Bersani: Ultima chiamata

Bersani: Ultima chiamata
Ill.mo on.le se non fosse che la nostra regione ci sta molto a cuore l’avremmo da tempo lasciata, questo vuole essere un ultimo appello alla ragionevolezza contro l’intorpidimento della politica calabrese compresi i vertici locali del suo partito. Non è più tempo di tergiversamenti, che già hanno causato certamente danni in termini elettorali, ogni giorno che passa c’è un prezzo da pagare come credibilità anche della sua figura, che si era presentata volta al rinnovamento delle classi dirigenti del partito. Lo diciamo senza peli sulla lingua, con Loiero si perde, ma anche laddove per miracolo si dovesse vincere a perdere sarebbero sempre i calabresi, tutti. Non nascondiamo che nel mondo dei movimenti e delle associazioni, che si ritrovano oggi nel Coordinamento regionale di questa  società civile più o meno organizzata, si era creduto molto alla proposta politica del Governatore uscente, che annunciava discontinuità con la pessima e degenerata Giunta di centro destra di cui, peraltro, l’odierno candidato del PDL, faceva parte in modo assolutamente funzionale. Il quinquennio  Loiero ha invece rappresentato la continuità più assoluta  altro che sviluppo, altro che trasparenza, altro che buona gestione dei fondi comunitari, altro che buona sanità. La stessa società civile che ha sostenuto Loiero ha raccolto centomila firme a sostegno di de Magistris, ciò la dice lunga sull’avvilente scenario che è apparso ad una popolazione sottomessa, ma solo per bisogno, alla politica, una politica che pensava solo a sistemare i propri rampolli e i propri clienti, dandosi gli stipendi più alti, i privilegi più ambiti, e ora pure le liquidazioni di fine legislatura più generose di tutto il panorama politico nazionale e forse mondiale. Una sinistra Calabrese irriconoscibile, lontana dai valori socialisti, pronta a querelare chiunque esprimeva il proprio dissenso davanti al familismo ed al consociativismo masso-ndranghetista più becero, votata solo a riempire i forzieri delle Banche Sammarinesi piuttosto che fare investimenti immobiliari nell’America capitalista, a spese di un’intera popolazione da sempre in attesa di lavoro, giustizia e sviluppo. Nei passati cinque anni, l’ambiente ha raggiunto uno stato di degrado mai visto, la sanità riempie quotidianamente le pagine della cronaca nazionale per gli errori commessi a causa di una gestione esclusivamente politica degli organigrammi, compresi i direttori generali che spesso sono pescati tra coloro che nel passato si sono distinti per le inchieste nelle quali sono rimasti coinvolti, non importa neanche che avevano subito una o più condanne, e così via. La società civile calabrese le sue primarie le ha già fatte, ha scelto Callipo e lo stesso Callipo è un’occasione per tutta la sinistra di Governo Regionale per rifarsi, per ammettere gli errori, per chiedere scusa ai Calabresi, per ricominciare, con una seria autocritica volta al vero rinnovamento, partendo dall’azzeramento dell’attuale classe dirigente.
Ufficio Stampa dei Movimenti e delle Associazioni per la Calabria
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