Burc, un comitato per la trasparenza

Burc, un comitato per la trasparenzaSONO PASSATI mesi ma la polemica sul provvedimento adottato dal consiglio regionale quest&acute&#59estate per l&acute&#59abolizione del Burc non accenna a placarsi tant&acute&#59è che ieri, presso la sala giunta della Provincia di Catanzaro, è stato ufficialmente presentato il comitato per la tutela della trasparenza amministrativa promosso da 2 associazioni cittadine: Ulixes e Pic.Asso. l&acute&#59iniziativa, sorta per promuovere il ripristino del bollettino ufficiale della Regione, ha già riscosso tante adesioni ed oggi nel comitato sono rappresentate trenta associazioni e dodici partiti. Alla Regione, il neonato comitato, chiede risposte concrete entro due settimane, risposte che saranno valutate anche al fine di decidere eventuali altre iniziative. A presentare l&acute&#59organismo è stato il presidente di Ulixes, Salvatore Scalzo, che lo considera «un interessante strumento di stimolo per il ritorno ad una vita amministrativa trasparente e non soggetta a compromessi». Gli ha fatto eco Daniele Carchidi per l&acute&#59associazione Pic.Asso. Tante erano d&acute&#59altronde le personalità presenti e tante altre hanno già espresso la loro vicinanza. È tra queste Giancarlo Pittelli, deputato forzista, che immagina «il comitato come uno strumento attraverso cui si può raggiungere un importante grado di compartecipazione dell&acute&#59opinione pubblica». L&acute&#59aspetto più grave della vicenda, Pittelli lo individua però nel fatto che «il dilemma, Burc sì o no, stia distogliendo l&acute&#59attenzione da fatti certamente più seri, dalle risposte assenti di una politica alla quale qualcuno, con l&acute&#59omicidio Fortugno, ha voluto mandate un segnale». Alla Calabria dei problemi grossi e drammatici ha ancora fatto riferimento un altro parlamentare, Mario Tassone dell&acute&#59Udc, che ha più volte posto l&acute&#59attenzione sull&acute&#59imprescindibile bisogno calabrese di linearità e trasparenza. Proprio nel giorno di Prodi in Calabria, Tassone ha insomma detto «no ad una politica ostaggio di interessi e prevaricazioni» proprio perché consapevole che «il nostro territorio sia occupato dalla mafia e che dunque bisogna in ogni modo ostacolare il passaggio di una cultura omertosa». Secondo Tassone è insomma maturo il tempo per «cercare la formula giusta per un contatto tra la vita amministrativa e i cittadini di cui non si può fare a meno». Di un principio di democrazia calpestato e della messa in discussione del principio di rappresentanza ha invece parlato Vito Bordino, segretario provinciale Udc, che, però, in sintonia con Pittelli, si è augurato che «la vicenda Burc non faccia calare il sipario su altri e importanti temi calabresi tra cui, per esempio, Agenda 2000». Per Bordino insomma «bisogna impedire che, in questa regione, prevalga sempre l&acute&#59arroganza». Il comitato sembra tendere proprio a questo e su questa scia gli organizzatori si sono conquistati il plauso di Wanda Ferro, consigliere comunale e provinciale ma anche commissario provinciale di Alleanza nazionale, che ha colto da un lato il loro bisogno di condivisione a 360 gradi e dall&acute&#59altro quella che ha definito «la deludente assenza di partiti opposti alla Cdl». «Con questo provvedimento &#45 ha detto &#45 si è operata una totale mancanza di rispetto per i cittadini correndo dunque il rischio che crescesse quel senso di mancanza di stima e fiducia nei confronti della classe dirigente mentre sarebbe stato opportuno ideare invece un provvedimento opposto teso cioè a dar conto anche dell&acute&#59attività dei piccoli comuni e delle province». «Aver abolito il Burc d&acute&#59altronde rappresenta &#45 l&acute&#59ha sostenuto Franco Cimino della Nuova alleanza &#45 solo la spia di ciò che di grave si consuma in Calabra da sempre e per responsabilità di tutti». È per questo che «la questione calabrese &#45 a suo avviso &#45 non è solo economica o sociale ma è più propriamente democratica». Sì, perché &#45 ha detto chiaramente &#45 che «qui la democrazia è un valore più importante del pane» e ha spiegato come «una delle condizioni fondamentali per la sua garanzia sia l&acute&#59informazione dappertutto ma in particolar modo in quella che ha definito la regione dei grandi misteri e dei partiti finti che nascono sul potere e per carriere personali». «Ci vuole insomma &#45 ha proseguito &#45 senso del dovere e della responsabilità per far prevalere una legalità che non sia solo lotta alla mafia e che sappia dire basta al continuo riciclaggio della classe dirigente e a pratiche per cui chi sbaglia non paga mai». Quella di ieri è insomma stata una conferenza stampa ricca di spunti non solo critici e che si è chiusa con la proposta avanzata dal segretario provinciale del Nuovo Psi, Michelangelo Frisini, di un referendum per l&acute&#59abrogazione del comma 4 dell&acute&#59art 29 della legge regionale 7/2006 che più semplicemente vuol dire ripristinate il Burc.