Berlusconi non ha Ancora Vinto, di Massimo Veltri

Berlusconi non ha Ancora Vinto Non conosco Tripodi, non conosco Crea, ma qualcuno li conosce se li ha mandati in Consiglio Regionale. Non so se sono responsabili dei casi loro imputati, giudiziariamente voglio dire, ma tutti vediamo i livelli di intrecci e di compromissione fra affari e politica. Non sono solo loro due a essere già incappati nelle maglie degli inquirenti e purtroppo, si può intuire, altri ce ne saranno. Ma Tripodi e Crea chi erano, chi sono, per essere assurti a cotanto proscenio politico? Un nuovo che avanza, professionisti prestati alla politica, gestori di pacchetti di voti, espressione di interessi e di istanze che non trovavano altrove spazio? Non risulta, infatti, una loro peculiarità, un loro modo di essere e di fare che li ponesse fra gli eletti. La prima domanda, dunque, è: ma chi c&acute&#59è, oggi, che ha le antenne nella società ed esercita quella funzione che un tempo vinceva e si chiamava controllo sociale? I partiti, i gruppi di interesse, le organizzazioni cosiddette intermedie &#45 associazioni, clero, assindustria, camera di commercio, e perchè no la stampa… &#45, i sindacati, tutto quanto, cioè, ha radicamento sul territorio, non sa, non dovrebbe sapere tizio e caio chi sono, che fanno, se è il caso di mandarli alla Regione, alla Provincia, al Comune… in Parlamento? Forse sanno, forse non sanno, ed è difficile dire cos&acute&#59è più grave. Non sapere significa essere svuotati di ruolo e responsabilità&#59 sapere, e tacere e avallare, vuol dire che la deriva lungo la quale siamo immersi è mostruosa. Tanto per dire: era giunta pure a me la notizia di megaprogetti d&acute&#59insediamenti turistici vicino Brancaleone, altri, più vicini e con qualche titolo, s&acute&#59erano posto qualche interrogativo sul chi, come, perchè? La seconda domanda: con il nuovismo, che per un pò di tempo ha imperversato, ci si è trovati ad aver a che fare in politica con una pletora di parvenu, che dovevano rappresentare il nuovo e il meglio, insieme però al trasformismo e al voltagabbana come sistema, al colletaralismo spinto col mondo degli affari e dei malaffari. Io prometto, poi dò, prendo voti e divento eletto del popolo, a prescindere da cosa farò, da cosa saprò fare per il popolo con l&acute&#59eccezione dei miei amici: i metodi, la legalità, i risultati, sono optional… La terza questione: Loiero ha detto che già prima dell&acute&#59arresto aveva ritirato la delega. E quindi? Per Crea ch&acute&#59era succeso, per gli altri amministratori regionali cos&acute&#59era accaduto? Il fatto che conta non è, piuttosto, che lui a quel mondo s&acute&#59era rivolto, di quello s&acute&#59era fatto forte, grazie a quello aveva avuto quella sorta di consenso, che di quel mondo lui è figlio prediletto, a prescindere da why not o meno che lo vede in campo personalmente. E certo stride sentir parlare Minniti in termini d&acute&#59elogio e di soddisfazione per la brillante operazione compiuta, come se stessimo qui parlando di polizia, come se lui fosse un tecnico della politica, attento solo al governo nazionale, da Roma, e non la diretta espressione di quel territorio, soggetto eminentemente politico, come Bova che è parso di capire sta accarezzando l&acute&#59idea che non ce la si fa più ed è giunta l&acute&#59ora forse di staccare la spina. Avete fatto caso che da un pò di tempo nessuno più parla di antipolitica, qualunquismo, grillismo, che pure avevano tenuto banco pesantemente fino a poco tempo fa? Ci si è resi conto, evidentemente, che la realtà è ancor più pesante delle denunce e dell&acute&#59indignazione, che se non si corre ai ripari, altro che antipolitica, il rischio è quello dell&acute&#59implosione. Perciò non avevano convinto le scelte di qualcuno che dalle colline universitarie s&acute&#59era lanciato verso la Giunta Regionale. Perciò si era detto e scritto che aldilà dei meriti personali, la rondine di Arcavacata era ben difficile che potesse tradursi in automatica primavera. Che dire poi dei boatos ricorrenti che vorrebbero un buon esodo dalla Regione verso il Parlamento, a cominciare del Presidente… , il libro di Stella, sulla Casta, neanche a questo, era arrivato. E mentre attendiamo l&acute&#59esito di indagini su grande distribuzione, sanità, voti di scambi, eolico, rifiuti, appalti, progetti, fondi comunitari eccetera, e sulle promozioni di tanti o pochi chi siano verso la Capitale &#45 come si trattasse d&acute&#59un premio viaggio e basta, andare in Parlamento, tanto lì che c&acute&#59è da fare… &#45 ecco che corriamo verso il voto. Alleanze, composizione delle liste, programmi tengono ovviamente banco. Alleanze: ho già detto in precedenza di Veltroni, apprezzando il suo coraggio, ma ce la fa da solo? E l&acute&#59″altra” sinistra diventa area protetta, in via d&acute&#59estinzione? Nessun patto, di nessun tipo con loro, così che numericamente molto si espone, Veltroni, e contemporaneamente lascia allo scoperto un&acute&#59area molto vasta cui non è ben chiaro quale ruolo resterà. E i socialisti? Scompariranno? Accordi con Di Pietro sì, con altri, Arcobaleno o socialisti che siano niente. Par d&acute&#59intravedere un disegno secondo il quale gli ex Ds vogliano essere i soli a esprimere la sinistra: per altri non c&acute&#59è cittadinanza. Composizione delle liste: già fu detto alle precedenti elezioni, che si svolsero con lo stesso meccanismo di oggi, che il centrosinistra non poteva trincerarsi dietro un dito, nel senso che poteva benissimo mettere in posizioni di testa novità e istanze di rinnovamento. Lo stesso si può dire, si deve dire, ora: solo uscenti, solo apparato, o anche qualche, e non residuale, scelta di novità, di radicamento, di valorizzazione del merito? Un nuovo, s&acute&#59intende, che dev&acute&#59essere intriso di cultura politica, di moralità, di saper fare. Ma anche in questo campo sembra che la difesa degli uscenti, peraltro con molti meno posti a disposizione, sia rigidissima. Programmi: purchè non ci siano libri dei sogni generalisti, purchè ci sia un preambolo sulle scelte etiche, trasparenza, legalità, purchè la Calabria, il Mezzogiorno, appaiano non per memoria, purchè ci sia uno sguardo di fiducia verso il futuro… Ritengo che Berlusconi non abbia vinto, ancora. Molto se non tutto dipenderà, appunto, dalle alleanze, dalle liste, dai programmi.