CALABRIA: Terra di conquista

http://www.altrementi.org/modules/news/article.php?storyid=449&title=calabria:+terra+di+conquistaL´articolo è linkato dal sito sopra indicatodi Pino MarzanoSi sa che la Calabria e’ da sempre terra di conquista e preda di “bande partitiche”.La questione morale? Mai esistita.Vediamo le candidature degli IMPRESENTABILI per queste elezioni politiche, sia alla Camera che al Senato.Cominciamo dal SENATO.Lista FORZA ITALIA.E’ capeggiata dal ministro Lucio Stanca.Al secondo posto(num.2) troviamo candidato il senatore uscente Antonio Gentile di Cosenza(quello che aveva proposto di assegnare il premio Nobel per la Pace a Silvio Berlusconi). Il senatore Gentile e’ stato chiamato in causa da diversi pentiti di ‘ndrangheta in molti processi. In particolare, Antonio Gentile e’ stato accusato di aver avuto l’appoggio elettorale della ‘ndrangheta alle politiche del 1992(correva per il Psi). Anche l’ex sindaco di Cosenza Giacomo Mancini dichiaro’ che nel 1992 Antonio Gentile era scortato da un “nutrito stuolo di personaggi molto noti alla giustizia”. Anche il fratello Pino Gentile, ex Psi, ex sindaco di Cosenza, ex potente assessore regionale sia con giunte di centrosinistra che di centrodestra,poi nel Pri,attualmente in Forza Italia e consigliere regionale, e’ stato piu’ volte chiamato in causa da diversi pentiti per rapporti con la ‘ndrangheta. Pino Gentile e’ inoltre pluririnviato a giudizio nella sua veste di ex assessore e consigliere regionale in numerosi procedimenti che poi finiscono puntualmente con la prescrizione. Nell’ultimo procedimento penale il PM aveva chiesto 9 anni di carcere per Pino Gentile in compagnia di Mario Pirillo ,ma e’ stato assolto e la sentenza con la nuova legge berlusconiana sull’ “inappellabilita’ delle sentenze di assoluzione in primo grado, non potra’ essere impugnata.Per capire il potere clientelare ed affaristico dei fratelli Gentile basta considerare le seguenti assunzioni effettuate dai 2 fratelli, negli anni, a favore di propri strettissimi congiunti: alla Camera di Commercio di Cosenza viene bandito un concorso per 12 posti. Fra i vincitori troviamo il sign. Claudio Gentile,fratello di Antonio e Pino Gentile, e il sign. Massimiliano Manna,nipote dei Gentile.Presso la “PromoCosenza” e la Calab(societa’ entrambe collegate alla Camera di Commercio di Cosenza) viene assunta a tempo determinato la signorina Daniela Gentile, nipote di Antonio e Pino Gentile. Ed ancora: l’Asl di Cosenza bandisce un concorso per 35 assistenti amministrativi e fra i vincitori troviamo: Gentile Anna Rosa, Gentile Antonella, Gentile Katia, Gentile Manuela (quest’ultima si becchera’ anche i fondi della giunta Chiaravalloti relativi al settore”Comunicazione”) e Gentile Barbara, tutti figlie e nipoti dei potenti e “trasparentissimi” fratelli Gentile.Al numero tre (3) della Lista di FORZA ITALIA per il Senato in Calabria troviamo l´;avvocato GIANCARLO PITTELLI,deputato uscente, gia’ coordinatore regionale del partito e che si e’ distinto in questa legislatura per una serie di proposte di leggi-vergogna sulla giustizia(le famosa legge Pittelli sulla condanna con la formula “al di la’ di ogni ragionevole dubbio” ). Giancarlo Piattelli e’ MASSONE del Grande Oriente d’Italia,regolarmente affiliato all’Oriente di Catanzaro col grado di”Maestro”.Al quinto(num. 5)posto della Lista di Forza Italia al Senato troviamo uno dei casi piu’ scandalosi: l’ex sindaco di Rosarno(Rc) ed ex Presidente Usl di Gioia Tauro, ex socialista, GAETANO RAO, nipote diretto dei Pesce di Rosarno. I Pesce sono fra le cosche piu’ potenti e spietate,da sempre, dell’intera ‘ndrangheta calabrese. GAETANO RAO ha subito diversi procedimenti penali per falsi,abusi, truffa,ecc. contestati dall’ex procuratore di Palmi Agostino Cordova. In particolare GAETANO RAO e’ di casa fra i vecchi fascicoli dei magistrati:da Presidente dell’Usl di Gioia Tauro ha affittato gli immobili ai Piromalli(la cosca piu’ potente della Calabria e di mezza Italia) per adibirli ad uso pubblico e quando si e’ trattato di avere il certificato antimafia-come era ormai prassi consolidata- l’ha richiesto solo per Domenico Piromalli,l’unico incensurato della famiglia, ben sapendo che c’erano altri 3 proprietari oltre a lui, vale a dire i fratelli Giuseppe, Gioacchino ed Antonio, boss dell’omonima cosca e con una fedina penale lunga quanto una quaresima (vedi su questo Procura della Repubblica di Palmi, procedimento penale n.916덝/90 contro Albanese piu’ 60, oppure il libro dei giornalisti Paolo Mondani e Francesco Forgione intitolato”Oltre la Cupola,massoneria,mafia,politica, edito dalla Rizzoli).Il pentito della ‘ndrangheta Salvatore Marasco(poi scomparso per lupara bianca) dichiaro’ ai magistrati Agostino Corona e Francesco Neri: “Quando era in carica l’amministrazione socialista a Rosarno(Rc) la cosca Pesce,nella competizione elettorale,portava avanti la cosiddetta quaterna,cioe’ quattro nomi di candidati e precisamente:l’avvocato Mario Battaglini, GAETANO RAO nipote del vecchio boss Giuseppe Pesce, Alessi, che poi fu nominato sindaco e Girolamo Venanzio. La cosca Pesce appoggiava questi quattro nomi perche’ da uno di costoro doveva uscire la candidatura a sindaco. In particolare ricordo-continua il pentito Marasco- che GAETANO RAO alle ultime elezioni,ebbe un boom di voti. Gli appartenenti al Partito Socialista di Rosarno,sono per lo piu’ uomini dei Pesce e dei Bellocco.Le cosche,ideologicamente appoggiano il Psi,mentre combattono i comunisti” (anche per tali dichiarazioni si veda il libro di Mondani e Forgione).Il 28 Aprile 1992 i carabinieri intercettano GAETANO RAO e Mario Battaglini che chiamano dal Crystall Bar di Rosarno(di proprieta’ di Tiziana Arena, moglie del boss Marcello Pesce) il boss Marcello Pesce per una riunione urgentissima, in notturna, nella saletta riservata del Bar.Il 3 Maggio 1992, Giovanni Palamara(ex assessore regionale arrestato e condannato per diverse truffe milionarie) ed il boss Marcello Pesce sono a casa di GAETANO RAO e da qui convocano Vincenzo La Malfa(dell’omonima cosca mafiosa alleata dei Pesce) e prenotano un tavolo alla pizzeria “La Fattoria” di Rosarno(Rc) e Pesce avvisa il ristoratore che l’occasione e’ grossa:”c’e’ anche l’onorevole Palamara”(tutto intercettato dai carabinieri di Rosarno e riportato nel libro di Mondani e Forgione). Il 7 Maggio 1992,poco dopo le elezioni, dall’agenzia Medman,il La Malfa, GAETANO RAO, La Ruffa Francesco(consigliere comunale a Rosarno e cognato del boss Marcello Pesce) e Battaglini telefonano per verificare i primi dati dei seggi elettorali.Il Psi ha avuto un’impennata di consensi ovunque,”siamo grandi,siamo forti”, commentano trionfanti. Palmara e’ il secondo degli eletti con 21.630 preferenze. A Palmi,rispetto alle regionali del 1985,passa da 335 a 902 preferenze, a Rosarno da 504 a 879, a Taurianova da 136 a 629, a Cittanova da 77 a 218.Il 7 marzo 1992,il giudice Elena Massucco richiede l’arresto di La Ruffa e Battaglini ed invia avviso di garanzia a Gaetano RAO con l’accusa di “concorso in associazione per delinquere di stampo mafioso al fine di procacciare voti per candidati del proprio partito e concorso in azioni tendenti ad impedire il libero esercizio del voto”. La Ruffa e Battaglini escono dal carcere dopo 4 mesi. In loro soccorso arriva Corrado Carnevale”l’Ammazzasentenze”. La Prima Sezione della Cassazione infatti,l’8 giugno 1992,annulla il provvedimento della Massucco sostenendo che la raccomandazione e’ uno strumento lecito e che Battaglini, GAETANO RAO,La Ruffa, il boss Marcello Pesce e Francesco Pisano(poi questi condannato a 15 anni per traffico di droga in altro processo) si interessavano delle elezioni politiche non perche’ aderenti ad una cosca mafiosa,ma in quanto socialisti. Firmato:Corrado Carnevale! Oggi Gaetano Rao,come nulla fosse, e’ candidato al Senato nella lista di Forza italia al numero 5.Al numero sette(7) sempre nella stessa Lista di F.I.troviamo candidato MICHELE MONTAGNESE, ex sindaco DC di Vibo Valentia ed ex presidente Usl di quella citta’. Numerosi i procedimenti penali nei quali e’ rimasto coinvolto quale ex Presidente dell’Usl. E’ stato condannato il 4 Novembre 1998(vedi Gazzetta del Sud ed Il Quotidiano della Calabria) a 4 mesi per abuso d’ufficio e concorsi truccati. Molti i procedimenti con condanne in Primo grado finiti in Prescrizione in Appello.LISTA DEMOCRAZIA CRISTIANA/PARTITO SOCILISTAAl numero uno(1) e’ candidato GIUSEPPE NICOLO’,candidato alle comunali di Reggio Calabria coi Repubblicani Europei(centrosinistra). Ora e’ trasvolato nel centrodestra.LISTA FIAMMA TRICOLOREAl numero tre(3) per la Fiamma e’ candidato CARMINE CEDRO, esponente politico della destra conservatrice, grande elettore di Forza Italia, passa alla storia per la sua brillante(si fa per dire) carriera politica che in pochi mesi lo porta al prestigioso incarico di vice presidente nazionale nel partito del massone Gaetano Saya(costui gia’ nella Gladio e leader del movimento Destra Nazionale,fautore di una formazione”nazista-musulmana” e ultimamente arrestato dalla Digos di Genova nell´;ambito dell´;inchiestasulla”polizia parallela”).Dimessosi a causa delle incompatibilita’ caratteriali con Saya, CEDRO e’ ora approdato alla Fiamma Tricolore.Lista UDCCapolista il Massone(vedi il mensile “Il Mondo”) Francesco D’Onofrio,gia’ ministro della Pubblica Istruzione nel primo governo Berlusconi.TREMATERRA GINO, candidato al num. 2. Ex assessore regionale alla Formazione Professionale, e’ sotto processo a Cosenza(dopo il trasferimento degli atti da parte della procura di Catanzaro per competenza territoriale),insieme all’ex assessore regionale Giuseppe Torchia(massone,fondatore della Gran loggia di Calabria,ex monarchico,ex Pli,,ex Psi,ex Fi,ora Udeur)per i reati di falso,truffa ed abuso nella vicenda dei corsi regionali per il rilascio di diplomi fasulli per masso-fisioterapisti.Diplomi “carta-straccia” che non abilitano alla professione,visto che solo titoli accademici rilasciati dalle Universita´; possono abilitare alla professione di massofisioterapista e non corsi-truffa della Regione come volevano Torchia e Trematerra. Il figlio di Gino Trematerra,Michele Trematerra,dallo scorso anno e’ consigliere regionale,dopo essere risultato l’unico vincitore di un concorso-farsa all’Asl di Castrovillari per un posto di medico oculista in un reparto che non c’e’(presso l’Ospedale di San Marco Argentano(Cs)).Lista ALLEANZA NAZIONALE.Capolista e’ il sottosegretario alla Giustizia Giuseppe VALENTINO, inquisito dalla magistratura reggina nell’inchiesta sul cosiddetto”Caso Reggio” come appartenente ad un “gruppo di potere(mafioso)” che aveva in mano la citta’ di Reggio Calabria(si veda su questo Il Quotidiano del 18 Gennaio 2006 a pag. 16).Ma il nome del sottosegretario di AN alla Giustizia spunta anche nello scandalo”Bancopoli”, infatti Valentino viene indicato da Fiorani come la fonte dalla quale Stefano Ricucci avrebbe appreso che molti telefoni erano stati messi sotto controllo dalla Procura di Milano(su questo vedi MicroMega num. 2/2006 a pag. 133, articolo di Peter Gomez e Ferruccio Sansa).Al numero 2 della Lista di AN al Senato si presenta l’uscente FRANCESCO BEVILACQUA, distintosi in questa legislatura come uno dei piu’ bravi ed attivi senatori ”pianisti”( fu beccato ed immortalato dalla telecamere mentre votava per i colleghi assenti la famosa Legge Cirami) e per aver fatto approvare una legge che equipara la posizione economica degli insegnanti di Religione a quella dei professori di tutte le altre materie. Piccolo particolare:la moglie del senatore Bevilacqua insegna proprio Religione! Il fratello del senatore Bevilacqua, di nome Ferruccio, e’ un pluripregiudicato,molto noto alle Forze dell’ordine. Arrestato da ultimo nell’Ottobre del 1993 insieme ad altre trenta persone per usura e ricettazione, si salva dalla condanna solo grazie alla Prescrizione(la sentenza che prescrive il fratello del senatore per usura e’ arrivata nel maggio 2002,Tribunale di Vibo Valentia, oltre 9 anni dopo l’arresto).Su tale episodio si veda il Quotidiano della Calabria,28 maggio 2002.Venerdi’ 16 Aprile 2004 nuova condanna per Ferruccio Bevilacqua(fratello del senatore Francesco Bevilacqua) comminata dal Tribunale di Vibo Valentia per ricettazione aggravata di assegni rubati. Pena: 2 anni.(su tale condanna vedi Il Quotidiano della Calabria di sabato 17 Aprile 2004). Ferruccio Bevilacqua e’ inoltre coinvolto nell’operazione antimafia”Dinasty” contro il clan Mancuso(definito dalla Commissione Parlamentare antimafia come fra i piu’ potenti d’Europa). La posizione di Ferruccio Bevilacqua e’ stata stralciata. Dalle intercettazioni della Squadra Mobile di Vibo depositate nel processo”Dinasty” in corso al Tribunale di Vibo Valentia, emerge che i boss della cosca Diego Mancuso ed il nipote Domenico, indicano Ferruccio Bevilacqua come uomo affiliato al boss Giuseppe Mancuso(ergastolano e padre di Domenico Mancuso) e dicono che tramite Ferruccio Bevilacqua si puo’ “arrivare” al fratello senatore di An(Francesco Bevilacqua) per cercare di tenere lontana la Polizia,perche´;,secondo i Mancuso(intercettati):”i fascisti,i fascisti…comandano sulla Polizia…”AL quarto(4) posto nella Lista di AN al SENATO e’ candidata Maria Grazia CAPORALE,la quale da consigliere regionale si e’ distinta per aver sistemato il suo portaborse Silvestro Caccamo nei ruoli del Consiglio Regionale col celebre Concorsone(a tale concorso potevano partecipare solo coloro che “avevano gia’ un rapporto di collaborazione con i gruppi consiliari”,vale adire:figli,fratelli,amanti e portaborse dei consiglieri). L’elenco completo dei 132 assunti con tale scandaloso “Concorsone” e’ stato pubblicato il 12 Settembre 2002 dal Quotidiano della Calabria(titolo:Concorso per parenti ed amici) e ne ha parlato ripetutamente il Corriere della Sera a firma del giornalista Gian Antonio Stella.LISTA LEGA NORD-MOVIMENTO PER L’AUTONOMIA di Raffaele LOMBARDO.Raffaele LOMBARDO, Presidente Provincia di Catania,ex Ccd-Cdu,e’ finito 2 volte in manette,ma nel Marzo del 2000 e’ stato assolto perche’ le mazzette ricevute dal Presidente dell’Inter Ernesto Pellegrini non erano tangenti,ma finanziamenti illeciti.Al numero uno(1) di tale Lista e’ candidato l’ex consigliere Regionale GIUSEPPE PEZZIMENTI,ex sindaco di Gerace(Rc),proveniente dalla Lista SGARBI e non eletto alle ultime Regionali con l’Udeur. PEZZIMENTI ha provveduto a sistemare, col celebre Concorsone regionale,sua sorella Santa Maria Pezzimenti.LISTA ITALIA MODERATA.Al numero 1 di tale Lista e’ candidato il sindaco di San Calogero(Vv) Domenico D’Amico, condannato con sentenza definitiva(vedi Il Quotidiano della Calabria di Sabato 17 Aprile 2004) a 6 mesi per abuso d’ufficio con vantaggi patrimoniali, piu’ il pagamento delle spese processuali, per aver favorito con una variante al P.R.G. le abitazioni(abusive) dei propri familiari.LISTA ROSA NEL PUGNO.Al numero cinque(5) di tale lista e’ candidato il segretario provinciale dello SDI di Vibo Valentia,nonche’ assessore provinciale di Vibo Valentia, LIDIO VALLONE. Costui faceva parte del Consiglio comunale di Briatico(Vv) sciolto nel 2003 per infiltrazioni mafiose. All´;indomani dell´;arresto del Consigliere Comunale di Briatico FAUSTO ARENA,accusato di aver costituito in associazione con Leo Morabito di Africo(Rc)una ´;ndrina all´;interno dell´;Universita´; di Messina con conseguente compravendita di esami,minacce ai professori,vendita per 20 milioni delle risposte ai quiz di preselezione a Medicina,oltre a spaccio di droga e possesso di armi, LIDIO VALLONE si affretta ad esprimere piena e convinta solidarieta´; in Consiglio Comunale di Briatico(convocato per la surroga del consigliere arrestato)al suo collega consigliere FAUSTO ARENA. Proprio queste manifestazioni di solidarieta´; di Vallone all´;arrestato Fausto Arena(imputato a Messina nel processo “Panta Rei” o anche “Fausto Arena +47”, e condannato nel Giugno 2005 a 10(dieci) anni di carcere) faranno scattare le indagini dei carabinieri di Briatico che porteranno un dettagliato dossier al Prefetto di Vibo Valentia sulla presenza di consiglieri ed assessori di Bratico legati alla ´;ndrangheta.Il Prefetto di Vibo Valentia sciogliera´; il Comune di Briatico per mafia. Nella relazione di scioglimento si evidenziera´; la presenza quali assessori e consiglieri comunali di Briatico dei pluripregiudicati e mafiosi ACCORINTI e BONAVITA,tutti iscritti al partito socialista e poi allo SDI,di cui l´;odierno candidato al SENATO Lidio Vallone e´; da anni segretario provinciale. La figura di Lidio Vallone,assessore provinciale a Vibo Valentia, emergera´; anche durante la visita della Commissione Parlamentare Antimafia in quella citta´;(Vibo Valentia) nel Marzo del 2003. Dopo lo scioglimento del Consiglio comunale di Briatico per mafia, LIDIO VALLONE e’ riuscito a far eleggere Sindaco di quel Comune(Aprile 2005) il massone(Oriente di Vibo Valentia) Andrea Niglia,costui gia’ assistente universitario di quel prof. Eugenio Caratozzolo dell’Universita’ di Messina condannato ad 1 anno per truffa relativa alla compravendita di esami nell’Universita’ di Messina(operazione”Aula Magna”). Il neo-sindaco di Briatico Andrea Niglia ottiene poi consulenze milionarie dall’assessore provinciale Lidio Vallone,cosi’ come altre consulenze milionarie dalla Provincia di Vibo ottiene il fidanzato della figlia dell’assessore(ed ora candidato al Senato) Lidio Vallone. Coi concorsi-farsa dell’Amministrazione Provinciale di Vibo Valentia(su questo vedi Il Quotidiano della Calabria di Sabato 15 Marzo 2003 a pagina 10 articolo intitolato: ”C’e’ posto per parenti e amici.La Provincia di Vibo ha bandito una decina di concorsi,ecco chi sono i vincitori.I neo assunti tutti vicini a esponenti della Margherita, dello Sdi e dei Ds) LIDIO VALLONE fa assumere: Maria Concetta Forte,moglie di Costantino Massara,costui Sindaco del Comune di Briatico sciolto nel 2003 per mafia. In piu’ fa assumere l’ex sindaco SDI di Dasa’(Vv) Giuseppe Malvaso,che gia’ lavorava con contratto di collaborazione nella segreteria dell’assessore LIDIO VALLONE.Sulla Provincia di Vibo e’ in corso un’indagine della Dda di Catanzaro.Vallone si e´; salvato grazie alla prescrizione in altro procedimento per una truffa da 900 milioni ad opera dei consiglieri provinciali di Catanzaro(quando ancora Vibo e Crotone non erano Provincia)nel cosidetto scandalo”CIF”, un immobile ceduto a titolo gratuito al Centro Italiano Femminile e da questi dato in locazione alla Provincia di Catanzaro. Il Cif era un ente privo di personalita’ giuridica e quindi non avrebbe potuto acquistare l’immobile, ne’ pretendere i canoni di locazione dalla Provincia di Catanzaro. Anche il sen. NICODEMO FILIPPELLI,all´;epoca consigliere provinciale di Catanzaro,oggi ricandidato al Senato con l´;Udeur era coinvolto in tale vicenda.Cosi´; come il massone(Loggia Albert Pike di San Mango d´;Aquino,) ex Presidente della Provincia di Catanzaro LEOPOLDO CHIEFFALLO,oggi pure lui candidato al Senato con la Lista “I SOCIALISTI” di Bobo Craxi e Saverio Zavettieri.PASSIAMO AL CENTROSINISTRA.Candidati al SENATO.LISTA CODACONS-CONSUMATORI (la Lista voluta dal Presidente della Regione Agazio Loiero).Capolista al Senato e’ PIETRO FUDA, ex assessore Regionale ai lavori pubblici in quota Forza Italia, ex presidente della Provincia di Reggio Calabria in quota Forza Italia ed ora trasvolato nel centrosinistra. Dopo non aver ottenuto un posto utile nella Lista della Margherita,guida ora la Lista dei dissidenti del Codacons. Il nome di FUDA e’ spuntato fuori nel processo”Porto” sulle infiltrazioni mafiose nel Porto di Gioia Tauro. Il PM di quel processo(Roberto Pennisi della Dda di Rc) aveva chiesto l’invio al suo ufficio delle dichiarazioni di FUDA per procedere per il reato di falsa testimonianza. Nel processo era infatti emerso che FUDA in campagna elettorale per le Regionali del 1995 era stato accompagnato nelle abitazioni di diversi boss mafiosi. Giustificazione di FUDA:”non posso conoscere tutte le persone che mi presentano”. Non si sa che fine abbia fatto tale invio degli atti per procedere per falsa testimonianza. Il 22 Aprile 1999 Il Quotidiano della Calabria pubblica un articolo dal titolo: ” Al processo “Primavera” per la faida di Locri- voto di scambio, in aula spunta il nome di FUDA”. Nel Gennaio 2006 la magistratura chiude altre indagini su PIETRO FUDA. FUDA e’ qui inquisito nell’inchiesta sul cosiddetto”Caso Reggio” come appartenente ad un “gruppo di potere(mafioso)” che aveva in mano la citta’ di Reggio Calabria(si veda su questo Il Quotidiano del 18 Gennaio 2006 a pagina 16). PIETRO FUDA godra’ in queste elezioni dell’appoggio dell’Europarlamentare di AN Umberto Pirilli(pure lui inquisito come Fuda nel”Caso Reggio”). Pirilli infatti deve proprio ai voti di Fuda la sua elezione al Parlamento Europeo. Non importa che Pirilli sia di An e Fuda ora sia candidato col centrosinistra. Destra e sinistra in Calabria sono solo sigle vuote,il trasversalismo e’ la regola. Pirilli e Fuda sono inoltre amministratori unici della Sogas(Societa’ che gestisce l’aereoporto di Reggio Calabria).Al numero due(2) della Lista Codacons-Consumatori-Loiero e’ candidato il consigliere regionale PIETRO AMATO,di recente assolto in un processo penale. La nuova legge Pecorella sull’inappellabilita’ delle sentenze assolutorie di primo grado,lo salva dall’Appello.IL 16 DICEMBRE 2005 la Procura di Catanzaro ordina 23 perquisizioni in un’inchiesta relativa a sanita’ ed appalti con 10 indagati e dove emerge che l’omicidio del vicepresidente del consiglio regionale Fortugno, avrebbe fatto “saltare” un affare illecito.Fra gli uffici perquisiti anche quello di PIETRO AMATO,presidente della commissione Sanita’ della Regione.Al numero tre(3) di tale Lista CODACOS-LOIERO e’ candidato FRANCESCO PETROLO,per anni Maestro Venerabile della Loggia”Morelli” di Vibo Valentia(l’inchiesta sulla massoneria deviata del giudice Cordova parti’ proprio indagando su tale Loggia. L’inchiesta sulla massoneria deviata,trasferita poi a Roma per competenza territoriale, e’ stata insabbiata dal Gip Augusta Iannini,moglie di Bruno Vespa,nonche’ magistrato seduta al tavolino del famoso bar Tombini di Roma, quando insieme al corrotto e condanato giudice Renato Squillante scoprirono le microspie, sotto il portacenere del Bar, piazzategli dalla Procura di Milano che indagava sulle”Toghe Sporche”).Il massone FRANCESCO PETROLO nel 1995 costituisce, insieme ai fratelli Ulderico e Giuseppe, la Loggia”Monteleone” e si stacca cosi’ dalla Loggia “Morelli”. Nel Marzo 1995 e’ candidato a Presidente della Provincia di Vibo Valentia con Forza Italia,spinto dal deputato di F.I.Maurizio Bertucci,primo cugino della moglie. Ma all’ultimo momento la candidatura salta,proprio per lo scandalo dell’appartenenza alla massoneria di FRANCESCO PETROLO insieme a numerosissimi suoi familiari. Il fratello dell’odierno candidato si chiama Ulderico Petrolo(pure lui massone,naturalmente) ed e’ stato ex sindaco di Vibo Valentia con la Dc,coinvolto in vari scandali(restauro palazzo Gagliardi di Vibo e scandalo Ex Ipab); nel 1995 diviene vice-segretario regionale di Forza Italia in Calabria. Poi il massone Ulderico Petrolo salta nell’Udeur di Mastella,ottenendo cosi’ la Presidenza del”Consorzio Monteporo” di Vibo Valentia. Poi salta nella Margherita,divenendo Presidente della Societa’ che ha in appalto la raccolta dei rifiuti solidi urbani nella Provincia di Vibo Valentia. Dopo aver “dissanguato”finanziariamente tale Societa’(tanto che i dipendenti sono perennemente in sciopero per il mancato pagamento degli stipendi), il massone Ulderico Petrolo e’ nominato”super-consulente” dell’Amministrazione provinciale di Vibo Valentia con parcella milionaria. Altro fratello dell’odierno candidato al Senato Francesco Petrolo, si chiama Giuseppe Petrolo ed e’ inquisito dallo scorso mese di Settembre 2005 nell’operazione”Ricatto” relativa alla Sanitopoli di quella citta’(sono state accertate tangenti per la costruzione del nuovo ospedale di Vibo Valentia sino a 2 milioni di euro ed appalti truccati per favorire ditte vicine alla ‘ndrangheta).Il massone Giuseppe Petrolo,ex direttore amministrativo ASL di Vibo in quota Alleanza Nazionale, risponde per concorsi truccati ed assunzione di personale effettuata tramite chiamate dirette(senza lo straccio di un concorso). Altri procedimenti penali a carico di Giuseppe Petrolo,ex funzionario Usl di Vibo Valentia, si sono conclusi con condanne econ prescrizioni.LISTA DS- DEMOCRATICI DI SINISTRA.Capolista e’ NICOLA LA TORRE, braccio destro di D’Alema. NICOLA LA TORRE viene intercettato piu’ volte mentre discute con il numero uno di Unipol Giovanni Consorte,ma le sue telefonate pero’ sono top secret salvo,per errore, un sms di complimenti a Consorte per l’apparente riuscita della scalata. Coperte da omissis sono anche due chiamate ricevute da Ricucci il 7 e l’8 luglio 2005. Ma in un caso,alle 12:08 dell’8 luglio, e’Ricucci che riassume il colloquio con il vicepresidente del Montepaschi Stefano Bellaveglia.Ecco il brogliaccio delle fiamme gialle:”Stefano dice che ha appena parlato con NICOLA LA TORRE e gli ha detto che Fassino li ama anche perche’ hanno servito la Bnl,Unipol…Stefano dice di avergli detto che la prossima volta ci mettono dentro la Montepaschi di Siena,ma d’altra parte nel senso che non sara’ lei a comprare,ma loro e lui sembra aver capito”.(Per tali colloqui si veda MicroMega num.2/2006 a pagina 138,articolo di Peter Gomez e Ferruccio Sansa).Al terzo(3) posto dei DS al Senato e’ ricandidato il senatore NUCCIO IOVENE,gia’ segretario regionale dei Ds e catapultato nel 2001 nel collegio maggioritario di Vibo Valentia(l’unico rimasto libero). In 5 anni si e’ distinto per aver difeso l’amministrazione provinciale di Vibo Valentia guidata dall’ex Dc,poi Margherita,ora espulso pure dalla Margherita,Ottavio Bruni; amministrazione accusata ripetutamente dalla vice-presidente della Commissione Parlamentare Antimafia Angela Napoli di infiltrazioni mafiose e concorsi truccati. Le recenti operazioni antimafia”Dinasty” e “Rima” confermano le accuse della Napoli e smentiscono IOVENE. Fra gli inquisiti(per mafia)nell’operazione”Rima” vi e’ ad esempio l’attuale consigliere regionale della Margherita Pietro Giamborino,gia’ assessore provinciale a Vibo Valentia e poi Presidente Consiglio provinciale di Vv. Sempre nella stessa operazione e’ stato arrestato per mafia e riciclaggio un cugino di tale Giamborino,mentre dall’inchiesta emerge con forza la gestione clientelare e mafiosa dei concorsi dell’amministrazione provinciale di Vibo Valentia sulla quale sono in corso altre inchieste della DDA di Catanzaro.Anche l’on. Giuseppe Lumia dei Ds(gia’ presidente della commissione antimafia),nel Marzo 2003,in occasione della visita dell’Antimafia in quella citta’, aveva chiesto indagini mirate sia sul Consiglio comunale di Vibo Valentia che su alcuni assessori provinciali. NUCCCIO IOVENE,senatore del Collegio, non ha mai visto e sentito nulla,non si e’ mai accorto di nulla. Un fantasma!Al numero sei(6) della Lista DS al Senato e’ candidata la signora ARGENTINO MAZZITELLI GIOVANNA, trasvolata da Forza italia e gia’ assessore comunale a Reggio Calabria nella Giunta di centrodestra di Giuseppe Scopelliti(An). A trasvolarla nelle fila dei DS e’ stato Marco Minniti,il quale pubblicamente se ne vanta!LISTA SOCIALDEMOCRAZIA- PSDIAl terzo(3) posto di tale Lista e’ candidato Pino TURSI PRATO, ex assessore e consigliere regionale,condannato dal Tribunale di Cosenza a due anni e 8 mesi per tentata concussione(e’ ancora pendente il processo d’appello).Il 3 novembre 1995 viene arrestato dalla Dda di Catanzaro per il reato di concorso esterno in associazione mafiosa. Ad accusarlo e’ il boss pentito di Cosenza Franco PINO che accusa TURSI PRATO di favori ed assunzioni concessi dall´;ex consigliere a mafiosi in cambio di voti e di pacchetti di voti comprati, anche da Giacomo Mancini e dal figlio.Il 21 Dicembre 2005 il magistrato di Sorveglianza di Cosenza concede gli arresti domiciliari a Pino TURSI PRATO, ex consigliere regionale ed ex presidente Asl di Cosenza, detenuto da due mesi per scontare a tre anni di reclusione(definitiva) per corruzione e turbativa d’asta inflittagli dalla Corte d’Appello di Catanzaro. TURSI PRATO aveva chiesto l’affidamento in prova ai servizi sociali,ma la richiesta era stata respinta dal Tribunale di Sorveglianza per la gravita’ dei fatti addebitati.Gli avvocati Intrieri e Latino,subentrati nel frattempo nella difesa di TURSI PRATO, si sono pero’ accorti che dalla condanna andavano cancellati due anni di reclusione in quanto i reati erano stati commessi nel 1989,nel lasso di tempo,cioe’,coperto dall’ultimo provvedimento di indulto emesso nel 1990. I difensori di TURSI PRATO hanno quindi presentato richiesta di applicazione di riduzione della pena,che e’ stata accolta dalla Corte d’Appello di Catanzaro.Successivamente gli avvocati Intrieri eLatino hanno presentato una nuova richiesta di affidamento in prova,ottenendo la scarcerazione di TURSI PRATO in attesa della decisione del Tribunale di Sorveglianza di Catanzaro. I fatti per i quali TURSI PRATO e’ stato condannato risalgono al 1989,quando era Presidente dell’Asl di Cosenza, e riguardavano tangenti in cambio di appalti di favore. Le accuse scaturivano dalle dichiarazioni del collaboratore di giustizia Franco PINO(capomafia di Cosenza) sulla base delle quali TURSI PRATO e’ tuttora sottoposto ad altro processo per concorso esterno in associazione mafiosa dove e’ stato condannato in Appello a 6 anni di reclusione! In attesa della sentenza della Cassazione TURSI PRATO si candida al SENATO col PSDI.Al quarto (4) posto nella Lista del PSDI si candida GUIDO ARCURI,ex consigliere comunale di Vibo Valentia, massone della loggia”Michele Morelli” di quella citta’.LISTA I SOCIALISTI.la Lista fa capo a livello nazionale a Bobo Craxi e Saverio ZAVETTIERI,nata dalla spaccatura col PSI di De Michelis.Candidato numero 1 di tale Lista e’ Saverio ZAVETTIERI, ex assessore regionale nella giunta di centrodestra di Chiaravalloti ed ora trasvolato nel centrosinistra. Come assessore regionale della giunta di centrodestra, Saverio Zavettieri si e’ distinto per aver cancellato l’ Osservatorio Antimafia presieduto da Adriana Musella(presidente associazione antimafia “Riferimenti” e figlia dell’ing.Musella assassinato negli anni ’80 dalla ‘ndrangheta con un autobomba). La mattina del 1 aprile 1992, a quattro giorni dalle elezioni poltiche, la Procura di Palmi guidata da Cordova e quella di Locri rappresentata dal giudice Nicola Gratteri(poi alla Dda di Rc),ordinano centinaia di perquisizioni domiciliari nelle case di mafiosi e pregiudicati della Locride e della Piana di Gioia Tauro.Vi trovano e sequestrano migliaia di schedeelettorali,normografi,adesivi,fac-simili,santini e bigliettini con l’indicazione dei candidati. E’ il materiale elettorale delle cosche Piromalli,Pesce-Pisano,Versace,Mammoliti, Mazzaferro, Commisso,Ruga. Fra il materiale sequestrato non mancano i fac-simili di SAVERIO ZAVETTIERI. Eletto deputato nel 1992 col PSI, si distingue subito per una serie di interrogazioni velenose contro il giudice Cordova accusato di “non idoneita’” a guidare la Procura di Palmi,”incompatibilita’ ambientale” e ne chiede l’immediato trasferimento ad altra sede. Il Lunedi’ di Pasquetta 1992, dopo soli 15 giorni dalle elezioni, due “turisti” smarriti durante la scampagnata di pasquetta,suonano,per chiedere informazioni, all’abitazione di Bruno Ioffrida:una villa al centro del camping”Africa”,sul lungomare di Brancaleone(RC). Sono passate le 22:30. Ioffrida non fa in tempo a dare le indicazioni richieste che uno dei due gli scarica addosso sette colpi di pistola calibro 38. Ioffrida e’ il proprietario del camping,che aveva acquistato anni prima da una societa’ siciliana.In passato aveva avuto a che fare con la giustizia,sotto inchiesta per truffa,oltraggio e favoreggiamento. Ioffrida era il segretario di SAVERIO ZAVETTIERI e,dopo l’omicidio, si scopre esserne il cugino. (per tutti tali episodi si veda il libro di Paolo Mondani e Francesco Forgione”Oltre la Cupola,edizioni Rizzoli).SAVERIO ZAVETTIERI e’ imparentato con l’omonima cosca mafiosa degli Zavettieri di Roghudi e Roccaforte del Greco(Rc). Nel Febbraio 2004 ZAVETTIERI scampa miracolosamente ad un attentato a colpi di fucile.Un killer appostato nel giardino di casa gli spara mirando alla testa. Il vetro antiproiettile della villa devia il colpo di qualche centimetro,scheggia l’orecchio di ZAVETTIERI e finisce la sua corsa sulla parete. Ancora nessuna luce sull’attentato.Al numero tre(3) della Lista “I SOCIALISTI” e’ candidato LEOPOLDO CHIEFFALLO,ex assessore e consigliere regionale, arrestato nel 1994 quale Presidente della Provincia di Catanzaro,per lo scandalo dell’immobile di proprieta’ dell’ESAC,ceduto gratuitamente al Centro Italiano Femminile che non avrebbe potuto acquistarlo in quanto privo di personalita’ giuridica e poi dal Centro Italiano Femminile dato in locazione all’Amministrazione provinciale di Catanzaro. Il PM ravvisa un raggiro criminoso finalizzato alla truffa di 900 milioni di vecchie lire. In sede penale CHIEFFALLO si salva grazie alla Prescrizione,ma in sede contabile la Corte dei Conti(Corte d’Appello,sentenza definitiva) l’11 Febbraio 2003 lo condanna definitivamente al pagamento di 65.000 euro per danni erariali. LEOPOLDO CHIEFFALLO,attuale consigliere regionale PSI e Sindaco di San Mango D’Aquino(Cz),ex presidente Usl,presidente Nucleo Industriale di Lamezia, e’ MASSONE,iscritto alla loggia “Albert Pike” di San Mango. Nei primi anni ’90 ha presieduto il Collegio massonico dei Gran Maestri della Calabria. Nel 1983 il massone CHIEFFALLO chiede al medico Angelo Monaco(pure lui massone e poi collaboratore di Cordova nell’inchiesta sulla massoneria deviata) di firmare piu’ di cento falsi certificati di diminuzione della vista,in modo da far accompagnare gli elettori in cabina e controllare che votino per lui(per Chieffallo). Il dottore Monaco che gia’ in passato si e’ prestato a questo servizio, questa volta si rifiuta perche’ accade che un presidente di seggio gli impone di rifare i certificati e pretende che ci sia scritto sopra ”e’ grave”. Monaco non se la sente e, dopo le reiterate pressioni del massone CHIEFFALLO,va dal magistrato di Lamezia a denunciare l’accaduto. I giudici assolveranno tutti,ma la Corte massonica processa Monaco e lo espelle dalla massoneria per aver violato l’art.15 della Costituzione delle logge del Goi,cioe’ per aver fatto ricorso alla giustizia ordinaria(dai massonichiamata”profana”) contro un fratello(Chieffallo). (Su tali episodi si veda La Gazzetta del Sud e il gia’ citato libro di Forgione e Mondani).Al numero cinque(5) della Lista “I SOCIALISTI” e’ candidato GIANFRANCO COMITO,dirigente presso l’amministrazione provinciale di Vibo Valentia sin dal 1995 ed assunto per senza alcun concorso,ma con incarico “intuito personae”(chiamata diretta) e continuamente rinnovato, con compenso annuo di 30.000 euro.Genero del defunto massone Marchese(fra i piu’ noti e potenti massoni calabresi),il candidato GIANFRANCO COMITO gode dell’appoggio elettorale del primario di Ortopedia di Vibo Valentia Michele Soriano,ex Psi,poi Ds, poi Margherita,ora di nuovo coi socialisti, gia’ arrestato nel 1993 per reati contro la pubblica amministrazione e poi prescritto in numerosi processi.LISTA LA MARGHERITAAl terzo(num.3) e’ ricandidato il senatore uscente DONATO VERALDI, ex Presidente ed assessore fallimentare della Calabria con la DC,continuamente rinviato a giudizio in tale veste(non si sa che fine abbiano fatte le varie inchieste),eletto senatore dei Popolari nel 1996 contro Loiero che era candidato del CCD,nel collegio di Catanzaro-Lamezia. Veralsi vince,ma Loiero viene eletto ugualmente col ripescaggio.Nel corso della legislatura(anno 1999) Loiero trasvolera’ dal CCD al centrosinistra,prima nell’Upr di Cossiga e poi nell’Udeur di Mastella(prima di trasvolare ancora nella Margherita) e cosi’ VERALDI sara’ costretto a votare la fiducia al Governo D’Alema in cui Loiero(suo rivale di collegio) e’ sottosegretario ai Beni Culturali e poi addirittura ministro col governo Amato. Naturalmente Loiero e Veraldi sono sempre andati d’accordissimo e la sfida del 1996 e’ stata solo una farsa.Al numero quattro(4) della Lista della MARGHERITA e’candidato l’uscente deputato GIGI MEDURI,gia’ Presidente della Regione Calabria con la giunta del ribaltone(1999, il CDU si alleo’ col centrosinistra mandando all’opposizione FI ed An). In tale veste MEDURI e’ al centro di un’indagine del 2003 ed a oggi non conclusasi, avviata dalla Procura di Catanzaro per via delle “tariffe d’oro” afferenti le prestazioni sanitarie specialistiche,in convenzione col SSN, e lievitate, esclusivamente in Calabria, del 700% rispetto alla media nazionale, sulla base di un prezziario adottato dalla Giunta MEDURI.A meta’degli anni ’90 LUIGI MEDURI viene rinviato a giudizio per ricettazione nell’ambito della “Tangentopoli reggina” su accuse dell’ex sindaco pentito di Reggio Calabria, Agatino Licandro,ma verra’ assolto. GIGI MEDURI, a capo in Calabria della corrente democristiana prima di Andreotti, poi di Gava e Scotti,poi di Misasi,amicone del defunto pluri-condannato Francesco Macri’ di Taurianova(alias”Ciccio Mazzetta”) che lo sostenne nelle elezioni regionali,viene nuovamente coinvolto nel 2000 nella Sanitopoli reggina,ma prosciolto. In tale inchiesta e’ pero’ rimasto accertato che MEDURI-scrivono i magistrati-,da Presidente della Regione,aveva fatto pressioni sul direttore generale degli Ospedali Riuniti di Reggio Calabria per la creazione di un reparto Neonati Sani nella divisione di ostetricia.Per gli investigatori “un modo definitivo di risolvere il problema familiare e privato della carriera della gentile consorte, fino a quel momento responsabile del servizio del reparto di neonatologia.(su tali episodi si veda “Panorama del 23/11/2000 a pagnina 72 ed il libro”La citta’ dolente,confessione di un sindaco corrotto” di Agatino Licandro e Aldo Varano,editore Einaudi). Col celebre e vergognoso Concorsone della scorsa legislatura regionale, Luigi MEDURI sistema: Andrea Giunta,suo segretario particolare, e Carmelo Palamara, suo strettissimo collaboratore.Al quinto (5) posto nella MARGHERITA e’ candidato FRANCO COVELLO, ex senatore DC negli anni ’80,gia’ assessore regionale ai trasporti, eletto senatore con FORZA ITALIA,nominato amministratore unico delle Ferrovie della Calabria in quota Forza Italia, aderisce col suo circolo di Cosenza di Forza Italia, di cui era vice-presidente, ai “CIRCOLI DELL’UTRI”(Dell’Utri e’ un pregiudicato per false fatturazioni,frode fiscale,condannato a 3 anni in primo grado per estorsione pluriaggravata in concorso col capomafia di Trapani Vincenzo Virga e condannato in primo grado a 9 anni per concorso esterno in associazione mafiosa). COVELLO viene trombato alle ultime elezioni Europee con Forza Italia e dopo la mancata riconferma ad amministratore delle Ferrovie della Calabria, trasvola dal centrodestra al centrosinistra accasandosi nelle fila della Margherita che lo accoglie a braccia aperte.Anche la figlia,consigliere comunale a Cosenza e bocciata alle ultime regionali,e’ trasvolata nella Margherita per seguire papa’!Candidato al numero sei(6) nella Lista della MARGHERITA e’ FRANCESCO GRANATO,ex Sindaco di Catanzaro sul quale pende richiesta di rinvio a giudizio per gravi omissioni relative ad un esproprio mai completato del terreno sul quale sorge Villa Genziana,in localita’ Materdomini del quartiere Gagliano di Catanzaro.Tali gravi omissioni hanno provocato(e viene contestato nel capo d’imputazione) un danno erariale di oltre 500.000 euro.Il processo e’ stato rinviato al mese di Aprile. Nel frattempo GRANATO si candida beatamente al Senato con la Margherita.(per tuta questa vicenda si veda Il Quotidiano della Calabria di Sabato 18 Febbraio 2006,cronaca di Catanzaro).Candidato al numero otto(8) della MARGHERITA e’ ENZO SCULCO, attuale capogruppo della Margherita alla Regione, imputato per concorso in truffa e frode nelle pubbliche forniture assegnate quando era vicepresidente della Provincia di Crotone.Per tale vicenda nell’Aprile 2001 SCULCO e’ stato arrestato. Il processo e’ ancora in corso.LISTA REPUBBLICANI EUROPEI-LUCIANA SBARBATI.Al numero quattro(4) di tale lista si presenta DOMENICO MICELI,gia’ trombato alle provinciali del 1999 di Vibo Valentia col CCD. Ora e’ trasvolato nel centrosinistra. L’impresa(villaggi turistici) della sua famiglia e’ indicata dagli inquirenti nell’operazione antimafia”Dinasty” come controllata dal boss mafioso Antonio Mancuso(su questo vedi Il Quotidiano della Calabria di Martedi’ 14 Ottobre 2003). Sempre nel corso del processo “Dinasty” il testimone di giustizia Cricelli ha parlato di compravendite di terreni da parte dei Miceli che avrebbero fatto da prestanomi al boss Antonio Mancuso. Sempre nel processo “Dinasty” emerge l’interesse della cosca Mancuso per un progetto di infrastrutturazione turistica denominato “Infratur” che vede capofila enti pubblici(Provincia e comuni) e imprenditori privati consorziati,fra i quali i Miceli.LISTA ITALIA DEI VALORI.Capolista e’ candidato l’ex sottosegretario ai Trasporti e piu’ volte deputato dei DS, Giuseppe SORIERO, candidato con l’Italia dei Valori dopo non aver ottenuto alcun posto nella Lista dei DS.SORIERO e’ celebre per le contraddizioni e per aver affermato nella sua lunga carriera politica tutto ed il contario di tutto:da ex on. e dirigente del PCI accuso’ di ogni ruberia(ne aveva pienamente ragione) democristiani e socialisti, poi si ritrovo’ dopo il 1995 alleato con gli stessi personaggi che aveva sempre accusato e si turo’ la bocca. Celebri le invettive e le accuse di SORIERO contro Loiero allorquando costui militava nella vecchia DC e poi nel centrodestra. Col passaggio di Loiero nel centrosinistra, SORIERO lo scorso anno ne divenne uno dei piu’ convinti sostenitori per la guida della Regione. Celebre anche la deposizione di SORIERO nel processo”Porto” a Palmi sulle infiltrazioni mafiose all’interno del Porto di Gioia Tauro. Deposizione omertosa ed imbarazzante,che sarebbe troppo lungo raccontare in questa sede.Ma il potere di SORIERO(funzionario di partito a vita) sarebbe ben poca cosa senza SUOI uomini piazzati in alcune amministrazioni locali. Il piu’ fedele e’senza dubbio PINO MAIDA,titolo di studio terza media,nulla facente, ex sindaco di Chiaravalle(Cz) per 2 legislature, attuale vice-sindaco di Chiravalle(Cz),pluri-protestato e con diverse richieste di fallimento sulle spalle.LISTA UDEUR.Capolista e’ CLEMENTE MASTELLA, testimone di nozze l’11 Luglio del 2000 di FRANCESCO CAMPANELLA,costui ex giovane di Azione Cattolica, ex segretario nazionale dei giovani Udeur, ex presidente del Consiglio comunale di Villabate, ex consulente della giunta di centrodestra del suo paese e di quella di centrosinistra di Bagheria, il pentito Campanella fa parte di quella che la Direzione nazionale antimafia chiama ´;´;borghesia mafiosa´;´;.CAMPANELLA e’ colui che favorisce il vecchio boss malato Bernardo Provenzano, facendo carte false per farlo espatriare e andarsi a curare oltralpi. ´;´;Ho avuto il ruolo di procurare il timbro del Comune di Villabate che ha consentito a Bernardo Provenzano di farsi operare a Marsiglia´;´;, queste le parole pronunciate da Campanella, nell´;aula bunker di Firenze davanti alla terza sezione del Tribunale di Palermo, in occasione di una udienza del processo per le talpe alla Dda di Palermo.L’altro testimone di nozze di Campanella e’ stato Toto’ Cuffaro,governatore della Sicilia e sotto processo per mafia.MASTELLA,ex portavoce di De Mita,esperto in ribaltoni,fra il 1996 e il 2004 ha indirizzato ai suoi alleati di centro-sinistra 313 dichiarazioni conflittuali,fra minacce,richieste verbali di crisi,pretese di poltrone,diktat,provocazioni verbali.Stabilità e unità sono per Mastella come l´;aglio per i vampiri: l´;ex Ministro del Lavoro di Berlusconi ha organizzato ribaltoni e congiure dappertutto, da Ceppaloni a Reggio Calabria(dove governa col centrodestra) e ribalta disinvoltamente anche le sue idee:era per il maggioritario e ora è per il proporzionale;era per il bipolarismo e ora rivuole il grande centro;era per la bicamerale e ne ha chiesto lo scioglimento dopo un mese;era per la federazione di centro e adesso è contrario;voleva sciogliersi nella Margherita,poi al dunque ha cambiato idea;era favorevole alle primarie e poi all´;improvviso: “primarie? E che stiamo in America?!”;era un fan di Cossiga e dopo qualche mese lo ha definito “Er Piotta”;detestava D´;Alema e lo ha votato due volte premier.Quando era in maggioranza con l´;Ulivo ha votato contro la riforma Bindi, contro la legge che estendeva le Rsu alle piccole aziende, contro la revisione dei contratti Tav assegnati da Necci senza gara europea, mentre non è affatto certo che abbia votato per Ciampi presidente come va dicendo.All´;opposizione si è astenuto sulla mozione del Governo Berlusconi sull´;Iraq e anche su quella dell´;Ulivo per il ritiro delle truppe.Ha votato a favore delle leggi antiterrorismo di Berlusconi.Ha chiesto la commissione d´;inchiesta su tangentopoli con relativa amnistia, la revisione della legge sull´;aborto, si è opposto alla legge sulla fecondazione assistita dell´;Ulivo ed è favorevole al Ponte sullo Stretto. Inoltre ha disertato i vertici dell´;Ulivo in tutto il 2003, dopo aver sbattuto la porta ogni volta che si avvicinavano elezioni. Per non parlare delle strampalate iniziative che prende. Una volta si voleva alleare con Sgarbi e Pannella, un´;altra ha proposto un asse delle opposizioni a Bertinotti e un´; altra ancora è arrivato ad offrirsi finanche alla Lega Nord: “se ci uniamo sono cavoli per tutti” (Ansa 12.08.´ᝮ). Da scongiuri poi le sue previsioni:nel 2001 consultò due veggenti che pronosticarono la vittoria dell´;Ulivo;nel ´ᝮ disse che non avrebbe scommesso sul futuro politico di Berlusconi, mentre nel 2001 profetizzò che il governo del Polo avrebbe avuto vita breve.Il Napoli Calcio invece secondo lui entro il 2003 si sarebbe quotato in borsa.Se ormai sono mitici i ricorrenti annunci che il Sud sta per esplodere come il Vesuvio, altrettanto lo sono certe sue proposte, come Berlusconi senatore a vita, Gianni Agnelli candidato dell´;Ulivo, l´;immunità per i consiglieri regionali, un casinò in ogni regione e la nuova immancabile Cassa per il Mezzogiorno. Ma la storia di Mastella e della sua gestione”familiare” e clientelare a Ceppaloni(dove e´; Sindaco e governa insieme a Forza Italia)i ed in Campania,potrebbe continuare a lungo.Al numero due(2) della Lista dell’UDEUR al Senato e’ candidato NICODEMO FILIPPELLI,salvato grazie alla prescrizione,quale ex consigliere provinciale di Catanzaro, nello scandalo”CIF”(stesso scandalo di cui si e’ parlato a proposito di Vallone e Chieffallo).Al numero tre dell’UDEUR al Senato e’ candidato l’avv.penalista ARMANDO VENETO, ex Dc,candidato per Forza Italia alla Camera nel 1994,eletto nel 1996 col P.P.I(Ulivo),sottosegretario alla Finanze,trombato alle scorse politiche con Democrazia Europea di D’Antoni.Oltre che famoso avvocato penalista l’avvocato Veneto e’ passato alla storia in Calabria per aver tenuto l’orazione funebre, l’11 Febbraio del 1979, in occasione dei funerali del boss Girolamo Piromalli di Gioia Tauro(Rc),patriarca della ‘ndrangheta, morto per cirrosi epatica.“I funerali che seguirono la morte del boss furono imponenti,assolutamente incuranti della presenza dei fotografi delle forze dell’ordine,capi bastone ed affiliati di tutte le consorterie calabresi resero l’estremo e doveroso omaggio al capo ormai privo di vita. A ringraziare a nome del casato Piromalli la moltitudine mafiosa intervenne l’avvocato Armando Veneto,noto professionista del Foro di Palmi”. Questo testo e’ un documento ufficiale dello Stato Italiano,trattandosi di un brano dell’ordinanza di custodia cautelare dell’ operazione”Olimpia”condotta dalla DDA di Reggio Calabria nel Luglio 1995 contro 300 uomini delle cosche.Il 5 Gennaio e poi il 25 Febbraio 1989 il pentito Salvatore Marasco ripete ai giudici Cordova e Neri:” quando Pesce e Rao andarono a Roma con l’autobus,partendo da Gioia Tauro per portare i soldi ai giudici della Cassazione Carnevale e Sibilia,per l’annullamento del processo contro i Pesce,si recarono allo studio dell’avvocato Veneto”. Una circostanza inquietante. Cordova trasmette gli atti di questa deposizione,per competenza, alla Procura di Roma ma qui prendono inesorabilmente la via dell’archiaviazione.Non se ne parlera’ piu’. (per tale episodio si veda il libro”Oltre la Cupola” di Paolo Mondani e Francesco Forgione a pag. 105).Candidato al numero quattro(4) nelle file dell’UDEUR per il Senato e’ ANTONIO BORRELLO,ex assessore e sindaco del comune di Pizzo Calabro(Vv) sino al 1990, quando e’ mandato a casa,su decreto del presidente della Repubblica, insieme alla sua amministrazione, per illegalita’ diffusa. Il 20 Luglio del 2000 BORRELLO e’ condannato a 2 mesi per abuso d’ufficio,piu’ 2 mesi di interdizione dai pubblici uffici,piu’ il pagamento delle spese processuali ed un risarcimento di 48 milioni di vecchie lire al Comune di Pizzo.(su tale episodio si veda La Gazzetta del Sud del 21 Luglio 2000). Condanna definitiva per BORRELLO,il 24 marzo 2001,anche da parte della Corte dei Conti per la somma di 3 milioni(si veda per tale episodio La Gazzetta del Sud del 25 marzo 2001). BORRELLO,consigliere regionale da 3 legislature,nel corso della scorsa legislatura regionale di Chiaravalloti, occupa la poltrona di Segretario del Consiglio Regionale dell’Ufficio di Presidenza. A lui si deve la responsabilita’ diaver autorizzato l’abnorme proliferazione dei gruppi consigliari composti da un solo consigliere,i famosi e vergognosi MONOGRUPPI.Ogni monogruppo(gruppi formati da un solo consigliere),oltre al potere esclusivo di autoconvocarsi,auto-contestarsi,auto-compiacersi, godeva di stanze,segretarie,telefoni,pc,auto,autista e per le spesucce 5.165 euro sulla base di atutocertificazione presentata a fine anno senza il fastidio di mostrare fatture o ricevute. Piu’, per ogni MONOGRUPPO, la facolta’ di auto-assumersi 3 collaboratori che,ove laureati, DEVONO essere equiparati nello stipendio ai dirigenti regionali. Infine, per ogni monogruppo,integrazione della busta-paga con 80 ore a titolo di straordinario,piu’ 8 missioni forfettizzate al mese per un totale di ltre 4.000 euro. BORRELLO, pur passando dalla Margherita all’Udeur e pur divenendo di tale partito il segretario regionale,nella scorsa legislatura, invece di aderire al gruppo consiliare dell’Udeur,ha costituito e mantenuto sino alla fine(per non perderei corposi benefit)un proprio personalissimo MONOGRUPPO col nome”Rinnovamento Italiano” e, dopo la protesta dei responsabili della Lista Dini-Rinnovamento Italiano, l’ha subito modificato col nome di “Unione democratica e popolare”. Col vergognoso e celebre CONCORSONE ,Borrello ha fatto assumere nei ranghi del Consiglio regionale il sign. Alfonso Borrello,figlio di un suo primo cugino.Venerdi’ 27 Gennaio 2006 nuova condanna per BORRELLO da parte della Corte dei Conti per i regali di Natale del 2003 a sbafo dei contribuenti,con soldi prelevati dal fondo destinato alle spese di rappresentanza del Consiglio regionale. I regali in questione sono stati 47 borse in pelle”Nazzareno Gabrieli” e penne Montblanc per tutti i consiglieri regionali per una spesa di oltre 25 mila euro! La Corte dei Conti nella sentenza di condanna ha scritto che:” l’imputazione a carico del bilancio pubblico di spese dirette a soddisfare INTERESSI MERAMENTE PRIVATI degli amministratori non risponde ai criteri di efficacia,efficienza e soprattutto di legalita’ dell’azione amministrativa. Si tratta di responsabilita’ giuridica striato-sensu,rigorosamente accertata in tutti i suoi elementi costitutivi”. Insieme a Borrello e’ stato condannato anche l’attuale Presidente del Consiglio regionale Giuseppe Bova(nel 2003 era membro dell’ufficio di Presidenza del Consiglio).Per tale condanna si veda Il Quotidiano della Calabria di Sabato 28 Gennaio 2006 a pag.15.Al quinto(5 )posto nella Lista UDEUR per il Senato si presentaBONAVENTURA LAMACCHIA.Eletto alla Camera nel 1996 col proporzionale dietro Tiziano Treu(che diverra’ ministro del lavoro) con la Lista Dini-Rinnovamento Italiano, BONAVENTURA LAMACCHIA nello stesso anno viene rinviato a giudizio quale amministratore delegato del Cosenza Calcio dal 1989 al 1994 e poi presidente da gennaio ad ottobre 1994, per emissione di fatture e attestati fiscali non corrispondenti al vero(operazioni inesistenti),scritture contabili irregolari e false,costi inesistenti riferiti a documenti contabili mai esistiti,falso materiale,ricettazione,falso in bilancio,falso ideologico,evasione fiscale quantificata dalla GdF in oltre 30 miliardi di vecchie lire! E la gestione “allegra” del Cosenza Calcio continua nel capo d’imputazione con: 1 miliardo per l’acquisto delle reti delle porte, 800 milioni per il rifacimento del manto erboso dello stadio San Vito di Cosenza,cessione a terzi di oggettistica in oro e altro materiale prezioso di”gadget” riportanti il marchio del Cosenza Calcio,nel 1992, per 110 milioni. Nel 1997 LAMACCHIA ammette tutte le responsabilita’ e patteggia 2 anni e 5 mesi. Ma e’ indagato anche a Roma per l’iscrizione irregolare del Cosenza Calcio al campionato(anni ’90ᇯ e ’94-’95). Per tali fatti apre un’inchiesta anche la Procura federale della Federcalcio,che si conclude con l’interdizione per CINQUE(5) anni di BONAVENTURA LAMACCHIA a svolgere qualsiasi incarico di natura sportiva.Intanto LAMACCHIA nel 1999 passa da Rinnovamento italiano all’Upr di Cossiga e poi all’Udeur di Mastella. Con altra inchiesta sulle spalle relativa a turbative d’asta all’epoca in cui LAMACCHIA e’ sindaco del suo paese, in Provincia di Cosenza, nel Gennaio del 2002 la Procura di Cosenza emette mandato di arresto per LAMACCHIA per nuovi reati:bancarotta fraudolenta ed estorsione. LAMACCHIA, insieme ad altri, tutti condannati, ha distratto somme di danaro dalla società Edicom per circa 2 miliardi di vecchie lire.Soldi che sarebbero dovuti confluire nell’attivo fallimentare e che invece sarebbero stati destinati alla creazione di altre società. Verra’ arrestato, dopo 1 mese di latitanza, l’8 Febbraio 2002. Per tale vicenda si fa 4 mesi di carcere in attesa del processo e poi patteggia nel Luglio 2004 altri 2 anni e 6 mesi. Il 5 Marzo del 2003 la DDA di Catanzaro arresta 19 persone a Cosenza per usura e riciclaggio(si veda Gazzetta del Sud del 6 marzo 2003).Fra gli strozzati figuraBONAVENTURA LAMACCHIA,che secondo gli inquirenti aveva ricevuto un ingente prestito dagli uomini del clan.Nel 2004 LAMACCHIA si e’ candidato alle Europee raccogliendo oltre 8000 voti e rischiando di essere eletto.L’art. 4 dello Statuto del partito di Mastella, fra i doveri del socio, annovera quello di “..tenere una irreprensibile condotta morale e politica…”. Inutile chiedersi come mai in Italia ci sono partiti che “pretendono” una “irreprensibile condotta morale” e poi candidano persone sotto processo e condannati… !Candidato al numero sei(6) al Senato con l’Udeur e’ l’attuale assessore regionale ai trasporti PASQUALE TRIPODI, ex sindaco Dc di Bova Marina,poi PSDI,ora Udeur.Col celebre e vergognoso Concorsone Regionale ha sistemato le proprie cugine:Vincenza Caccamo,Irene Sgro´; e Serena Sgro´;.Per tale vicenda delle assunzioni delle cugine e’ stato sbeffeggiato anche dalla trasmissione “Le Iene” su Italia 1. Nel numero del 3 Novembre 2005 del Settimanale l’ESPRESSO, in un reportage richiamato gia’ dalla Prima Pagina col titolo”Onorevoli Padrini” a firma dei giornalisti Peter Gomez e Marco Lillo, su PASQUALE TRIPODI e’ scritto:”Sino al 9 luglio scorso TRIPODI si faceva vedere spessissimo assieme a un geometra disoccupato di Montebello Ionico,tale Fortunato Laface di 37 anni,che pur non essendo stipendiato dalla Regione, tutti consideravano un suo collaboratore. Poi Laface e’ stato arrestato.Lo hanno fermato in macchina(una Bmw) con una 7,65 con matricola abrasa,silenziatore e munizioni,piu’ un’altra pistola calibro 6,35 con munizioni.Sotto il sedile dell’auto nascondeva una calzamaglia nera. A casa gli hanno trovato un fucile a canne mozze col numero di matricola cancellato,un revolver cal.16,una bomba a mano perfettamente efficiente,munizioni di vario calibro e altri gingilli simili.A Montebello Ionico l’Udeur ha preso 810 voti alle scorse regionali, e 510 erano per TRIPODI”.Secondo quanto ha riferito la Polizia al momento dell’arresto,Laface,pur incensurato,era da tempo sottoposto ad indagini perche’ avrebbe avuto rapporti di frequentazione con persone riconducibili alla criminalita’ organizzata reggina.Al numero sette(7) della Lista Udeur al Senato e’ candidato DOMENICO ”MIMMO” TALLINI, un tempo idolo dei picchiatori fascisti ,poi passato armi,bagagli e manganello con Forza Italia ed ora trasvolato nell’Udeur.(su tale personaggio si veda l’articolo di Gian Antonio Stella di Mercoledi’29 marzo 2000 sul Corriere della Sera).Numero otto(8) Lista Udeur al Senato e’ SERGIO STANCATO, arrestato il 7 maggio 1998,quale assessore regionale all’ambiente, per una mazzetta da un miliardo(si veda La Gazzetta del Sud di Venerdi’ 8 Maggio 1998), pagata da alcuni imprenditori per ottenere da STANCATO gli appalti sul disinquinamento acustico e atmosferico.In carcere fini’ anche il segretario di Stancato, piu’ altre 8 persone. Ex CCD,poi Patto Segni,poi Upr di Cossiga, e’stato rieletto consigliere regionale nelle scorse regionali col Nuovo PSI,ma e’ subito trasvolato nell’Udeur di Mastella.Il processo a STANCATO e’ ancora in corso presso il Tribunale di Paola(Cs).CAMERA DEI DEPUTATI. CANDIDATI IN CALABRIA.LISTA L’ULIVO.Al numero due(2), dietro Romano Prodi, e’ candidato MARCO MINNITI, ex sottosegretario alla Presidenza del Consiglio(governo D´;Alema) che parlando col telefonino del capo-corrispondente della Gazzetta del Sud di Reggio Paolo Pollichieni,rassicurava il direttore della Gazzetta Nino Calarco(che era anche presidente della Societa´;”Ponte sullo Stretto”) che avrebbe fatto di tutto per inserire in finanziaria 5 Lj miliardi per pagare gli advisor della “Ponte sullo Stretto” rimasti senza una lira.Le intercettazioni sono finite agli atti dell´;inchiesta “Sanitopoli” della Dda di Reggio.In tale processo Paolo Pollichieni,amicone di Minniti e suo compagno di scuola,e´; stato condannato a 2 anni e poi assolto in Appello. Anche il generale Francesco Delfino,condannato per estorsione ai danni della famiglia Soffiantini,cerchera’ tramite Pollichieni di “agganciare” MINNITI per risolvere i suoi problemi giudiziari. Interrogato dai magistrati(Boemi della Dda di Reggio) MINNITI ammettera’ le telefonate con Calarco e li definira’ giuste nel contenuto ma “sbagliate” nella forma. Peccato che MINNITI alla pubblica opinione ha sempre raccontato di essere contrario alla costruzione sul Ponte sullo Stretto,salvo poi darsi da fare per inserire 5Lj miliardi in Finanziaria per la societa’”Ponte sullo Stretto”. Sul generale Delfino dichiarera’ di non essersi mai interessato alla vicenda. Resta comunque singolare la circostanza che il generale dei carabinieri Delfino considerasse MARCO MINNITI come la persona giusta per risolvere la sua vicenda giudiziaria.(per tutte queste vicende si veda Panorama n.47 del 23 Novemebre 2000 a pagina 69,articolo”Minniti e quel favore molto Stretto” a firma della giornalista Francesca Folda e Il Quotidiano della Calabria del 19 Novembre 2000).Anche il maggiore dei carabinieri De Donno stava indagando sugli interessi di MINNITI nel Porto di Gioia Tauro. Risultato? De Donno spedito in Cile! MINNITI e’ intoccabile! Marco Minniti e´; cognato del massone Antonio Dragone,inquisito dalla Dda di Reggio per una truffa da 15 miliardi consumata nella sua qualita´; di responsabile dell´;UTE(ufficio tecnico erariale)di Reggio Calabria. Dragone e´; iscritto col grado di “Maestro” alla loggia”Logoteta” di Reggio Calabria;stessa loggia del suicidato massone Pietro Marrapodi e stessa loggia di cui parleranno molti pentiti di ´;ndrangheta(da Lauro a Barreca).MINNITI,dopo aver strenuamente difeso l’amministrazione comunale di Isola Capo Rizzato(KR),mandata a casa per infiltrazioni mafiose(per Minniti la mafia nel centrosinistra non c’e’), alle Regionali dello scorso anno ha candidato il sindaco di Melito Porto Salvo(RC),comune sciolto per mafia nel 1991. Anche allora IARIA dei DS era sindaco di Melito, comune da sempre dominato dalla cosca Iamonte(fra le piu’ potenti della ‘Ndrangheta).Alle ultime Regionali a melito il solo Iaria ha raccolto 1.584 preferenze,piu’ dell’intero centro-destra. Accanto a lui,alla presentazione della sua campagna elettorale, chi c’era plaudente? MARCO MINNITI!(per tale episodio si veda L’Espresso del 3 Novembre 2005 pag. 37,articolo di Peter Gomez e Marco Lillo).Fra le tante altre prodezze politiche di Minniti: nel 2001 regala il secondo posto nel proporzionale nei DS in Calabria(il primo posto era per lo stesso Minniti) a Giacometto Mancini,nipotino del sindaco di Cosenza(morto l’anno dopo) Giacomo Mancini,questi prescritto(dunque reato commesso,ma non sanzionabile per decorso del tempo) per associazione a delinquere semplice sino al 1982 e prosciolto per mafia per i fatti successivi al 1982 dal GIP(giudizio immediato chiesto da Mancini)di Catanzaro. Il Pm aveva fatto Appello contro tale sentenza,ma nel frattempo Mancini e’ deceduto. Gli atti a Catanzaro li aveva spediti la Corte d’Appello di Reggio Calabria per competenza territoriale,avendo annullato la condanna del Tribunale Palmi, emessa nel 1996 a carico di Mancini per concorso esterno in associazione mafiosa, a tre(3) anni e 6 mesi, 5 anni di interdizione dai pubblici uffici ed un anno di liberta’ vigilata. All’indomani della condanna di Palmi Giacomo Mancini,non sapendo con chiprendersela, si scaglio’ sulla stampa contro Pino Arlacchi e Luciano Violante(entrambi DS),accusandoli di essere gli ispiratori dei magistrati di Reggio e dichiarando che avrebbe votato(politiche del 1996) per Forza Italia e Vittorio Sgarbi(impegnato in quegli anni a sputare quotidianamente veleno contro la magistratura).Accuse gravi quelle di Mancini ad Arlacchi e Violante, accuse campate in aria e senza il minimo fondamento. Ma MINNITI,colto da amnesia in forma acuta, alla faccia di Arlacchi e Violante, nel 2001 si allea con Giacomo Mancini e regala il posto di deputato sicuro a Giacometto Mancini.I DS entrano cosi’ nei “giochi politici” del Comune di Cosenza.Nel 2005 altra prodezza di Minniti:per evitare vere PRIMARIE come in Puglia(dove ha vinto Vendola), Minniti si inventa l’Assemblea dei”Grandi Elettori”(tutta gente iscritta ai partiti,parlametari,consiglieri,sindaci ed assessori del centrosinistra per il 75% e solo il 25% lasciato alla c.d.“societa’ civile”) per incoronare a presidente della Regione Agazio Loiero,ex Dc,ex Ppi,ex Ccd,ex Upr,ex Udeur,poi Margherita,ora espulso pure dalla Margherita.Una farsa bella e buona l’Assemblea dei Grandi Elettori voluta da Minniti,Non avendo potuto, l’elettorato di centrosinistra calabrese, votare come invece avvenuto in Puglia e poi con le Primarie che hanno incoronato Prodi.Numero tre(3) della Lista dell’Ulivo alla Camera e’ NICODEMO OLIVERIO,segretario organizzativo della Margherita,gia’ tesoriere dei Popolari, che puo’ essere definito “l’uomo del lavoro sporco” della Margherita calabrese. E’ stato OLIVERIO infatti a volere nella Margherita alle scorse regionali Domenico Crea,trasvolato dal CCD,ex assessore della giunta di centrodestra di Chiaravalloti, sotto processo per una truffa da 600 milioni e accusato di rapporti con la ‘ndrangheta dal pentito Pasquale Nucera.Crea è il rappresentante più importante di una famiglia dai mille rami, originaria di Melito Porto Salvo(Rc), un paese che guarda lo Ionio a 30 chilometri da Reggio. Per un attimo, nel 1999, gli investigatori pensarono che fosse lui il Domenico Crea che in un colloquio, intercettato da una microspia, definiva il sindaco “un gran cornuto” mentre il medico capobastone Giuseppe Pansera(genero di Morabito)gli annunciava di volerlo gambizzare perché non gli aveva dato una licenza edilizia. Poi l´;equivoco si è chiarito. Il Crea in questione era il cugino omonimo di Domenico il politico. Resta però il fatto che il primo dei non eletti della Margherita(ora consigliere regionale al posto dell’assassinato Fortugno) è stato intercettato mentre brigava per fare avere alla clinica intestata alla moglie un contributo regionale, poi ottenuto. E che, quando il Pm gli ha chiesto da dove provenissero un miliardo e 200 milioni versati in contanti, lui ha risposto: “Sono dei miei genitori che li tenevano dentro il materasso”.(su tale vicenda si veda l’articolo di Peter Gomez e Marco Lillo sull’Espresso del 3 Novembre 2005).Da ultimo:dalle indagini sul delitto Fortugno emerge che Giuseppe Marciano´; di Locri,arrestato il 10 febbraio 2005 per armi e droga insieme ad altre 15 persone,aveva lavorato per sei mesi nella struttura del consigliere regionale Crea. Il padre dell´;arrestato,Alessando Marciano´;,caposala della direzione sanitaria di Locri,in un´;intervista a Repubblica e a Il Giornale,dichiara di essere amico di colui che e´; stato arrestato come Killer di Fortugno(Salvatore Ritorto di Locri),nonche´; di essere compare d´;anello del capomafia di Locri Cosimo Cordi´;. ( su questo si veda La Repubblica ed Il Giornale del 23 e 24 Marzo 2005). A volere Crea nella Margherita e´; stato Nicodemo Oliverio,ora candidato alla Camera.Numero quattro(4) alla Camera nella Lista dell’ULIVO e’ candidata MARILINA INTRIERI,voluta in lista dalla moglie di Fassino,dopo la rivolta dei DS crotonesi contrari alla sua candidatura. La INTRIERI, eletta nel 1995 alla Regione in quota CDU nel Listino di centrodestra di Nistico’(Fi), e’ poi passata nei Cristiani Sociali,per poi saltare nei DS. All’indomani della morte dell’ex ministro cosentino Riccardo Misasi(Dc) MARILINA INTRIERI dichiara al Quotidiano dellaCalabria(lunedi’ 25 settembre 2000):” esprimo profondo cordoglio per la scomparsa di Misasi,lo statista, il riformatore e per tanti militanti cattolici calabresi l’uomo,il difensore del mezzogiorno,il politico dei difficili periodi della democrazia italiana”. Misasi, la cui richiesta di autorizzazione a procedere per concorso in associazione mafiosa e’ stata respinta nel 1992(dal Parlamento degli inquisiti di Mani Pulite), di stralcio in stralcio mai processato dalla Dda di Reggio Calabria, col suo piu’ stretto collaboratore(Giuseppe Nicolo’) arrestato e condannato per tangenti, grande amico(Misasi) del prete mafioso di Africo don Giovanni Stilo(si veda su questo il libro di Corrado Staiano”Africo”) e Francesco Macri’ di Taurianova(alias”Ciccio Mazzetta”,pluricondannato), autentico campione di politica clientelare, nel 1995 viene accusato anche dalla baronessa Teresa Cordopatri. La baronessa dichiara(anche in aula a Palmi) che Misasi suggeri’ a lei ed al fratello(poi assassinato dal clan Mammoliti) di cedere le proprie terre ai mafiosi Mammoliti(a prezzo simbolico,naturalmente). E fra la Cordopatri e Misasi, MARLINA INTRIERI ha scelto da che parte stare: dalla parte di Misasi!Al numero cinque(5) della Lista dell’ULIVO e’ candidata DORINA BIANCHI, eletta nel 2001 con l’UDC dopo appassionata campagna elettorale per la Cdl e per Berlusconi. Dopo aver votato tutte le leggi-vergogna sulla giustizia della CDL,dopo aver votato la vergognosa legge-Gasparri sul riassetto televisivo(rispedita da Ciampi al mittente), dopo aver votato tutte le leggi finanziarie di Tremonti e Berlusconi, DORINA BIANCHI lo scorso anno trasvola dall’UDC alla Margherita.Subito accolta ed ora candidata.Al numero sei(6)per l’ULIVO e’ candidato LILLO ZAPPIA, gia’segretario provinciale dei DS di Reggio Calabria e scampato alla Sanitopoli reggina. Nel decreto di proscioglimento e’ comunque sottolineata dai magistrati la “sconcertante e silente arrendevolezza e accondiscendenza del segretario provinciale Zappia e di Giuseppe Bova dinanzi alle richieste dell´;imprenditore(in odore di mafia) Giovanni Minniti, amico personale di Zappia”. Lillo Zappia e’ inoltre uno dei tanti assunti col celebre e vergognoso Concorsone Regionale della scorsa legislatura. Celebre poi l’intervento di ZAPPIA(riportato dalla stampa) al Congresso del Nuovo PSI,appena dopo i funerali di Fortugno. ZAPPIA. alla platea craxiana riunita a Lamezia,dichiara:” Bettino Craxi e’ stato un grande leader di questo paese”! Quello stesso Craxi,morto pregiudicato e latitante, che fischiava Enrico Berlinguer, ai congressi del vecchio PCI, quando quest’ultimo parlava di questione morale…!Al numero otto(8) della Lista dell’Ulivo e’ candidato NICOLA ADAMO,attuale vice-presidente della giunta Regionale, condannato al pagamento dei danni erariali dalla Corte dei Conti per uno spostamento illecito di un dirigente all´;epoca in cui Adamo era assessore regionale al personale nella giunta Rodhio(su questo si veda Gazzetta del Sud). NICOLA ADAMO e´; amicone dell´;imprenditore PIETRO CITRIGNO,costui coinvolto ed arrestato nell´;operazione “Twister” del marzo 2004 per usura in compagnia di noti mafiosi di Cosenza. Citrigno, amico anche dei fratelli Gentile,entro´; in contatto con NICOLA ADAMO tramite Giulio Grandinetti,dirigente regionale dei DS e da sempre braccio-destro di ADAMO. Tramite il Concorsone Regionale, Nicola Adamo ha sistemato: Adriana Lucchetta,gia’ telefonista della Federazione DS di Cosenza e poi collaboratrice dello stesso Adamo;Nicola Gargano,ex consigliere regionale DS; Giuseppe Marcucci, ex segretario provinciale DS di Catanzaro;il segretario provinciale DS di Cosenza Carlo Guccione,da poco nominato segretario regionale dei DS al posto di Adamo e gia’ responsabile nazionale per il Sud dei DS;il fratello di Guccione,tale Fabrizio Guccione(ex consigliere comunale DS di Rende)e’ stato arrestato l’8 Marzo 2004 dalla DDA di Catanzaro nell’operazione “Twister” per usura(su questo si veda Il Quotidiano della Calabria di Martedi’ 9 Marzo 2004 pag. 13,articoli a firma di Roberto Grandinetti e Paride Leporace). Il processo “Twister” e’ ancora in corso. La moglie di Nicola Adamo,Enza Bruno Bossio, ha un ruolo significativo all’interno della Compagnia delle Opere che ha finanziato l’ultima campagna elettorale di un gruppo di consiglieri regionali di entrambi gli schieramenti.Enza Bruno Bossio inoltre con la sua societa’”MediaTrag”, operante nel settore della comunicazione, e’ riuscita ad avere corposi finanziamenti anche dalla Giunta Chiaravalloti(su questo si veda l’inchiesta del Quotidiano della Calabria del Settembre 2004).Il trasversalismo in Calabria e’la regola! Nell’agosto del 2004 sul Quotidiano della Calabria il Sindaco di Cosenza Eva Catizone annuncia al cronista:”Aspetto un figlio e questo figlio lo crescero’ io.Il padre,se vuole,puo’ riconoscerlo”.Il giorno dopo NICOLA ADAMO esce di casa promettendo alla moglie e ai due figli che fara’ chiarezza.In un certo senso e’ di parola.Fa chiarezza. Infatti l’indomani moglie e figli trovano sulla Gazzetta del Sud l’intervista rilasciata dal congiunto:”Sono frastornato,distrutto,ma devo assumermi le mie responsabilita’.E’ vero,il figlio del Sindaco Catizone e’ mio.” Questo il commento il giorno dopo sulla stampa della moglie di NicolaAdamo:”Diventando pubbliche,queste vicende assumono contorni ancora piu’ squallidi”. E se lo dice la moglie…,non c’e’ altro da aggiungere! Anzi, dal programma elettorale dei DS,capitolo”Politiche della famiglia:”I DS si impegnano a tutelare la famiglia ed i suoi VALORI…..”. In Italia,forse. In Calabria si razzola diversamente dalle prediche.Ultima cosa:NICOLA ADAMO ancora non e’ passato dall’Ufficio anagrafe del Comune di Cosenza per riconoscere suo figlio.Al quindicesimo(15) posto nella Lista dell’ULIVO e’ candidato il Sindaco di Filadelfia(VV),grosso paesone di 10.000 abitanti, FRANCESCO DE NISI, che ha il pregio di governare da oltre 5 anni il suo Comune con una maggioranza composta dalla MARGHERITA(suo partito)piu’ALLEANZA NAZIONALE, con all’opposizione Ds, Comunisti Italiani e Forza Italia. DE NISI e’ massone del Grande Oriente d’Italia.LISTA ITALIA DEI VALORI.Al numero due(2) e’ candidato AURELIO MISITI,gia’ assessore regionale ai lavori pubblici nella giunta di centrodestra di Chiaravalloti. Nel 2000 doveva essere candidato alla Presidenza della Regione col centrosinistra,ma all’ultimo momento fu sostituito con Nuccio Fava. Vinse il centrodestra con Chiaravalloti e MISITI divenne suo assessore(fallimentare) ai lavori pubblici. Miracoli calabresi, all’insegna del piu’ becero trasversalismo! MISITI ha ricoperto il ruolo di assessore regionale ai lavori pubblici,pur essendo per legge incompatibile in quanto contemporaneamente anche Presidente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici. Dopo 3 anni, finalmente, il Consiglio Regionale della Calabria vota per l’incompatibilita’ di MISITI. Da assessore si e’ distinto per le innumerevoli convenzioni stipulate dalla Regione Calabria con suoi studi di ingegneria a Roma.Uomo legato trasversalmente al centrosinistra come al centrodestra,amicone di Tassone,Casini,Bille’,Gasparri, Misiti e’ uno dei piu’ convinti sostenitori del Ponte sullo Stretto(su questo si veda l’intervista di Misiti al Quotidiano di Mercoledi’ 2 luglio 2003,pag.10). Di Pietro invece si e’ detto contrario al Ponte.Al numero tre(3) della Lista ITALIA DEI VALORI e’ candidato l’attuale consigliere regionale MAURIZIO FERAUDO,il quale insieme ai suoi colleghi della Commissione Regionale Antimafia, ha espresso solidarieta’ e respinto le dimissioni dalla Commissione del consigliere della Margherita Pietro Giamborino,costui inquisito nell’operazione”Rima” della Dda di Catanzaro per concorso in associazione mafiosa,concorsi truccati e rapporti poco chiari con la massoneria. Un cugino di Giamborino nella stessa operazione e’ finito in carcere con l’accusa di associazione mafiosa e riciclaggio. Altro cugino del consigliere regionale Giamborino si trova in carcere per scontare una pena definitiva di 2 anni per ricettazione ed usura(su quest’ultimo episodio si veda Il Quotidiano della Calabria di Domenica 20 febbraio 2005).Al numero cinque(5) e’ candidato MASSIMO BAGARANI,assessore regionale al Bilancio nella Giunta di centrodestra di Chiaravalloti. Legatissimo a Misiti,Bagarani non ha lasciato tracce significative,tanto che i suoi bilanci sono stati puntualmente condannati e criticati nelle relazioni annuali della Corte dei Conti calabrese.LISTA UDEUR.Al numero due(2) e’ candidato l’Avv. GIUSEPPE LUPPINO che,tranne un improbabile caso di omonimia, dovrebbe essere quell’avv.Giuseppe Luppino,responsabile dell’ufficio legale presso il Commissario delegato per l’emergenza ambientale,inquisito nell’inchiesta “Poseidone” sul malaffare dei fondi miliardari dei depuratori. Miliardi di euro spariti nel nulla.Al numero otto(8) e’ candidato per l’Udeur, alla Camera ,GILBERTO RAFFO,consigliere provinciale di Cosenza,trasvolato dal Nuovo PSI di De Michelis,saltando cosi’ dal centrodestra al centrosinistra.Al numero dieci(10) nell’ Udeur e’ candidato GREGORIO PAGLIANITI,ex Margherita, sotto processo a Catanzaro per concussione,falso e truffa,per aver dirottato suoi pazienti con disturbi visivi presso la clinica privata di Catanzaro”Villa Sant’Anna”,facendogli pagare somme sino ad 800mila delle vecchie lire per malattie inesistenti e pur essendo la casa di cura convenzionata con la Regione Calabria(i pazienti non avrebbero dovuto sborsare una lira ed in piu’ le malattie erano inventate).La Regione poi rimborsava la clinica per 3 giorni di ricovero,mentre i pazienti avrebbero potuto sbrigarsi in un solo giorno in ambulatorio.I medici si dividevano poi i rimborsi della Regione,oltre ai soldi sborsati dai pazienti.(su tale vicenda si veda La Gazzetta del Sud ed Il Quotidiano della Calabria,cronaca di Catanzaro).Al quindicesimo(15) posto per l’Udeur e’ candidato PASQUALINO PERFETTI,ex assessore regionale nella giunta di centrosinistra guidata da Rosario Olivo, poi capogruppo del CDU nel 1997(passando cosi’ da sinistra a destra),poi trasvolato nell’Udr di Cossiga. Nel 2000 e’ candidato(non eletto) nel Listino dell’Ulivo dietro Nuccio Fava. Nel 2001 nuova trasmigrazione e candidatura al Senato con Democrazia Europea di Sergio D’Antoni nel collegio di Castrovillari.LISTA ROSA NEL PUGNOAl quinto(5)posto e’ candidato GIACOMETTO MANCINI, eletto deputato nel 2001 grazie al proporzionale,nelle file dei DS dietro Marco Minniti. GIACOMETTO MANCINI e’ nipote del defunto Sindaco di Cosenza Giacomo Mancini,condannato a Palmi nel 1996 a 3 anni e 6 mesi,piu’ 5 di interdizione dai pubblici uffici,piu’ un anno di liberta’ vigilata,per concorso esterno in associazione mafiosa. Sentenza annullata dalla Corte d’Appello di Reggio Calabria per incompetenza territoriale ed atti spediti a Catanzaro. Qui Mancini chiede ed ottiene il giudizio immediato del Gip,il quale dichiara prescritti i reati contestati a Mancini sino al 1982(concorso in associazione a delinquere semplice in quanto il 416 bis e’ stato introdotto dopo il 1982) e assoluzione per i fatti successivi al 1982.La Dda di Catanzaro presenta appello contro tale sentenza,ma nel frattempo Giacomo Mancini e’ deceduto. Nel 2001 il Tribunale di Cosenza condanna Mancini,nella sua qualita’ di Sindaco, a 4 mesi per omissione d’atti d’ufficio. GIACOMETTO MANCINI,che e’ diventato deputato solo grazie al nonno che l’ha imposto nel 2001 nel proporzionale nei DS(in cambio Mancini Senior fara’ entrare nei “giochi politici” del Comune di Cosenza i DS sino ad allora esclusi)si sta distinguendo in questa campagna elettorale per una personale battaglia contro il 41 bis(carcere duro per i mafiosi).”Una norma liberticida che va cancellata”,dichiara GIACOMETTO MANCINI.Poco gli importa che nel programma dell’Unione(coalizione della quale Mancini fa parte) ci sia il mantenimento del 41 bis.GIACOMETTO MANCINI e’ cugino dell’uscente sottosegretario alla Giustizia di Forza Italia Iole Santelli.Al numero dieci(10) e’ candidato GIUSEPPE GUERRIERO,attuale consigliere regionale,Presidente della Commissione Regionale Antimafia,distintosi pure lui nell’aver respinto le dimissioni dalla Commissione del Consigliere della Margherita Pietro Giamborino,inquisito nell’operazione”Rima”(luglio 2005) per concorso in associazione mafiosa,concorsi truccati e con un cugino arrestato nella stessa operazione ed un altro in carcere per scontare 2 anni definitivi per usura e ricettazione.Al numero dodici(12) della ROSA NEL PUGNO e’ candidato COSIMO CHERUBINO,attuale consigliere regionale dello Sdi,gia’ arrestato e processato per mafia con il clan Commisso di Siderno(Rc). Assolto,ma nella sentenza di assoluzione vengono sottolinetati i suoi provati rapporti(non sanzionabili penalmente,ma di certo moralmente si!) con uomini della ‘ndrangheta. Tra il 1995 ed il 1999 CHERUBINO e’ stato prima fermato in auto e poi piu’ volte segnalato dalle forze dell’ordine in compagnia di pregiudicati,uno dei quali in passato,secondo i rapporti degli investigatori, si sarebbe dato da fare per la sua campagna elettorale.In altre intercettazioni uomini della ‘ndrangheta sostengono di aver incontrato CHERUBINO assieme al boss di Siderno Antonio Commisso,che si sarebbe mosso per portargli voti.(su questo si veda l’Espresso del 3 Novembre 2005 pag. 37,articolo di Peter Gomez e Marco Lillo).LISTA RIFONDAZIONE COMUNISTA.Al numero due(2), dietro Fausto Bertinotti, e’ candidato FRANCESCO CARUSO,imputato a Cosenza per associazione sovversiva e “sorvegliato speciale” di PS. CARUSO e‘ un “disobbediente” con un patrimonio da latifondista. Con i genitori e il fratello,CARUSO ha vissuto per anni, fino alla fine del liceo, in un superattico di 350 mq nel centro storico di Benevento, nella lussuosa via Calambra. Appartamento in cui la famiglia Caruso stava in affitto, con un canone di favore. Proprietaria dell´;immobile erano infatti le Ferrovie dello Stato, di cui il padre era – oggi è in pensione – un dirigente, chiamato a Benevento dalla sua Calabria per realizzare un importante intervento infrastrutturale sulla rete della città campana.E forse il contrappasso, la carriere edipica di Francesco Caruso, comincia proprio così, dal padre. Ingegnere capo delle Fs, governatore regionale dei Rotary, fu proprio lui a progettare le infrastrutture dell´;Alta velocità a Benevento, un viadotto e il tunnel ferroviario, opera che oggi permette di viaggiare in Eurostar da Benevento a Foggia in poco più di un´;ora. Strano pedigree per il movimentista che blocca i binari, sabota i cantieri e promette battaglia agli alleati che tentennano sul no alla Tav. «Quando ero piccolo mio padre mi diceva: se vai alla manifestazione ti rifilo due ceffoni. E io col cavolo che ci andavo». Per diventare ribelle Francesco ha aspettato la maturità. Adesso può vantarsi di avere 12 avvocati per le sue 29 cause giudiziarie aperte. Al Rotary ha preferito il Chiapas, ma alle proprietà non ha rinunciato. Qualcuno dica a Bertinotti che il curriculum del suo capolista in Calabria sembra uscito dai registri di uno yacht club di Montecarlo. O forse il leader già lo sa, perchè non è così nuovo il caso di un antagonista che sotto il materasso nasconde un patrimonio da ricco borghese. Ma CARUSO li supera tutti, e anche in questo è un no global sui generis: l´;unico che partecipa ai cortei in bicicletta per non faticare, e che a Seattle, dopo un assalto al McDonalds´;s interrogato dalla Cnn sui motivi della protesta così rispondeva: «Nun lo saccio, chillo panino è bbuono assai». Ma lo conoscono meglio a Benevento, dove le malelingue stavolta aggiungono: «Tanto se gli va male in politica, soldi per arrivare a fine mese non gli mancano di certo». Per lui, San Precario non ha bisogno di preghiere. Il disobbediente Francesco CARUSO, infatti, è un latifondista milionario. Lui, che agli elettori promette l´;esproprio delle seconde case, è proprietario di uliveti, vigneti, terre da agrumi, terreni da pascolo e immobili, sparsi tra vari comuni in provincia di Cosenza, frutto del generoso lascito di uno zio.La visura catastale su terreni e fabbricati intestati al leader dei no global meridionali Francesco Saverio Caruso, è lunga sette pagine. Nei comuni di Longobucco, Calopezzati, Corigliano Calabro, tutti nel Cosentino, il giovane no global è un padrone a cui dare del Voi. Ha proprietà, immobili e terre, per un valore enorme. Sei appezzamenti tra terreni da pascolo e uliveti in località Calopezzati. Una frazione di un vasto agrumeto a Corigliano Calabro, metà proprietà di due terreni da 15 e 9 ettari a Longobucco, dove possiede anche una frazione di due appartamenti di 5 locali. Nella sua rendita catastale figurano poi altri 35 terreni (vigneti, uliveti e pascoli) sempre a Longobucco. Tra cui un uliveto di 54 ettari e un altro di 60, un querceto di 22 ettari, un frutteto di 38 ettari, poi pascoli e campi a perdita d´;occhio. Nel complesso, una proprietà da latifondista coi fiocchi.LISTA “I SOCIALISTI”Al num.22 e´; candidato COSMO TASSONE,Sindaco di Brognaturo con F.I., segretario provinciale di Forza Italia di Vibo Valentia, ed ora trasvolato nel centrosinistra nella Lista”I Socialisti”.LISTA COMUNISTI ITALIANIAl quarto(4) posto e’ candidato il segretario provinciale dei Comunisti Italiani di Reggio Calabria, ENZO INFANTINO, uno dei tanti vincitori dello scandaloso CONCORSONE regionale della scorsa legislatura regionale.LISTA CODACONS-LOIERO.Al numero uno e’ candidato l’attuale assessore regionale all’Agricoltura,Caccia e Pesca,MARIO PIRILLO. Assessore al Bilancio nella giunta regionale”Veraldi” di centrosinistra in quota Dc prima,Popolari poi, nel 1995 Veraldi viene sconfitto dal Forzista di centrodestra Giuseppe Nistico’(massone). Chi e’ l’assessore al Bilancio di Nistico’? Ancora lui:MARIO PIRILLO! Come ha fatto?Semplice: e’ trasvolato nel CDU,passando cosi’ dal centrosinistra al centrodestra. Nel 1999 nuovo ribaltone Regionale,alla Presidenza della Regione va Luigi Meduri(Popolari) ed il centrosinistra, appoggiati dal CDU che si stacca dal Polo. MARIO PIRILLO e’ cosi’ ancora assessore. Nel 2000 cambia ancora partito e si infila nell’Udeur di Mastella. Trombato alle politiche del 2001 alla Camera con l’Udeur, cambia ancora partito:entra nella Margherita. Espulso di recente anche dalla Margherita dopo la sua candidatura nella lista dei dissidenti Codancons-Loiero,diffidato dalla LAV(lega antivivisezione)per l’approvazione di un calendario venatorio illeggitimo che anticipa la caccia in Calabria al 1 Settembre(unica Regione d’Italia) quando la Calabria e’ ancora piena di turisti sulle spiagge(con alle spalle i colpi di fucile dei cacciatori), condannato annualmente dalle Relazioni della Corte dei Conti per i suoi bilanci disastrosi all’insegna dello sperpero(la Regione Calabria in 28 anni non ha mai consegnato un bilancio in regola coi tempi e i modi fissati dalla legge),MARIO PIRILLO si e’ sistemato il figlio Salvatore nei ranghi della Regione grazie al celebre e vergognoso Concorsone. Pluri-rinviato a giudizio per vari reati,il Pm nell’ultimo processo aveva chiesto 9 anni di carcere insieme all’assessore Pino Gentile,ma e’ stato assolto. La nuova legge Pecorella lo salva dall’Appello.Al numero tre(3) e’ candidata EVA CATIZONE,sindaco di Cosenza,sfiduciata e mandata a casa dalla sua stessa maggioranza. In 3 anni la CATIZONE,gia’ assessore di Giacomo Mancini senior, da Sindaco ha nominato oltre 30 assessori e cambiato diverse giunte(si e’ perso il conto). Oltre alla love-story col segretario regionale dei DS Nicola Adamo(sposato e padre di 2 figli) e successivo ingravidamento,la CATIZONE si fa notare anche per la cura di affari trasversali per se’ e la propria famiglia.Infatti con il decreto n.15975 del 6 novembre 2003 il dirigente del settore”Obiettivi Strategici”, Franco Morelli(braccio-destro dell’inquisito Chiaravalloti ed attuale consigliere regionale di An) da’ mandato per costituire un gruppo di lavoro relativo alla new economy e per gestire i fondi UE per la comunicazione.L’incarico e’ per 6 mesi e i compensi sono sostanziosi.Al dottor ROSARIO CACCURI Baffa vengono date 240 euro AL GIORNO!!! Alla fine tutto il team costera’ 146.000 euro.Chi e’ Rosario Caccuri? E’ il cuginetto della Catizone,perche’ in Calabria e’ il trasversalismo quello che conta! La Catizone,da Sindaco di Cosenza,non trova di meglio che trasformare VIA ROMA a Cosenza in “Via Riccardo Misasi”, nonostante l’ex Sindaco Mancini(la Catizone continua a definirsi ”manciniana”) avesse piu’ volte definito Misasi un bugiardo che mentiva sulla non conoscenza del ruolo di Ligato nella politica regionale,prima che l’ex Presidente delle Ferrovie venisse assassinato dalla ‘ndrangheta(su questo si veda R. Tolfa: ”Mancini:, in “Il Sabato”, 9 settembre 1989).Al numero cinque(5) della Lista CODACONS si candida Giuseppe PIZZA.fondatore del movimento”I democristiani”.Al numero sei(6) Vittorio SGARBI,pregiudicato,condannato a 6 mesi e 10 giorni definitivi per truffa ai danni dello Stato e falso in atto pubblico. Infatti SGARBI,quale impiegato alla Sovrintendenza di Venezia,si e’ presentato al lavoro solo 3 giorni in 3 anni, presentando per i restanti giorni,certificati medici fasulli(condannato pure il medico compiacente) con malattie inesistenti.Fra le tante malattie SGARBI,dai certificati presentati,offriva anche di cimurro(malattia dei cani)!Noto per gli insulti ai magistrati(pluricondannato anche per questo),padre di diversi figli avuti nelle sue tanti love-story,in causa per il mancato pagamento degli alimenti al proprio figlio, SGARBI e’ sempre stato bocciato dall’elettorato nei collegi uninominali ed eletto solo grazie al proporzionale nelle file di Forza Italia(ex Pli). Nel 1994 SGARBI e’ candidato per F.I. in Calabria nel proporzionale insieme a Tiziana Maiolo. A soli 20 giorni dalle elezioni fanno visita nel supercarcere di Palmi. Il pentito Giuseppe Scopelliti,braccio destro del boss di Fiumara di Muro(Rc) Nino Imerti(detto”Nano feroce”),compagno di cella del patriarca della ‘ndrangheta Peppino Piromalli,dichiara ai magistrati della Dda di Reggio:”Piromalli non sopportava piu’ il 41 bis(carcere duro),allora nomino’ suo difensore di fiducia l’avvocato Sorrentino(attuale difensore di Padre Fedele e gia’ di Mancini), affinche’ questi si interessasse con Giacomo Mancini per fargli revocare il 41 bis. Sorrentino rispose a Piromalli che Mancini al momento non poteva fare nulla,perche’ anche lui inquisito per mafia. Sorrentino promette pero’ a Piromalli che avrebbe interessato una sua cara amica:Tiziana Maiolo”. Una settimana dopo, il boss Peppino Piromalli dalla gabbia di un’aula di Tribunale, nel corso del processo urla:” Voteremo Forza Italia”! La notizia finisce in Prima pagina su tutti i giornali(vedi La Repubblica ed il Corriere della Sera,Marzo 1994). La cosa piu’ sconcertante e’ che 5 mesi dopo arrivera’ un’interrogazione parlamentare a firma dei Radicali(Taradash in testa) in cui si chiede al ministro della Giustizia:” se non sia il caso di revocare il 41 bis a Giuseppe Piromalli,da oltre 10 anni rinchiuso in carcere(ergastolo),in quanto di eta’ avanzata,sofferente e malato”. Dai registri del supercarcere di Palmi la Dia verifica che effettivamente la Maiolo e Sgarbi hanno fatto visita a Piromalli. La Maiolo sui giornali si giustifica:”e’ vero,ci sono andata, ma con Piromalli ha parlato solo VITTORIO SGARBI”. Anche il pentito e boss di Cosenza,Franco Pino, raccontera’ ai magistrati che l’avvocato Sorrentino gli chiese di votare Forza Italia,perche’ Sgarbi si sarebbe impegnato quotidianamente nel delegittimare la magistratura ed attaccare i pentiti. L’attivita’ parlamentare e’ pero insindacabile e le dichiarazioni di Franco Pino non hanno seguito sul piano giudiziario. C’e’ pero’ un altro episodio,poco conosciuto, riguardante SGARBI e la Calabria. Sono 2 “informative”:una della Polizia ed una dei carabinieri di Gioia Tauro,che finiscono agli atti del maxi-processo”Tirreno” celebrato a Palmi(conclusosi definitivamente con ergastoli e centinaia di anni di reclusione).Si tratta delle relazioni che polizia e carabinieri devono presentare dopo ogni servizio di ordine pubblico a tutela di personalita’ per le quali le forze dell’ordine giudicano necessario attivare meccanismi di protezione e riferiscono quello che e’ stato fatto in rapporto alla visita di una personalita’. Le due”informative” su SGARBI e sulla sua visita dell’agosto 1994 a Gioia Tauro,dove ando’ per far propaganda a un proprio libro,raccontano che:”SGARBI,arrivato al Park Hotel di via Nazionale a Gioia Tauro,dopo aver presentato un libro, s’e’ incontato in una saletta con Gioacchino Piromalli(all’epoca imputato per mafia,a piede libero, nel processo”Tirreno” e figlio del boss Antonino Piromalli,detenuto per lo stesso processo).I due si sono appartati per un breve dialogo”. Cosa si siano detti, non si sa. Ma il carabiniere estensore dell’informativa annota che uscendo dalla stanza Gioacchino Piromalli ripete a Sgarbi:”Grazie,grazie”. Poi racconta che Gioacchino Piromalli e’ andato via senza prendere parte alla cena a pagamento che s’e’ svolta nell’albergo che ha ospitato anche l’incontro a due.Piu’ ampia,battuta a macchina,l’informativa della Polizia firmata da una poliziotta. Qui si parla di un incontro a quattr’occhi “intenso” fra Gioacchino Piromalli e Sgarbi.Anche secondo quest’altro documento, Piromalli va via senza partecipare al banchetto al quale pero’,annota la polizia,partecipa un altro Piromalli,cugino di quello andato via. Ai due Piromalli in questione,poco tempo dopo verranno confiscati beni per miliardi. Gioacchino Piromalli verra’ condannato nel processo”Porto” insieme allo zio Pino Piromalli a 15 anni di carcere per aver preteso un dollaro e mezzo per ogni container scaricato nel Porto di Gioia Tauro. L’altro Piromalli che ha cenato con Sgarbi(Antonino Piromalli,figlio del boss Gioacchino) e’ stato condannato nel processo “Raul” e “Tempo” per traffico internazionale di droga. (per tale episodio si veda L’Unita’ di Domenica 19 Novembre 1995,pagina 11, articolo a firma di Aldo Varano e Ninni Andriolo intitolato”Quell’incontro tra Sgarbi e un Piromalli”).Candidato al numero sette(7) e’ FRANCESCO CURCIO, cognato di Loiero. Agazio Loiero all’indomani della nomina della giunta regionale(Aprile 2005) aveva dichiarato:” Mi riservo di non dare assessori a quei partiti che il prossimo anno,alle elezioni politiche, dovessero candidare gli attuali assessori. Bisogna lavorare per la Calabria a tempo pieno e non inseguire poltrone parlamentari”.Loiero non solo non ha mantenuto la promessa(sono candidati a queste politiche i suoi assessori Nicola Adamo, Ennio Morrone,Pasquale Tripodi, Mario Pirillo,Luigi Incarnato, oltre a numerosi consiglieri regionali),ma addirittura ha ora promossola Lista Codacons in prima persona e candida il cognato. Loiero viene rinviato a giudizio nel 1998,per abuso con vantaggi patrimoniali e peculato,dinanzi al Tribunale dei Ministri, in uno dei tanti filoni dello scandalo dei fondi neri del Sisde:Loiero avrebbe usato illecitamente 3 segretarie assunte e stipendiate dal servizio segreto civile per mettere in piedi un ufficio raccomandazioni tutto suo con annesso archivio dei raccomandati e raccomandatari. I continui”impegni istituzionali” di Loiero rimandano le udienze del processo all’infinito e Loiero si salva con la Prescrizione(stesso comportamento processuale di Cesare Previti). Ex Dc,ex Ppi,ex Ccd,senatore del centrodestra dal 1996 al 1999,ex Upr di Cossiga, ex Udeur di Mastella,poi nella Margherita,ora espulso pure dalla Margherita, il nome di LOIERO salta fuori anche nelle intercettazioni riguardanti gli appalti dell’ospedale “Pugliese” di Catanzaro,che ha portato all’arresto per corruzione e turbativa d’asta dell’ex manager Carmelo D’Alessandro. Venerdi’27 Febbraio 2004 Il Quotidiano della Calabria a pag. 10,titola:” Telefonate compromettenti. Quando D’Alessandro chiamo’ Loiero offrendo posti di lavoro nell’impresa di pulizie.La moglie dell’ex ministro(Loiero,ndr):Sono l’ufficio di collocamento di Agazio”.In tali colloqui intercettati,Loiero e la moglie,segnalavano al manager poi arrestato, i nominativi di loro raccomandati da assumere nell’impresa che si era aggiudicata,illecitamente,l’appalto di pulizia all’interno dell’ospedale. I concorsi pubblici? Gli uffici di collocamento? Per un maestro di politica clientelare come Loiero,non sono mai esistiti. Il processo a D’Alessandro e’ stato trasferito a Roma per competenza territoriale.Alla vigilia delle elezioni politiche dell´;aprile ´ᝨ,l´;allora procuratore di Palmi Cordova ed il sostituto di Locri Gratteri(attualmente alla Dda di Rc),che indagano sui rapporti fra massoneria deviata, ´;ndrangheta e politici locali,fanno perquisire le abitazioni di alcuni boss della Piana di Gioia Tauro e della Locride.Si scopre cosi´; che posseggono migliaia di santini,facsimile e vario materiale elettorale di 20 dei 34 parlamentari eletti in Calabria. Fra questi 20 c´;e´; AGAZIO LOIERO.Il 7 Gennaio 2001 e’ il giudice di Cassazione e Presidente del centro Studi”Lazzati” Romano De Grazia(che da anni si batte,inascoltato, per una legge che vieti ai sorvegliati speciali di poter fare campagna elettorale) a denunciare,in un pubblico convegno tenuto a Polistena(Rc), che Loiero nelle politiche del 1987 fu beccato casualmente da carabinieri a casa del boss di San Gregorio d’Ippona(vv)Rosario Fiare’. I carabinieri si erano recati a casa del Fiare’ per notificargli un atto di giudiziario. Anche il mensile ”Il Dibattito news” ,nell’ultimo numero in edicola, pubblica un intero dossier sui collegamenti mafiosi di Loiero.Al numero nove(9) e’ candidato GIUSEPPE DE GRANO, ex Psi ed ex Ds. E’ coinvolto,quale ex assessore provinciale,nello scandalo dei concorsi-farsa della Provincia di Vibo sui quali sta indagando la Dda di Catanzaro.Al numero undici(11) e’ candidato EUGENIO MADEO,componente della segreteria dell’assessore regionale al Turismo Beniamino Donnici. Donnici nella scorsa legislatura,all’indomani delle assunzioni col vergognoso Concorsone,insceno’ una manifestazione di protesta raccogliendo le firme contro tale vergogna. Dall’Aprile 2005 e’ assessore regionale,seduto in Giunta accanto a quelle stesse persone(Pirillo,Tripodi,ecc.) contro le quali protestava per le assunzioni di parenti ed amici! Le dimissioni dell’assessore regionale Masella di Rifondazione Comunista,per via dell’assunzione della moglie, bloccano l’assunzione del nipote di Donnici. Beniamino Donnici, ex fascista del Movimento Sociale,poi passato col centrosinistra, poi coordinatore regionale dell’Italia dei Valori, e’ stato espluso dall’Italia dei Valori da Di Pietro per”indegnita’ politica e morale”(questa la motivazione testuale).PASSIAMO AL CENTRODESTRA.CANDIDATI CAMERA DEI DEPUTATI.LISTA FORZA ITALIA.Capolista e’ Silvio Berlusconi: vanta nel proprio palmares una condanna nel 1990 coperta un´;amnistia (bugie sulla sua iscrizione alla P2), sei prescrizioni per reati commessi, un reato depenalizzato da lui stesso (falso in bilancio All Iberian), un processo abolito per legge (l´;appello Sme-Ariosto), due procedimenti in corso (diritti Mediaset e caso Mills per corruzione) e uno sospeso in Spagna (violazione delle norme antitrust per Telecinco). Quanto basta per ricandidarsi alla presidenza del Consiglio.Dal 1974 al 1976 si e’ tenuto dentro casa il pluripregiudicato Vittorio Mangano,boss di Cosa Nostra,scambiandolo per uno stalliere portatogli da Dell’Utri. Il programma di Forza Italia e’ quasi interamente copiato dal Piano di Rinascita di Licio Gelli(Berlusconi tessera P2 numero 1816).Nella sentenza d’Appello nel processo”Borsellino bis” c’e’ inoltre un intero capitolo intitolato”i rapporti fra Berlusconi, Dell’Utri, la Fininvest e Toto’ Riina”. Ma sulle malefatte di Berlusconi si potrebbe continuare a lungo.Al numerodue(2) e´; candidato GIANFRANCO MICCHICHE´;, Viceministro dell´;Economia, uomo forte di Forza Italia in Sicilia. Piu’ volte è stato sfiorato da sospetti di rapporti con uomini di Cosa nostra. Il boss Mario Fecarotta, arrestato perchè prestanome di Riina, lo ha chiamato al telefono 38 volte in due mesi, chiamandolo Gianfrancuccio e chiedendogli aiuto per un appalto. Miccichè è stato anche coinvolto in una brutta storia che ha a che fare con la cocaina: uno spacciatore siciliano, poi arrestato e condannato, lo andava a trovare fin dentro il ministero.Al numero quattro(4) e’ candidato Battista(detto Gege’) CALIGIURI,unico politico ad aver ricoperto incarichi di spicco senza mai essersi presentato direttamente al corpo elettorale.Eletto infatti consigliere regionale nel 1995 nel Listino di Nistico’(F.I.), diventa Presidente del Consiglio Regionale. Dopo la caduta di Nistico’ e’ nominato Presidente della Giunta Regionale. Nominato poi, direttamente da Berlusconi, coordinatore regionale di Forza Italia per la Calabria, nel 2001 vola in Parlamento essendo candidato nel proporzionale alla Camera dietro Cesare Previti. Ma e’ la sistemazione della famiglia la specialita’ di Gege’ CALIGIURI: il cugino arch. Gianfranco Volpe,viene nominato da Chiaravalloti responsabile A.T.O. di Catanzaro con compenso annuo di 300 milioni di vecchie lire.Il cognato di Caligiuri, ing. Francesco Mingrone(marito della sorella Teresa),e’ nominato dirigente di settore dell’assessorato all’Agricoltura di Catanzaro e Commissario del Consorzio di Bonifica del Pollino.L’amico Sergio De Marco, viene fatto nominare da Caligiuri,consulente del Consiglio Regionale,componente il collegio dei revisori dei conti dell’Arssa e consulente in varie commissioni regionali con compensi mensili di 40 milioni di vecchie lire.CALIGIURI sistema poi i nipoti Lo Polito e Mingrone alla Bic Calabria di Cosenza e di Settingiano.Il fratello di CALIGIURI,tale Edoardo, e’ destinatario di consulenze all’Arssa per svariati milioni,mentre la nipote di Caligiuri e’ fatta assumere alla Banca Credem di Cosenza.Al numero cinque(5) e’ candidato LUIGI FEDELE,attuale consigliere regionale, condannato dalla Corte dei Conti,quale ex Presidente del Consiglio Regionale calabrese, per i regali di Natale del 2003 a sbafo dei contribuenti,con soldi prelevati dal fondo destinato alle spese di rappresentanza del Consiglio regionale. I regali in questione sono stati 47 borse in pelle”Nazzareno Gabrieli” e penne Montblanc per tutti i consiglieri regionali per una spesa di oltre 25 mila euro!Col vergognoso Concorsone FEDELE sistema:Giovanni Fedele, suo fratello, nonche’ Sindaco di Sant’Eufemia d’Aspromonte(Rc). Ed ancora:Antonio Luppino,cognato di Luigi Feedele,nonche’ proprietario dell’Hotel”Cagnolino” in Santa Eufemia(Rc),luogo di importanti convegni organizzati da F.I. per finanziare tramite Luppino,lo stesso Fedele. Anche la moglie di Fedele e’ stata assunta alla Regione con altro concorso-farsa. Ma per capire come Fedele ha gestito la Presidenza del Consiglio Regionale basta considerare le spese. A parlare sono gli atti. 104.000 euro per la partita del cuore a Reggio. 619.000 euro per la “Serata dei Miracoli” su Raiuno. Poi i viaggi all’estero di Fedele(con delegazione al seguito): 267.000 euro per il Columbud day; 56.000 per viaggio e soggiorno in Australia,piu’ 10.300 per una festa. Nel 2001 spende 56.000 euro per gli scambi di auguri di Natale. Alla Fondazione Rotella,oltre al salone per una mostra,ha dato 170.000 euro. Poi un patrocinio “morale” di 13.000 euro alla manifestazione”Sposissima 2002” in collegamento con “L’Italia in diretta” su Raduno. Ed ancora:450.000 euro per pagare i 15 consulenti(personali) che ha nominato per decreto. Auto blu per le visite a Roma pagando 18.000 euro l’anno nonostante la delegazione romana della Regione Calabria ne ha gia’ una. 5.000 euro per la sagra estiva di S.Eufemia di cui e’ Sindaco il fratello, nonostante la legge 853 del 1983 vieti l’erogazione di tali tipi di contributi.Infine spese pazze anche per i biglietti(e soggiorni) aerei per la tratta Reggio-Roma-Milano con una media di oltre 12.000 euro al mese! Piu’tantissime altre porcherie che, per motivi di spazio, non vale la pena elencare.Al numero otto(8) e’ candidato ANTONIO PIZZINI,attuale consigliere regionale,fatto nominare da Caligiuri Presidente dell’Arssa,pur in assenza dei requisiti di legge. PIZZINI e’ stato Sindaco di Paola(Cs) negli anni ’80 e lascio’ le casse del Comune con un dissesto finanziario di oltre 15 miliardi di vecchie lire(valore anni ’ 80).Al numero quindici(15) e’ candidato FRANCESCO IONA,consigliere provinciale di Crotone, eletto nel 2004 nelle file dell’Udeur, nelle regionali del 2005 viene escluso dalla candidatura perche’ si scopre che Francesco Iona e’ primo cugino del boss latitante Guirino Iona di Belvedere Spinello(Kr). L’Udeur,naturalmente, avrebbe voluto candidarlo. Non avendo trovato posto nel centrosinistra lo scorso anno alle Regionali, Iona si candida ora con Forza Italia alla Camera.LISTA ALLEANZA NAZIONALE.Capolista e’ GIANFRANCO FINI, coerente(si fa per dire) come pochi. Nel 1994 non trova di meglio che definire Mussolini “il piu’ grande statista del secolo,ci sono fasi in cui la liberta’ non e’ tra i valori preminenti”. Due anni fa scopre poi quello che gli italiani sanno gia’ dal 1945,infatti dichiara:”il fascismo e’ stato il Male Assoluto”. “Con Bossi non prendero’ mai piu’ neanche un caffe’” aveva detto nel 1995, dal 2001 e’ andato al governo insieme, gli siede accanto in Consiglio dei ministri ed ha firmato insieme a Bossi una “democraticissima” legge: la Bossi-Fini sull’immigrazione.Su Berlusconi diceva: “Abbiamo votato contro la legge Mammi’(legge che a colpi di corruttele,sanci’ il monopolio berlusconiano della Tv privata,ndr), perche’ Berlusconi,che si era accaparrato tutte le frequenze, ne e’ stato favorito. Mi preoccupa la mancanza di pluralismo dell’informazione televisiva.La legge Mammi’ e’ sbagliata, noi non l’abbiamo votata, e sarebbe bene venisse modificata.Quando?E’ sempre tardi per farlo” (Il Secolo d’Italia del 6 dicembre 1991,dichiarazioni di Gianfranco Fini). Nel 1994 Fini cambio’ idea su tutta la linea:in nome del potere, si lego’ mani e piedi a Berlusconi(tessera P2 numero 1816) che negli anni ’70 aveva finanziato la scissione del Msi, divenne strenuo difensore delle legge Mammi’ e accolse nel partito due ex democristiani i cui nomi erano nella lista della P2:Publio Fiori e Gustavo Selva.Inutile sottolineare che,a parole, nel vecchio Statuto dell’Msi ed in quello di An varato a Fiuggi nel 1995, e’ prevista l’espulsione dal partito degli iscritti alla massoneria. Ma solo a parole,perche’ sono centinaia in tutta Italia i massoni con in tasca la tessera di AN.Ma tante notizie su Gianfranco Fini le si ricava anche dal libro di Gian Antonio Stella intitolato “Tribu’,foto di gruppo con cavaliere”. Qui su Fini si puo’ leggere:”nipote di un nonno comunista(paterno:Alfredo) e di uno fascista(Materno:Antonio),partecipante alla Marcia su Roma,figlio di un funzionario della Gulf socialdemocratico, studente disastroso al ginnasio(5 in italiano,5 in latino,4 in greco,4 in francese:bocciato), un po’ meglio alle magistrali,laureato in pedagogia a Roma con una tesi sui decreti delegati,racconta a tutti di essere diventato missino dopo che i rossi gli avevano impedito di assistere al film “Berretti verdi” con John Wayne.Meglio:piu’ che missino,fascista.Lo dice lui,Fini. Seccato dalla fama di debolezza muscolare,Fini dira’:” ne ho date e ne ho preso,credo d’esser finito in preggio”. L’unico pestaggio di cui si abbia notizia,tuttavia, non glielo impartirono i rossi ma i camerati amici del marito di quella che,in seconde nozze, sarebbe diventata sua moglie,Daniela Di Sotto:”Sospettavano di me e di lui”. Daniela Fini,che oggi veste con minigonne e spacchi e balla come una pazza in discoteca e schiamazza allo stadio quando gioca la Lazio, all’epoca era una cicciona di settantacinque chili che lavorava come tastierista al “Secolo d’Italia” dove Gianfranco Fini faceva il giornalista, si era sposata molto giovane con Sergio Mariani,che tutti chiamavano”Folgore” perche’ era stato nella Folgore, un manesco cosi’ manesco da essere spedito per un anno in soggiorno obbligato in Sardegna. Cosa fosse successo,in quell’anno di provvisoria vedovanza,fra Daniela e il futuro presidente di AN non si sa.Certo e’ che quando il marito rientro’,lei scopri’ che non ci poteva piu’ vivere insieme.Anni piu’ tardi avrebbe raccontato:”dopo mesi di totale estraneita’,un giorno gli dissi:.Lui mi rispose:”Se ci vai mi sparo”.Chiusi la porta,uscii sul pianerottolo,chiamai l’ascensore.Sentii un colpo di pistola.Sergio si era sparato alla pancia. Chiamai l’ambulanza,avvertii il partito.Fu operato subito e per fortuna si salvo’.Ma da quel momento io per tutti diventai il carnefice e lui la vittima.Io la donnaccia senza cuore che non prova pieta’,lui il poverino che a causa mia aveva rischiato addirittura la vita. Furono anni terribili.Tutti gli amici,il partito,si schierarono contro di me;nessuno venta’anni fa,ammetteva che una donna,di destra per giunta,potesse scegliere di vivere la propria vita,di alzare la testa”. Per separarsi legalmente,la donna fu costretta a rivolgersi ad un avvocato comunista. Quando nacque la bambina,Giuliana, venne momentaneamente registrata all’anagrafe come “nata da Fini Gianfranco e donna che non vuole essere nominata”. FINI in tutta la sua carriere politica ha detto di tutto ed il suo contrario. Qualche altro esempio:”un giorno L’Italia dovra’ riabilitare Mussolini e insieme a Cavour,Mazzini e Garibaldi,anche alui saranno intitolate piazze e monumenti”. La sua stella e’ da sempre il fascista francese Jean Marie Le Pen. Sull’uninominale diceva:” e’ un sistema elettorale voluto dalla DC,dal Psi e dal Pds,dalla cupola della Confindustria e dal potere sindacale per salvare il regime partitocratrico e riciclare i partiti sepolti da Tangentopoli”. Un anno dopo,il 16 maggio 1994,contrordine:” Noi siamo per l’uninominale pura a turno secco,all’inglese”. Nel Febbraio 1994 diceva:”Occhetto e’ l’avversario,Bossi il nemico.Non accetteremo mai nessun accordo tecnico con la Lega”. Due mesi dopo ci va al governo insieme.“Bossi e’ un criminale,un ubriaco,un animale, con lui non prendero’ mai piu’ neppure un caffe’”,dice Fini dopo il ribaltone.Caffe’ no,champagne si’:in Quirinale,al giuramento insieme nel”Berlusconi secondo”. E la finanziaria del 1995 di Dini?”AN e’ cosciente che la manovra va certamente approvata” dichiara il 16 febbraio 1995. “La manovra noi non la votiamo e basta”, taglia corto Fini il marzo 1995. Sul federalismo:” Se quello che vuole la Lega e’ quello di Miglio,non ci sono margini di trattativa,spiega il 6 aprile del 1994.Sei mesi dopo, Fini e’ in prima fila al lancio della costituzione migliana:”Molto interessante”. Immortale restera’,per retorica e indignazione,la lettera di Fini inviata a Borrelli il giorno dopo che il Parlamento aveva votato No all’autorizzazione a procedere nei confronti di Craxi:” Lo sdegno che pervade la Nazione di fronte allo scandaloso verdetto di autoassoluzione che il regime si e’ confezionato con il voto dell’aula di Montecitorio sul caso Craxi sono da noi interamente condivisi.La nostra forza politica chiede limmediato scioglimento delle Camere e nuove elezioni proprio per consentire alla giustizia di procedere nel suo corso senza intollerabili franchigie. Che il sia il popolo sovrano,nel nome del quale la giustizia si esercita, a superare l’inammissibile scudo dell’immunita’ parlamentare e consentire ai giudici italiani di svolgere sino in fondo la loro irrinunciabile funzione. Con i piu’cordiali, deferenti saluti”. Firmato: GIANFRANCO FINI. Colto da amnesia in forma acuta,lo stesso FINI nella primavera del 1997 dichiara:”Borrelli vive uno sfrenato protagonismo, Davigo e’ sopra le righe,questi magistrati pensano di essere una casta sacerdotale di aristocratici”. “ Si continua a fare un uso politico della giustizia per eliminare gli avversari politici” dice Fini alla fine del 1999. E vota contro le autorizzazioni a procedere o all’arresto richieste non solo per Previti, Dell’Utri, Amedeo Matacena, Gaspare Giudice,ma perfino per Umberto Bossi che era accusato di aver urlato davanti a miglia di leghisti:” Col tricolore mi pulisco il culo”. Si tralascia il voto favorevole di AN a tutte le leggi-vergogna sulla giustizia approvate in questa legislatura. Questo e’ Fini.Il suo nome spunta, da ultimo, in un dossier esclusivo, pubblicato dal settimanale L’Espresso,sulle raccomandazioni alle Poste.Al numero due nella Lista di AN alla Camera e’ candidato MAURIZIO GASPARRI.Anche il suo nome spunta nel dossier dell’Espresso quale assiduo segnalatore di persone da raccomandare per essere assunte alle Poste. Ma in Calabria Gasparri ha lasciato il segno. Gli uomini a lui piu’ legati, Giovanni Papello e Domenico Basile, sono inquisiti nell´;inchiesta”Poseidone” per la truffa miliardaria dei fondi europei destinati alla depuazione e spariti nel nulla. A Basile, ex assessore regionale all’Ambiente, GASPARRI ha fatto da compare d’anello. E nel capo d’imputazione di Basile in tale inchiesta, si parla anche di “pranzi di famiglia consumati a sbafo dei contribuenti,con tanto di rimborso ottenuto sotto forma di spesa di rappresentanza per incontri politici-istituzionali,nomine di favore,trasferimenti ad hoc e incarichi pilotati,allo scopo di accrescere il proprio”peso” politico alla Regione, tenuta di un “libro mastro” per non perdere il conto degli incarichi,contributi e finanziamenti concessi ai comuni amici”. BASILE,compare d’anello con Gasparri, e’ anche inquisito in altra inchiesta, per aver falsamente attestato la fine dei lavori di 2 alberghi a Botricello(Cz), facendo cosi’ ottenere alle titolari delle 2 strutture turistiche 9 miliardi di finanziamenti dall’Unione Europea,che altrimenti non avrebbero avuto. Le due titolari delle strutture sono cugine del presidente dell’amministrazione provinciale di Catanzaro, Michele Traversa,costui legatissimo a Gasparri.Al numero cinque(5) per AN e’ candidato il deputato uscente ROBERTO CARUSO,rinviato a giudizio per falso e abuso. Processo ancora in corso.Al numero sette(7) e’ candidata l’attuale assessore comunale alla Cultura di Catanzaro,nonche’ segretaria provinciale di AN di Catanzaro, WANDA FERRO, ex fidanzata ed amante del boss mafioso(poi falso pentito) Luigi Sparacio di Messina,che ha ospitato a Catanzaro anche da latitante.La notizia,pubblicata dalla Gazzetta del Sud, dal mensile Il Dibattito, dal quotidiano La Stampa e dal Giornale di Sicilia, e’ emersa(ed e’ agli atti)nel corso del processo che si sa celebrando a Catania a carico del sostituto Dna Giovanni Lembo, del giudice Mondello ed altri per lagestione”anomala” , illecita e mafiosa del falso pentito Sparacio,gia’ capo di Cosa Nostra a Messina.Al numero 14 e’ candidato MARIO MAZZEO, ex DC, poi con Forza Italia,trasvolato in AN. Nel 1995 viene raggiunto da avviso di garanzia,nella sua qualita’ di veterinario, per un traffico di carni macellate clandestinamente,eludendo il fisco per miliardi. Di tale vicenda non si sapra’ piu’ nulla dalla stampa.LISTA UDC.Capolista e’ Pierferdinado CASINI, ex portaborse del pregiudicato Forlani(maxi-tangente Enimont,affidato ai servizi sociali). Forlani e’ stato prescritto per le tangenti(600 milioni di vecchie lire) intascate per dare gli appalti per la costruzione della centrale Enel di Gioia Tauro(poi non costruita). CASINI,dopo il divorzio, convive con AZZURRA CALTAGIRONE(da cui ha avuto di recente una bambina) di 20 anni piu’ giovane(fatti loro), figlia di Francesco Caltagirone(editore del Messaggero). I Caltagirone(in particolare Francesco,suocero di Casini, ed il fratello Gaetano), noti palazzinari romani andreottiani, sono da oltre 30 anni coinvolti in mille scandali(Gaetano Caltagirone era nella “Lista dei 500”,mai ritrovata,di Michele Sindona, secondo le testimonianze di Carlo Bordoni e Mario Barone. Il nome di Caltagirone compare anche nelle lettere che Moro scrisse,dalla prigionia delle BR, ad Andreotti rimproverando a quest’ultimo i suoi legami con Sindona,Barone e Caltagirone,e perl’utilizzo dei servizi segreti a scopi personali).I Calatagirone sono stati rinviati a giudizio,da ultimo, per corruzione, a Perugia.Processo ancora in corso.Al numero tre(3) per l’UDC e’ candidato GIUSEPPE GALATI,sottosegretario uscente alle attivita’ produttive.Il 19 Novembre 2003,la Questura e Procura di Roma arrestano una banda di spacciatori di cocaina nella Capitale(19 arresti). Tra gli acquirenti di cocaina compaiono anche i nomi di due esponenti politici e quello di un rampollo di una nota famiglia di industriali. Alcuni di loro avrebbero acquistato per uso personale la cocaina da Giuseppe Martello,capo della banda.Tra gli arrestati anche Armando de Bonis, 47 anni, originario di Cosenza, dirigente di Divisione presso il ministero delle Attività produttive. Nei suoi confronti si ipotizzano i reati di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. Tra i clienti di Giuseppe Martello, arrestato nell´; operazione antidroga, viene indicato, nell´; ordinanza di custodia cautelare, anche il sottosegretario alle Attività Produttive Giuseppe GALATI(eletto a Lamezia Terme nel 2001 per il Ccd-Cdu). In particolare, il Gip Luisanna Figliolia, nel tratteggiare il ruolo di Martello, sottolinea come questi, “curando attentamente la propria clientela “cerchi sempre più di “privilegiare le persone più importanti”. Nell´; ambito di tale clientela altolocata – si legge nell´; ordinanza – si “staglia la figura di GALATI, soprannominato ´;Pino il politico´;. Questi si rifornisce stabilmente di cocaina da Martello; gli acquisti hanno cadenza almeno settimanale e sono effettuati direttamente, o tramite Armando De Bonis, suo uomo di fiducia che ha libero accesso presso il ministero delle Attività produttive dove GALATI ha i suoi uffici”. Dalle risultanze investigative “emerge – è detto nell´; ordinanza – come Martello preservi a Galati, uomo di indubbia importanza, un trattamento particolare rendendosi disponibile a consegne anche in tarda notte, a consegne improvvise anche fuori Roma e non richiedendo mai un pagamento immediato”.Nell’ordinanza del Gip si legge ancora che “Galati si rifornisce stabilmente di cocaina dal pusher Martello”.Oltre a Galati spuntano i nomi di Emilio Colombo, senatore a vita, e di Bruno Petrella, consigliere provinciale di Alleanza Nazionale e dell’attrice Serena Grandi. Il senatore a vita Colombo confermera’ ai magistrati l’uso di stupefacenti per uso personale, Galati ammettera’ soltanto l’assidua frequentazione con prostitute e ragazze offerte da Martello. “Sono single”, si e’ giustificato sulla stampa Galati. Ma il suo nome compare anche per altre vicende:un collaboratore di Galati,Luigi Bussi, viene arrestato all’estero per una storia di tangenti,un altro,Rocco Anello(ex consigliere provinciale di Catanzaro e legato a Galati) compare a fianco ai faccendieri dei falsi dossier di Telekom Serbia.Nel 2002 il Consiglio Comunale di Lamezia Terme viene sciolto per infiltrazioni mafiose. Tra gli eletti nel Consiglio sciolto c’era Giorgio Barresi del Ccd, messo in lista per volere di Galati. Barresi è stato arrestato per usura il 30 settembre 2002, mentre nel luglio del 2001 era rimasto ferito in un conflitto a fuoco a Sambiase mentre si trovava in compagnia di due affiliati alla ’Ndrangheta, Vincenzo Iannazzo(capo dell’omonima cosca mafiosa) e Bruno Gagliardi. Secondo l’accusa, Barresi avrebbe fatto parte di un’organizzazione che gestiva un giro di prestiti a tassi di usura collegata ad ambienti della criminalità organizzata lametina. A Barresi i giudici hanno sequestrato il patrimonio, giudicato sproporzionato rispetto al suo reddito. Tornato in libertà il 18 febbraio 2003, il giorno dopo è stato di nuovo arrestato: il gip di Lamezia ha sottolineato nell’ordinanza “i gravi indizi di colpevolezza in ordine ai reati contestati” e la “non comune professionalità di Barresi nell’attività di prestare denaro a tassi d’interesse usurari”. Infine Barresi è stato ancora una volta tratto in arresto il 16 giugno 2003 con l’accusa di associazione mafiosa, estorsione e usura. Tra i motivi dello scioglimento del consiglio, la presenza di consiglieri imparentati con esponenti di cosche locali e tra questi Peppino Ruberto dell’Udc(partito di cui GALATI e’ il leader incontrastato a Lamezia). Il sindaco di Forza Italia lo ha difeso: “Parentele del quinto o sesto grado”, ha detto. Sarà sicuramente una coincidenza, ma il 26 novembre 2003 un nutrito gruppo di deputati dell’Udc ha presentato la proposta di legge n. 4254 volta a rendere più difficile lo scioglimento per infiltrazioni mafiose delle assemblee elettive degli enti locali.Ed ancora: fra gli indagati dell’inchiesta”Poseidone” sul malaffare dei depuratori(e non solo) e’ indagato Nicolino Volpe,fermato alla frontiera con la Svizzera in compagnia di Roberto Mercuri e poi di Annunziato Scordo(a cui precedentemente sono stati trovati 3 milioni e mezzo di euro alla frontiera di Domodossola, in contanti, nascosti nella valigia). Nicolino Volpe e’ l’autista personale del sottosegretario Giuseppe Galati. Infine GALATI ,col vergognoso Concorsone della scorsa legislatura regionale, si e’ sistemata alla Regione la propria sorella Enza Galati.Al quarto(4) posto e’ candidato GIANNI NUCERA,attuale consigliere regionale, che col Concorsone si e’ sistemato: Vincenzo Leotta,ex consigliere comunale del Cdu di Reggio Calabria, segretario particolare di Nucera e Grazia Suraci,nipote dello stesso Nucera.Al quinto(5) posto nell’UDC e’ candidato FRANCO PILIECI, consigliere regionale, condannato insieme ai consiglieri Borrello, Fedele, Rizza e Bova(quest’ultimo attuale presidente del Consiglio Regionale) dalla Corte dei Conti per i regali di Natale del 2003 a sbafo dei contribuenti,con soldi prelevati dal fondo destinato alle spese di rappresentanza del Consiglio regionale. I regali in questione sono stati 47 borse in pelle”Nazzareno Gabrieli” e penne Montblanc per tutti i consiglieri regionali per una spesa di oltre 25 mila euro!Al numero sette(7) e’ candidato il segretario nazionale dei giovani dell’UDC DOMENICO BARBUTO, costui legatissimo al nuovo segretario dell’ Udc Lorenzo Cesa ed arrestato nel 1993,dopo un periodo di latitanza. Cesa ammise di aver ricevuto centinaia di milioni per gli appalti Anas, fu condannato nel 2001 a 3 anni e 3 mesi per corruzione aggravata insieme all’ex ministro dei Lavori pubblici Giovanni Prandini, ma la Corte d´;appello di Roma nel 2003 annullò la sentenza perché lo stesso magistrato aveva svolto prima la funzione di Pm e poi di Gup. Cesa è stato poi prescritto. Ma il nome di CESA ritorna in questi giorni in Calabria:e’ infatti indagato nell’inchiesta”Poseidone” .Cesa insieme a Papello(questi legatissimo a Gasparri e mente criminosa della grande truffa) e Schettini(gia’ uomo di fiducia del ministro Frattini) attraverso la societa’ “Spb Optikal srl” avrebbero ottenuto l’illecita erogazione di ben 5 miliardi di vecchie lire. Secondo la Procura di Catanzaro una vera e propria associazione a delinquere creata per far sparire i fondi destinati all’emergenza ambientale della Calabria.Al numero dieci(10) e’ candidato Saverio Mancini, consigliere provinciale di Vibo Valentia, la cui impresa e’ interessata al progetto “Infratur”. Su tale progetto sono in corso indagini della Dda di Catanzaro(i primi risultati sono stati depositati nel processo antimafia”Dinasty”) che ipotizza possibili interferenze del clan Mancuso di Limbadi. Il padre dell’ odierno candidato, Giuseppe Mancini, e’ stato coinvolto nell’Aprile 1997 nell’operazione”Ariete” per favoreggiamento in usura e poi assolto e prescritto. Condannato invece per degli scavi abusivi per la deviazione di un corso d’acqua nei pressi del parco acquatico “Aquapark” di Zambrone(VV).Al sedicesimo(16) posto per l’UDC e’ candidato l’avv. MARIO MAZZA.IL 1 Aprile 1992 la Procura di Palmi e quella di Locri,rappresentate da Cordova e Nicola Gratteri, ordinano centinaia di perquisizioni a casa di pregiudicati e mafiosi. A pacchi i carabinieri trovano lungo la fascia ionica(Siderno e Locri) i fac-simili elettorali dell’avvocato penalista Mario Mazza,all’epoca candidato coi socialisti. I boss Commisso di Siderno,che con queste cose hanno dimestichezza,quando vedono arrivare i carabinieri a casa,in piena notte, per farlo assistere alla perquisizione e Mario Mazza,vede sequestrare sotto i suoi occhi centinaia di fac-simili con il suo nome e la sua faccia. (per tale episodio si veda La Gazzetta del Sud del 2 aprile 1992 ed il libro”Oltre la Cupola di Mondani e Forgione,edito dalla Rizzoli).Al numero 22 chiude la Lista per l’Udc il massone Francescantonio STILLITANI,attuale consigliere regionale e gia’ assessore regionale ai trasporti. Anche lui,come Mancini(vedi sopra), e’ coinvolto nel progetto”Infratur”. L’architetto redattore di tale progetto ha dichiarato nel corso del processo”Dinasty” in corso al Tribunale di Vibo Valentia, che il boss Francesco Mancuso gli disse che era preoccupato dell’interessamento di altro componente della cosca Mancuso(Pantaleone Mancuso) su tale progetto e che lo stesso era in affari con Stillitani. A seguito di tali dichiarazioni riportate dal Quotidiano della Calabria e dalla Gazzetta del Sud, i consiglieri comunali di Pizzo(VV), comune nel quale Stillitani e’ consigliere di minoranza dopo aver in passato ricoperto la carica di Sindaco, presentano un’interrogazione per conoscere”quali legami ci siano fra le societa’ di Stillitani e dei suoi familiari con ambienti malavitosi, nell’ambito del progetto”Infratur”.LISTA MUSSOLINI.Capolista e’ ALESSANDRA MUSSOLINI. Pochi lo sanno,ma nel 1995 il Pm Antonio Vinci della Procura di Roma, chiede il rinvio a giudizio della nipotina del Duce per falsita’ in atto pubblico. La Mussolini e’ accusata di aver “comprato” due esami universitari nel 1982. Una lunga storia di imbrogli e falsi scoperti alla Facolta’ di Lettere e Filosofia,conclusa con la richiesta di rinvio a giudizio per 188 studenti per concorso in falsita’ materiale(art.476 c.p.). La posizione della Mussolini venne stralciata perche’ godeva dell’immunita’ parlamentare.Venne chiesta l’autorizzazione a procedere,ma il caso non arrivo’ mai in discussione nella giunta per le autorizzazioni a procedere.Dopo l’entrata in vigore della legge che ha abolito l’immunita’, il Pm ha di nuovo chiesto il rinvio a giudizio per la Mussolini. Il capo di imputazione precisa che la Mussolini avrebbe commesso i reati “in concorso con Salimbeni Rinaldo,Salimbeni Elisa,Salimbeni Francesco e Mancinelli Aldo,in qualita’ di bidelli e di impiegati della Facolta’ di Lettere e Filosofia e con altri,allo stato ignoti,contraffacendo i verbali di esame relativi alle materie sottoelencate, e faceva falsamente apparire come sostenuti i seguenti esami:Filosofia morale in data 19 luglio 1982 e Storia Romana in data 20 luglio 1982”. La Mussolini poi lascera’ tale Facolta’ per iscriversi a Medicina(negli anni giovanili sono celebri anche i suoi film erotici senza alcun successo).Negli atti processuali ci sono le testimonianze dei professori le cui firme sono state falsificate.Il professore Giovanni Viticci, ex docente di Storia Romana,ha detto che quel 20 luglio 1982,alla sessione estiva d’esame,non interrogo’ alcuna studentessa di nome Alessandra Mussolini,”un cognome che non si puo’ dimenticare” dichiara il professore.Ne’ tanto meno firmo’ il verbale con il quale alla Mussolini veniva assegnato un bel trenta. La pena massima,complessiva dei due reati contestati alla Mussolini, si aggira sui 10 anni di carcere. Come e’ finita l’intera vicenda? Il Pm Antonio Vinci e’ nel frattempo morto, di rinvio in rinvio si e’ arrivati oltre il 1997 ed e’ scattata la prescrizione(luglio 1997, 15 anni dopo il primo reato commesso). (su tale episodio si veda “La Repubblica,articolo a firma di Franco Scottoni).LISTA DEMOCRAZIA CRISTIANA-PARTITO SOCIALISTAAl numero dodici(12) di tale Lista si presenta GIUSEPPE LO TORTO, non eletto alla Camera nel 1992 col PLI, poi trasvolato per il Consiglio Comunale di Vibo Valentia nel 1994 in AN.Non eletto.Poi ancora altro cambio:nel 2004 e’ candidato al Consiglio Provinciale di Vibo Valentia col Nuovo PSI:non eletto.Massone della loggia”Monteleone”. Il suo Maestro Venerabile, Francesco Petrolo, e’ candidato nella lista Codacons al Senato.LISTA LEGA NORD-MOVIMENTO PER L’AUTONOMIACapolista e’ Vincenzo CESAREO,ex consigliere regionale nella scorsa legislatura eletto per Forza Italia. Trasvolato da F.I. nel centrosinistra(Unita’ Socialista) si vede all’ultimo minuto negata la possibilita’ di candidatura alle scorse regionali(aprile 2005) col centrosinistra in quanto le sue telefonate intercettate col boss mafioso Franco Muto(suo cognato) sono finite agli atti del processo contro la cosca Muto di Cetraro(CS). Minniti chiede l’applicazione del “Codice Etico”,ma e’ una mossa dettata soprattutto per impedire la crescita elettorale dei socialisti,visto che anaologo “codice etico” il centrosinistra ha ritenuto di non doverlo applicare per i vari Giamborino,Battaglia,Crea,Pasquale Tripodi e tanti altri. Ora Cesareo e’ candidato alla Camera come capolista con la Lega Nord-Movimento per l’autonomia di Raffaele Lombardo.Infine due calabresi sono candidati fuori Regione:il sottosegretario uscente alla Giustizia Iole Santelli di Forza Italia,ex praticante legale nello studio di Cesare Previti. Poco dopo la sua nomina a sottosegretario alla Giustizia, il parlamentare diessino Francesco Carboni,presenta un’interrogazione parlamentare al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e denuncia:” in via Arenula sono state impiegate persone legate da vincoli parentali o da rapporti di amicizia con ministro e sottosegretari.” Berlusconi,naturalmente, non rispondera’ mai a tale interrogazione.In via Arenula,a stretto contatto con la Santelli, ha lavorato l’avvocato cosentino Antonello Lupia,fidanzato con la sorella minore di Iole,Paola. Altra sorella della Santelli,Roberta, e’ sistemata nell’ufficio del presidente del Senato Marcello Pera.Altro calabrese candidato fuori Regione,in un posto sicuro, e’ il segretario nazionale del PRI, Francesco Nucara(in lista sotto le bandiere di Forza Italia), sottosegretario uscente all’Ambiente.Nucara e’ stato condannato nel febbraio 1994 per la Tangentopoli reggina. In appello e’ stato prescritto. Nell’ordinanza-sentenza nel processo”Albanese Mario + 190″, i giudici Vincenzo Macri’ e Antonio Lombardo scrissero di Nucara:”…la riunione mafiosa si svolse e fu presieduta dal boss di Cannavo’ Pasquale Libri, all’epoca latitante. Sull’autovettura intestata a Frascati Antonino veniva rinvenuto materiale di propaganda elettorale per il candidato del PRI Nucara Francesco, che,secondo voci di dominio pubblico raccolte dai carabinieri,durante la campagna elettorale era stato appoggiato dalle cosche mafiose di Reggio Calabria facenti capo a Serraino Francesco,De Stefano Paolo, i Tegano, i Fratelli Libri,Araniti Santo, Frascati Antonino, i fratelli Caridi di Cataforio”. Nucara e’ inoltre parente,da parte di madre, del boss della ‘ndrangheta Domenico Libri.(per tali notizie si veda il libro”Cirillo,Ligato,Lima, tre storie di mafia e politica a cura di Nicola Tranfaglia,edizioni Laterza).Tale elenco di candidati pecca certamente per difetto(impossibile ricordarsi o conoscere tutti),ma certamente rende l’idea sul perche’ la Calabria e’, e continuera’ ancora a lungo ad esserlo, fra le ultime Regioni italiane in quasi tutti i settori. Se questi sono i candidati alla Camera ed al Senato,cosa ci si puo’ aspettare?I cittadini elettori sanno delle condanne e dei processi in corso dei candidati? E se non lo sanno,da chi devono essere in formati,se non dai giornali?L´articolo appare sul Sitohttp://www.altrementi.org/modules/news/article.php?storyid=449&title=calabria:+terra+di+conquista