CalabriaLibre al convegno di Nocara

Il nostro interventoDopo L’erudita dissertazione di Melina Rende, torniamo ai più “terreni” problemi di sviluppo di questa regione;Innanzitutto, ringrazio Bioin nella persona di Vincenzo Rende per averci, come calabrialibre, invitato a questo importante convegno, l’amministrazione comunale di Nocara che ci ospita, nonché tutti i presenti, come è solito dire, specialmente per chi deve intervenire in conclusione di un incontro o di un convegno, sarò breve.Un breve cenno su CalabriaLibreL’associazionismo in questa regione ha quasi sempre rappresentato, un momento di crescita culturale, La nostra associazione vuole affiancare a questa sia pur importante valenza quella di essere da supporto e stimolo alla politica ed alle istituzioni per proporre modelli di sviluppo compatibili con il territorio.Troppo spesso, e questa è una abitudine tutta meridionale, ci si è rifatti a modelli di sviluppo incompatibili con il territorio e l’ambiente sociale, penso ad esempio ai primi tentativi di industrializzazione di alcune zone, che ora rappresentano solo un problema ambientale, vedi Crotone ed altre vaste aree del nostro territorio, l’industria è stata in quasi tutta le regione smantellata. Ma anche a modelli di sviluppo turistico adattati alla nostra regione sulla base di esperienze di altre aree sono miseramente falliti. Bisogna allora fermarsi un attimo e riconsiderare i modelli sulla base di attente ricerche che implementino progetti e politiche di sviluppo adatte all’ambiente ed al territorio calabrese come contenitore di risorse ambientali ma anche umane, dalle quali non si può prescindere. La presenza di CalabriaLibre, in questo splendido contesto si giustifica, proprio per questa sua vocazione, che è si una vocazione culturale ma soprattutto il suo operare sarà fortemente caratterizzato dal fare, da un fare concreto, renderà disponibili risorse ed idee a quelle istituzioni più attente allo sviluppo del proprio territorio. La presenza di tanti sindaci ci conforta sulla voglia di fare anche delle amministrazioni locali, ma consentitemi, i metodi vanno cambiati, vanno innovati, devono tener conto dei cambiamenti in atto nella società e perché no anche del mercato, il territorio diventa una risorsa solo se è gestito come una risorsa, e quindi va difeso, va studiato e quindi promosso, attraverso una seria politica di marketing territoriale che tenga in considerazione le peculiarità territoriali, le risorse o i giacimenti culturali, come pure le tipicità dell’enogastronomia tradizionale. Tutto questo presuppone un’analisi del territorio una ricognizione delle risorse e dei giacimenti, la predisposizione di un piano di marketing, e lo sviluppo di attività di comunicazione da tutto questo cari amministratori non si può prescindere. Sappiamo che spesso le problematiche affrontate dai comuni sono di tipo contingente, reperimento di risorse idriche, viabilità, lavoro ecc. ma una percentuale di risorse va riservata alla pianificazione di politiche di sviluppo territoriale, è solo così che potremo avere un futuro dignitoso per noi ed i nostri figli, altrimenti avremo si una quotidianità di facciata con la villetta appena ristrutturata e le strade senza buche ma avremo un futuro molto incerto, che lascerà le nuove generazioni con problemi irrisolvibili, dal punto di vista economico sociale.Tra gli Scopi dell´AssociazioneL´Associazione promuoverà attività di carattere politico-culturale, di studio, assistenza, formazione e ricerca al fine di sollecitare la partecipazione popolare, l´impegno civile e sociale dei cittadini democratici, senza distinzione di sesso, di etnie e di partito.Il suo scopo sociale è quello di costituire un network di donne e uomini per dare un contributo allo sviluppo socioeconomico del territorio calabrese, all’agricoltura ed al turismo sostenibile, per favorire e promuovere l´interscambio di informazioni, esperienze e idee progettuali, per facilitare la cooperazione e per agire come punto di riferimento fra enti, istituzioni e cittadini dell´area, con particolare riguardo, in generale, alle tematiche relative: 6) alla tutela, promozione e valorizzazione delle risorse di interesse artistico e storico (legge 1080/39); 7) alla tutela e valorizzazione della natura, dell’agricoltura e dell´ambiente; 11) alla tutela, conservazione e valorizzazione, delle tradizioni popolari dell’area, con particolare riguardo alla cultura enogastronomica.In altre Regioni dal punto di vista formativo si organizzano così:1.1. Il “Master in Sviluppo Locale e Marketing Territoriale”Si è ritenuto, sulla base di quanto già realizzato negli scorsi anni, di caratterizzare l’attività formativa, con l’approfondimento di quelle conoscenze e quegli strumenti che sono strettamente connessi alla peculiarità del territorio. D’altronde la realtà del Mezzogiorno ed in particolare delle Regioni Campania e Basilicata ben necessita di professionalità altamente e particolarmente specializzate in peculiari settori strategici che necessitano di articolate metodologie di lavoro.Nel corso di quest’anno è stato realizzato il secondo anno del corso di formazione che definiamo “Master” che ha affrontato i temi dello sviluppo locale e del marketing territoriale.La Calabria No, allora perché la nostra formazione ha formato quasi solo parrucchiere ed estetiste, non avevamo forse bisogno di altre professionalità?Il corso si articola in tre moduli. Il primo si è tenuto nei primi mesi del 2002; il secondo nei primi mesi del 2003 ed il terzo si svolgerà nel 2004. Il corso prevede una valutazione alla fine di ciascun modulo che è propedeutica all’accesso al modulo successivo e si concluderà con degli esami finali che si svolgeranno alla presenza di apposita commissione e che darà luogo al rilascio dell’attestato di merito.Il corso, come è stato approvato dal Comitato Tecnico Scientifico, è curato dal punto di vista scientifico dalla Libera Università degli Studi di Castellanza che lo gestisce di intesa con questa Scuola Interregionale, secondo la convenzione appositamente stipulata.Come previsto nel progetto, nel II° anno sono stati trattati i seguenti temi:LE POLITICHE E STRUMENTI PER INCREMENTARE IL VALORE ED IL GRADO DI ATTRATTIVITA’ DEL PROPRIO TERRITORIO: IL MARKETING TERRITORIALE. GLI STRUMENTI DI FINANZA ORDINARIA E STRAORDINARIA PER IL REPERIMENTO DELLE RISORSE.LA GESTIONE DEI PROGETTI DI SVILUPPO LOCALE.LA GESTIONE DELLA CONCERTAZIONE. LA PARTENERSHIP DI SVILUPPO LOCALE. LA GESTIONE DI UN PROGETTO INTEGRATO TERRITORIALE O DI UN PROGETTO DI SVILUPPO LOCALE.LA GESTIONE E L’AMMINISTRAZIONE DI UN PROGETTO DI LL. PP. : GLI IMPEGNI PER IL PROPONENTE.La Calabria è senza dubbio una regione dalle molteplici risorse in termini di “prodotti tipici”, intendendo con tale termine soprattutto quelle produzioni strettamente legate alla sua storia, al suo ambiente, al suo clima ed al territorio: in particolare, l´;accezione “prodotto tipico” viene utilizzata non soltanto per indicare, com´;è più tradizionale, le produzioni tipiche locali (l´agroalimentare e l´artigianato in particolare), ma ogni “bene” che sia fortemente rappresentativo dell´identità del territorio, non ultime le bellezze paesaggistico-ambientali (parchi naturali, riserve naturali marine) e i beni culturali (centri storici, musei, chiese, biblioteche).Tali risorse sono ancora fortemente sottoutilizzate, soprattutto a causa della mancanza di una strategia unitaria e coordinata tra i diversi settori, in modo da offrire verso l´esterno un´immagine del territorio che sia il più possibile “market-oriented” e che sia capace di superare i vecchi stereotipi, che hanno contribuito a dare un´immagine della regione non sempre troppo fedele alla realtà. La Calabria, infatti, non riesce ancora ad esprimere una identità positiva che sia basata sulle proprie risorse e che riesca a superare l´immagine negativa che alcune caratteristiche e determinati fenomeni di degrado socio-economico (arretratezza e ritardo di sviluppo, forte disoccupazione, criminalità), hanno trasposto nel mondo esterno, influenzando la percezione non certo positiva che si ha della nostra regione. Tutto ciò è strettamente collegato alla debole capacità del cittadino calabrese di “vendere” il proprio prodotto. Occorre, pertanto, operare una sintesi tra tutte le risorse che, messe assieme, possano far emergere gli elementi di positività idonei alla realizzazione di un´efficace azione di marketing territoriale della Calabria verso il mondo esterno.A supporto di tale necessità, si registra anche una certa presa di coscienza ed una maggiore sensibilità rispetto al passato da parte degli operatori del settore, soprattutto per ciò che riguarda la necessità di attivare sinergie comuni e collegamenti tra settori tra di loro complementari: gli imprenditori, gli enti, le istituzioni che operano nei settori del turismo e dei beni culturali oggigiorno comprendono maggiormente i benefici che potrebbero derivare da una precisa azione di promozione e di marketing delle risorse presenti sul territorio, attivando una strategia di informazione e comunicazione verso l´esterno, che, collegata ad un miglioramento delle strutture ricettive della regione e ad un più marcata qualificazione del personale, possa permettere un sensibile aumento del flusso turistico in Calabria. Nel corso degli ultimi anni, a dir il vero si è notato un rafforzamento della strategia di comunicazione e promozione dell´;immagine della Calabria verso l´esterno. Attualmente, occorre perfezionare quanto già attuato, mirando a far emergere dal territorio tutte quelle caratteristiche che, opportunamente collegate e veicolate, potranno certamente contribuire a creare un´immagine più moderna ed attraente della regione. Ma tutto questo passa anche attraverso un oculata ed attenta politica delle amministrazioni locali, che a nostro parere non può prescindere da una forte spinta verso la realizzazione di distretti, che presentino caratteristiche territoriali omogenee per pensare a modelli di sviluppo moderni ed efficaci. L’iniziativa che nasce da una piccola realtà cioè il progetto integrato di filiera BioIn, fortemente voluto da Enzo Rende, e che ha visto anche noi partecipi e promotori, può attraverso il suo naturale sviluppo con la creazione di un’area più ampia, il Distretto Rurale dell’alto Ionio e del Pollino essere un modello da imitare. Sempre che non prevalgano ancora una volta i campanilismi e gli interessi della politica, ma siamo certi che ormai ci sia avviati verso processi aggregativi irreversibili che certamente daranno negli anni a seguire buoni frutti a disposizione soprattutto delle future generazioni. Grazie a tutti per la cortese attenzione che avete voluto riservarmi.