Calabrialibre a difesa dei lavoratori

Calabrialibre essendo un movimento per la difesa della legalità, lo sviluppo e per l´affermazione dei diritti civili, non può che schierarsi a tutela di un mondo lavorativo regionale oggi in grande difficoltà. E´ bene precisare che noi siamo per la difesa dei lavoratori e non per la difesa di dipendenti non lavoratori, i cosiddetti ventisettisti di cui sono pieni zeppi gli uffici della pubblica amministrazione, che rappresentano la palla al piede per lo sviluppo di questa regione. Ma nella situazione attuale ci pare cogliere degli aspetti bisognevoli di marcatura, in primis è il caso di aziende o strutture nate con sponsoring Politico, soprattutto nel campo sanitario e delle cosiddette RSA, queste aziende in realtà svolgono una funzione molto importante nel nostro territorio regionale, ma spesso sono state viste come possibilità di fare clientela politica, tant´è che in alcuni casi i dipendenti superano di molto il numero dei ricoverati. l´Istituto Papa Giovanni è il caso forse più emblematico, ma non l´unico. L´altro aspetto e che la Politica di casa nostra ha scoperto che la sanità privata è un business di primordine, e perciò non ha perso l´occasione di metterci le mani sopra, quanti degli attuali consiglieri regionali in modo diretto o indiretto sono soci di strutture sanitarie o di RSA? Molti certamente, alcuni ricoprono importanti incarichi, nell´attuale Giunta e altri li hanno ricoperti nella precedente. La questione Procal, che coinvolge decine di aziende dell´alto Ionio cosentino, scoppiata proprio in questi giorni con i suoi grotteschi risvolti, è un altro cattivo esempio di gestione politica. Aziende che chiudono ed altre che aprono, niente di male se non fosse, che operano nello stesso settore con gli stessi promotori e sempre con pubbliche risorse, e i lavoratori? che è la parte umana, sensibile, debole di un meccanismo economico che ha sicuramente aspetti illeciti ed illegali, quelli non li difende nessuno? Il mondo politico che crea i mostri non sa poi gestirli? questo ci sembra di capire, ma probabilmente la morale è un´altra, c´è scarsa considerazione di chi in questi meccanismi cade e ne viene fagocitato e che sono i poveri lavoratori, che non hanno altra scelta in una regione dove per un posto fisso si farebbe di tutto. Ma non era questo il punto del nostro ragionamento, bensì il fatto che probabilmente i cambiamenti al vertice regionale e in parte lo spoil system, che sono fatti prettamente politici, hanno una ricaduta importante sul sistema economico regionale, e anche su quello sanitario privato, tant´è che oggi strutture come Villa Torano, nella provincia di Cosenza si trovano a soffrire una crisi molto grave con pericolo di licenziamento per decine di dipendenti. La stessa struttura aveva nel corso della passata legislatura protezioni politiche che le consentivano di avere una gestione più o meno normale, oggi qualcosa è cambiato, e cosa se non il colore e gli uomini della Giunta Regionale? Siamo certi che, invece, le strutture che fanno capo ad importanti personaggi dell´attuale governo regionale non hanno gli stessi problemi. La questione non è di poco conto, il gioco degli affari e della politica purtroppo in questo caso, come in altri, ricade sulla precaria situazione socio-economica della gente di Calabria. La situazione siamo certi si ripete in tutta la regione è non è solo un problema di strutture sanitarir; aziende industriali e aziende agricole, che hanno da sempre succhiato alle mammelle della regione, a seconda del cambio di colore avvertono, chi più e chi meno, i disagi finanziari dovuti al cambiamento stesso. Si salvano solo i soliti imprenditori, che camaleonticamente si mimetizzano nei diversi schieramenti, è il caso di grandi latifondisti dell´area di Sibari, che hanno drenato risorse fino a 20 Mln di euro dalla passata Giunta, e che ora sono stati impegnati direttamente con incarichi di prestigio, così da poter meglio controllare i flussi di risorse da dirottare verso le loro aziende; ma questo è un´altro discorso, quì c´entra la morale e l´etica ma queste, lo sappiamo, non abitano più da tempo questa terra di Calabria.