero.• I Commissari per le Grandi Opere non sono nominati per appartenenza politica, ma per capacità tecniche. Essi sono in numero di dieci e a mia conoscenza solo alcuni possono essere considerati di centro-destra. Per quanto mi riguarda mi sono dimesso già da un anno per contrasti con il Ministro Lunardi, rinunciando alla relativa alta remunerazione.• La Fondazione che ha pubblicato il mio lavoro relativo al piano nazionale delle opere pubbliche non mi ha mai chiesto alcuna adesione e pertanto non esiste la mia appartenenza ad essa.• Sono candidato nelle elezioni politiche in varie regioni con la lista Di Pietro-Italia dei Valori in quanto con l’ex Ministro dei Lavori Pubblici ci conosciamo e stimiamo fin dal 1996, quando ci trovammo a collaborare presso il Ministero.• Sono stato iscritto al Partito Comunista dal 1961 fino allo scioglimento e non ho mai negato di esserlo stato.• Per grande amore verso la mia terra sono stato anche sindaco del mio paese negli anni 1968, 1969 e 1970, quando già ero divenuto docente universitario e professionista affermato nella capitale, riuscendo a dotare dei servizi essenziali di acqua potabile, fognature e depurazione Melicucco ed altre decine di paesi calabresi poveri.• Ho fondato nel 1969 la CGIL Università a Roma e ne sono divenuto Segretario Nazionale.• Non ho lavorato per i sindaci Ugo Vetere (PCI) e Nicola Signorello (DC), ma semplicemente sono stato Presidente, ancora ricordato e stimato (unico amministratore di quegli anni senza problemi con la giustizia), dell’ACEA di Roma (la più grande municipalizzata italiana) nel quinquennio 1983��, essendo sindaci i due eminenti personaggi politici calabresi.• Nel 1990 non vi è stata alcuna svolta, ma semplicemente, essendo io Preside della prestigiosa Facoltà di Ingegneria de “La Sapienza”, sono stato chiamato dai giudici Bucarelli e poi Priore a coordinare il Collegio di periti internazionali italiani, svedesi, inglesi e tedeschi, per il disastro di Ustica. In nostro lavoro, durato quattro anni, ha permesso alla Corte di Assise di Roma di fare chiarezza sull’assenza di responsabilità dei vertici della nostra Aeronautica Militare, contrariamente a quanto sostenevano i Pubblici Ministeri.• Nel 1995 il Governo Dini (e non il Governo Berlusconi) mi ha proposto al Presidente Scalfaro per la nomina a Presidente Generale del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, sulla base della mia notorietà ed esperienza, maturata come collaboratore dei Ministri Merloni e Radice, nella riformulazione della Legge Quadro sui Lavori Pubblici e nella scelta delle opere da completare, rimaste incompiute e facenti parte della programmazione della ex Cassa del Mezzogiorno.• E’ dovere del Presidente del Consiglio Superiore presiedere le Commissioni di collaudo più delicate ed importanti. Tuttavia, nonostante la consistente remunerazione, mi sono dimesso da tutti gli incarichi di collaudo (unico a farlo) quando sono stato nominato Commissario per le Grandi Opere del Sud.• Il Consiglio Superiore da me presieduto non ha mai dato pareri sul TAV, né sulle opere regionali, come quelle della Calabria, perché non rientrava nei suoi compiti.• Sul progetto del Ponte di Messina il Consiglio Superiore si è pronunciato nel 1997 e per la prima volta ha espresso un giudizio tecnico positivo anche se con diverse prescrizioni. In precedenza, mancando una validazione del progetto ed un piano generale di opere infrastrutturali in Sicilia e in Calabria, non poteva esserci una valutazione complessiva favorevole.• In Calabria, chiamato con insistenza da un presidente di Italia Nostra e anche alto Magistrato, ho accettato di far parte della Giunta Regionale solo quando i massimi dirigenti italiani della sinistra mi hanno pregato di farlo per il bene della Regione, in quanto ritenevano che la mia opera, al di sopra della parti, avrebbe potuto aiutare la mia “povera” Calabria.• Infine rispondo con una domanda: possibile che ai due autori non sia venuto il dubbio sul fatto che un Presidente Generale del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, il più alto organo di consulenza tecnica dello Stato, possa essere rimasto al suo posto così a lungo perché meritevole?Cordiali salutiAurelio Misiti