CalabriaLibre è anche altro….

Avevo spedito l’altro ieri questo articolo al Quotidiano. Non mi è stato pubblicato, al contrario di quanto accade normalmente. Sono comunque contento che oggi Don Pietro De Luca abbia reso testimonianza anche in mia vece a favore dell’indigeribilità di questa nefanda legge elettorale. Avverto ora l’esigenza di pubblicare il pezzo su “CalabriaLibre” perché questa è nata anche sullo slancio della mia risolutezza. Con me Enzo Rende, Franco Perri, Giuseppe Lateano e Giorgio Durante sentivano l’esigenza di lottare veemente per dare voce alta alla società civile che in questa Regione spesso è imbavagliata, e quando ha la bocca libera la iella dell’afonia le vieta di gridare il proprio disagio. CalabriaLibre non doveva divenire, e spero vivamente non lo sia diventata, espressione di nessuna parte politica, così come il meraviglioso Enzo Rende, nonostante sia candidato per Italia dei Valori, continua a sottolineare nelle pagine di questo sito. Per la par condicio mi sento, comunque, autorizzato oggi, visto che il portale dell’associazione pare sia diventato riferimento di un determinata pubblicità elettorale, a dire la mia, peraltro già ampiamente resa manifesta dai giornali e dalla strada. La trasparenza, l’onesta e, soprattutto, il tendere alla bontà rimangono sempre i miei unici scopi di vita, e questi mi strattonano oggi e mi istigano, quasi, a scrivere. Così scarabocchio, e per tre importanti motivi.Il primo: Italia dei Valori è degnamente rappresentata in Calabria dall’ottimo e colto Aurelio Misiti, vanto indiscusso delle capacità nostrane. Avendo così grande stima per codesta straordinaria persona voglio che egli sappia come la penso a proposito di questa melmosa campagna elettorale, voglio essere sincero e non abbassarmi al mesto accarezzare chi è o sarà un giorno potente. Le idee io le ho e non me le mangio per convenienza. Voglio che un probabile Sottosegretario sappia che il 9 aprile io non lo voterò.Il secondo: chi mi conosce sa che sono Portavoce (autosospeso) di un Circolo Margherita. Sa anche bene dei miei stretti rapporti con Mario Pirillo. Con quest’ultimo abbiamo condiviso sorrisi e urla. Ci siamo abbracciati e guardati sottocchio. Ma il mio rancore è sempre rientrato perché Mario, uomo sovente dedito a maniere poco diplomatiche, mi ha sempre più dimostrato, non solo personalmente, che vive la sua vita politica con la passione di un adolescente e che, soprattutto, culla la speranza di poter contribuire a risollevare una terra inginocchiata. Mario crede con grande vigore all’amicizia e in nome di questa ti mette spesso alla prova, salvo poi sorriderti e accogliere le tue istanze, a patto che siano valide e funzionali alla crescita della sua Terra. E Mario è accompagnato sempre, almeno idealmente, da Rachele Grosso Ciponte, donna di certo imperfetta, ma con le palle grandi come quelle di Giorgio Castriota. Anche con lei ho vissuto e vivo lo stesso limpido rapporto, fatto di spinte e slanci, di scontri e incontri, ma acceso da condivisi fini e sincero affetto. Anche a loro devo questa sorta di pubblica confessione.Il terzo (the last but not least): il nostro Presidente Agazio Loiero, a cui non stringo la mano dall’ultimo convegno che per lui ho organizzato l’anno scorso, ha platealmente ucciso ogni mio dubbio (e sono stati tanti, credetemi!) sulla sua onestà intellettuale e sul suo marcato campanilismo di cui oggi la Calabria ha necessità vitale.P.S. Grazie ad Enzo, Franco, Giorgio e Giuseppe per avermi aiutato a comporendere meglio il perchè le cose si muovono… _____________________________________________ Domenica si voterà. Ma a favore di chi? La tanta vituperata legge elettorale voluta dal centrodestra ha schiaffeggiato l’unica grande speranza che il poverissimo sud ancora ingenuamente covava: credere di vivere in una democrazia di fatto. Ma ha anche, e forse soprattutto, offeso platealmente l’intelligenza e la dignità dell’uomo che avverte un gran malessere e vorrebbe essere parte attiva di un radicale cambiamento ottenuto attraverso il suo voto. Al povero e disadattato italianetto neanche questo resta. Infatti, la gran parte dell’elettorato non conosce i nomi e l’ordine con cui questi sono stati collocati nelle liste. Qualcuno degli interessati potrebbe obiettare che sono disponibili in Internet o che sono stati resi noti a mezzo stampa dopo aver aperto la piccola porta della piccola stanza in cui piccoli uomini hanno deciso di rappresentare un intero popolo. E la campagna politica? Dai tempi di Peppone e Don Camillo, di Totò (chi non ricorda il tormentone “Vota Antonio, vota Antonio”!) e Sordi, la campagna politica è sempre stata intrisa di nomi, i muri erano incollati con facce e slogan. Ora l’esaltazione di un Berlusconi che –per citare Battisti&#45 crede che dopo di lui ci sarà il diluvio, ha offerto un reale grande assist allo sbraitante centro&#45sinistra che, dopo aver mostrato i denti, della legge elettorale si sta servendo per inneggiare (leggi portare in Parlamento) anch’esso il nulla. Alla radio, in televisione, sui manifesti questa campagna elettorale si sta consumando nell’apoteosi dell’anonimato. “Vota tracciando una x sul simbolo rosa, sul simbolo blu, sul cerchietto colorato, sul fiore bianco o sulla rosa”. Ma stiamo davvero scherzando? Ci saremmo aspettati prima, noi militanti del centrosinistra, un coinvolgimento nelle scelte, poi, almeno, una buona ed educata informazione (non parliamo di morale per favore, lasciamo questa nei tomi di Kant e del Vangelo!): se barri il simbolo dell’Ulivo stai votando per Caio e Sempronio, se segni la Margherita il tuo voto andrà a Tizio e Caio. Invece il nulla. Sì il Nulla. Questa tornata elettorale sarà scritta nella storia come la più nefanda pagina di un’ex grande Italia post&#45bellica. La volgarità fa da padrona. Così fra coglioni e delinquenti si crede, con l’identica psicotica convinzione berlusconiana, che gli Italiani siano diventati stupide pecorelle pronte a dar lana e latte. Allora, caro Direttore, mi chiedo se non sia il caso di guardare con indulgenza a chi nei fatti ha dimostrato d’essere lupo di puro sangue calabro, non abbassando la testa ad un padrone che è rosso ma anche nero, che è il nulla appunto. E se mi concederete l’onore di non essere tagliato, e da oltre dieci anni non lo fate, permettetemi di lanciare il mio ultimo grido da calabrese forse impuro, ma sufficientemente dignitoso, a favore del nostro Governatore che, se non altro, ha dimostrato di non essere né un delinquente e né un coglione, ma semplicemente di averceli i coglioni, come Antonella Grippo sottolineò al cospetto di una foltissima platea che riempì il Rendano alla presentazione della lista Codacons. Se non altro Loiero non calca con arroganza e maleducazione la scena politica, lui e la sua squadra non abbaiano contro questo e quello, al contrario ci trattano con ammirevole considerazione e buone maniere.