Calabria diversa dall´immagine trasmessa?

Fin quando si continua a dire che la Calabria è diversa da quella descritta, dall´impietosa telecamera di Anno Zero, vuol dire non aver capito nulla, vuol dire che si vuole rappresentare una realtà virtuale inesistente. Il coro di difensori di un´immagine della Calabria che non esiste, contro la verità delle immagini e delle inteviste, non convince nessuno proprio nessuno. Ha voglia il governatore a sbraitare, e scagliare i suoi numerosi collaboratori comunicatori mediatici, che sono tanti contro un´impietosa tv verità. I calabresi hanno occhi per vedere e orecchie per sentire, le difese di ufficio di soggetti presenti sul libro paga della regione, non mutano di un millimetro l´idea che la Calabria è pure quella rappresentata dal piccolo schermo l´altra sera. La respiriamo tutti i giorni, la vediamo, la viviamo, questo è il contesto della quotidianità, ne percepiamo la pesantezza, come percepiamo l´arroganza di chi ci vuole dire che la Calabria è diversa. Sono d´accordo con Callipo, quando dice che pure esiste una Calabria diversa, ma mi chiedo, dov´è?, dove si manifesta? Conta qualcosa? E´ ascoltata? Il potere è in mano ad una classe dirigente monolitica irremovibile, trasversale, autoreferenziata, e molto spesso inquisita e qualche volta pure condannata, ma sempre, assolutamente, presente. Sono loro che legiferano, che determinano le politiche di sviluppo, che gestiscono i fondi comunitari e nazionali, noi gente comune, siamo solo coloro che subiscono le loro decisioni. Certo la democrazia è questa, loro hanno avuto i voti, anche i nostri, ma li hanno avuti per rinnovare, per pianificare azioni per una reale politica di sviluppo, per creare occupazione, quella vera. Non basta assumere nell´ufficio di Presidenza, un capo gabinetto, un segretario alla Presidenza, un direttore alla Presidenza, e poi ancora un vice capo gabinetto, un capo ufficio stampa, un esercito di giornalisti ecc.ecc. per far variare gli indici sempre più negativi del tasso di disoccupazione. Non si era mai visto un dispiegamento di tanta gente negli uffici di via de Filippis, alcune con trascorsi non proprio limpidi in altri settori ed con altre coalizioni. Questa è la realtà partendo dall’alto, che peggiora addentrandosi man mano, che si scende ai piani più bassi, fin ad arrivare nelle tenebrose stanze dell’Asl di Locri, dove i giornalisti diventano sciacalli e le forze dell’ordine sbirri; questa è la filiera della politica di Governo da cima a fondo. Non si può parlare di legalità e trasparenza quando si governa in questo modo, quando non si ha il coraggio o la forza di fare piazza pulita, di rinnovare, siamo convinti che il Governatore dice il vero quando esprime dei concetti peraltro condivisibili, ma i fatti vanno in un´altra direzione. Grande rilievo è stato dato dalla stampa locale al coro di critiche, sulla conduzione del programma di Rai due, una stampa locale, tranne qualche rara eccezione, lasciatemelo dire, che non vede, non sente e non parla, che si stupisce quando un giornalista coraggioso viola i santuari dell’illegalità che noi abbiamo ad un tiro di schioppo da noi, ma che ignoriamo, per paura? Per convenienza? Noi propendiamo per la seconda ipotesi, eppure l’informazione insieme alle forze sane di questo territorio, alla magistratura non condizionata, potrebbe innescare quel meccanismo di rinnovamento della classe dirigente che è alla base di ogni processo di ricostruzione e di successivo sviluppo. Nascondere la realtà, criticare il giornalismo di inchiesta, conviene, solo per mantenere lo “status quo” ed a coprire tutto quel coacervo di poteri parassitari che dell´illegalità si nutrono.Calabrialibre