Calabrialibre risponde al Vice Presidente

In merito all’ articolo del Vicepresidente Nicola Adamo apparso su alcuni organi di Stampa giorno 10 c.m. sulla vicenda del Burc. Mi sento in dovere intervenire chiamato in causa come società civile, che nel mio piccolissimo, penso di poter in parte rappresentare. Ricordo il vicepresidente alle manifestazioni del liceo, io ero più piccolo, ma lo vedevo lottare contro le prepotenze contro il capitalismo, contro la guerra, contro kossiga, una volta si scriveva così. Ora non riesco ad intravedere, in lui, ma neanche in tutta la sinistra di governo regionale, neanche l’ombra di quello che allora ideologicamente rappresentava. Certo la sinistra è cambiata, ha sposato il capitalismo e la finanza d’assalto, sulla guerra è diventata possibilista, e per ciò che riguarda kossiga gli ha preso il manganello è lo mena per tacitare le voci fuori dal coro. Nessuno a sinistra si è chiesto cosa accade alla società calabrese, la base non si riconosce più nella rappresentanza politica, la politica non ha più credibilità, e il grosso contributo di fiducia dato alla sinistra alle Regionali ne è stata la riprova. Quel risultato altro non era che una ribellione ad un governo di centrodestra che aveva monopolizzato l’economia e i centri di potere regionali, senza far ricadere su una popolazione ansimante ed ormai asfittica neanche una briciola delle enormi risorse gestite. Un governo che si era mangiato ingordamente l’ambiente, la sanità, la formazione, la cultura, l’innovazione, il lavoro ecc. Le speranze riposte nell’alternativa di centro sinistra erano enormi, ma nessuno del centro sinistra ha colto ciò, nel segno della continuità ha conservato la vecchia classe dirigente, (siamo pronti a sovrapporre gli organigrammi regionali, salvo piccoli spostamenti), ha conservato soprattutto tutto il sistema di organizzazione affaristico parentelare, esploso poi, immediatamente con parentopoli, subito peraltro soffocata, facendo la sola vittima Masella, reo di grande ingenuità, siamo pronti a mostrare i BUR con i nomi di altre mogli, sorelle, fratelli, nipoti, amanti e zii e dimenticavamo anche le nuore. L’attività politica del primo anno si è distinta solo per la collocazione di incarichi di governo e sottogoverno, politica dell’antimafia zero, politiche del lavoro zero, politiche degli investimenti zero, politiche per la formazione zero, politiche per l’ambiente “ci stiamo attrezzando”, ma nel frattempo la gente soffoca, non c’è la fa più, si organizza, comunica, fa rete, altri la maggior parte si rassegnano. Cerca di capire dove vanno gli immensi flussi di denaro dell’UE, individua centri di potere e di gestione degli affari, li denuncia su internet e sulla stampa, partono le prime reazioni, utilizzando la magistratura e le forze di polizia, ma il tam tam è incontenibile. Siamo sorpresi che il Vicepresidente si sorprenda e si meravigli della reazione, lui, a differenza di Loiero, non presente alla votazione, c’era ed era cosciente, come pure è cosciente che la gente non crede più, che la norma è a difesa dei più deboli, ma solo a difesa dei più forti, come sempre. Nessun Calabrese, stia tranquillo signor Vice Presidente, è interessato allo stato di salute di chicchessia, o alle abitudini sessuali o religiose, siamo invece tutti interessati a individuare dove vanno i flussi di denaro e di risorse che invece di portare sollievo e sviluppo alle fasce deboli, queste sì della popolazione, prendono altri canali purtroppo sempre gli stessi. Su questo tutto il consiglio deve operare una seria riflessione, una popolazione allo stremo che assiste a lauti banchetti, è capace di reazioni impensabili e straordinarie. Sarebbe opportuna una approfondita autocritica, per riavviare un rapporto con la gente dando forti segnali di discontinuità, rinunciando a tutta una serie di benefit e di autotutele che con il passare del tempo la politica si è data, distribuendo con intelligenza le cospicue risorse per avviare quel processo di sviluppo e riorganizzazione del territorio da troppo tempo atteso.Giorgio Durante Calabrialibre