Calabria si muore anche per colpa del bisturi.

Quando in Calabria si muore anche per colpa del bisturi. di Lia Staropoli venerdì 07 dicembre 2007 Rivivono lo stesso incubo i cittadini della provincia di Vibo Valentia a differenza di soli undici mesi, così come i genitori di Eva e Federica straziati dallo stesso dolore per una morte ancora una volta senza giustificazioni a soli sedici anni, nello stesso ospedale Jazzolino di Vibo Valentia conosciuto ormai dalla stampa nazionale come un luogo che continua mietere giovani vite durante il corso di banali interventi chirurgici. Il padre di Eva, Giuseppe Ruscio piangendo dichiara: «Mi aspetto giustizia e non la pubblicità che adesso si stanno facendo». La madre di Federica Monteleone commenta la morte della coetanea della figlia, con gli occhi lucidi: « Stesso ospedale, stessa età, stesse belle parole, ma io so quanto ne sapevo a Gennaio, niente di più». Con amarezza prendiamo coscienza che dopo la morte di Federica nessuna domanda ha avuto risposta, un disinteresse che porta altri lutti ed altro dolore.E non sono di conforto alle famiglie le solite “belle parole” che si dissolvono dopo poche settimane. Oggi si corre di nuovo ai ripari come qualche mese fa, continua l’ispezione dei Nas disposta dal ministro della Salute Livia Turco e secondo alcune indiscrezioni sembra siano già state individuate carenze igenico – strutturali. Inoltre è stato sospeso dal servizio in via cautelare Domenico Sorrentino il primario del reparto di Otorinolaringoiatria, il provvedimento è stato disposto dal commissario dell’ente Ottavio Bono, accogliendo la proposta del presidente della Regione, Agazio Loiero. Bono costituendo una unità di crisi permanente dispone l’immediata sospensione delle attività di ricovero, reperibilità, consulenza ed attività chirurgiche dell’unità operativa di otorinolaringoiatria. La tragedia coincide con l’incontro a Roma ieri pomeriggio del ministro della Salute Livia Turco e dal Governatore calabrese Agazio Loiero per la costruzione di quattro nuovi ospedali. Seguito da un appello agli operatori sanitari dal ministro Turco : «e&acute&#59 necessario che ognuno faccia la propria parte. Per evitare casi come quello dell&acute&#59ospedale di Vibo, c&acute&#59e&acute&#59 bisogno di ospedali che funzionino e siano messi in sicurezza, ma anche di personale adeguatamente formato».Onorevole Turco, ma lo sappiamo tutti che nella provincia di Vibo Valentia non esiste la meritocrazia e che le responsabilità vanno individuate prima di tutto nella politica della regione, e nella sua fitta rete di clientelismo e di corruzione che ha già inquinato la costruzione del nuovo ospedale di Vibo Valentia, interrotta sul nascere dalle indagini dell’operazione “ricatto”. Un ospedale che deve portare il nome di Federica Monteleone ma che ricorda ancora una volta che qui a Vibo le cose funzionano così, nel peggiore dei modi. E chi ne fa le spese siamo sempre noi cittadini, orfani di uno stato troppo distante e disattento.Lia Staropoli Movimento Ammazzateci Tutti www.ammazzatecitutti.org