Calopezzati cittadini di un Paese civile

Il circolo Sinistra Ecologia e Libertà “Pier Paolo Pasolini” di Calopezzati ha sentito il bisogno di farsi portavoce di uno stato di disagio che colpisce migliaia di utenti di Poste Italiane Spa. I comuni tutti del basso jonio cosentino soffrono di problemi economici annosi, cronici ed attenuati unicamente dal turismo stagionale. In tali comuni – ed in  articolare a  ossano, Cariati, Mirto-Crosia, Calopezzati e Mandatoriccio – esistono Uffici Postali che hanno un numero di dipendenti che resta inalterato durante l'intero arco dell'anno e già nei mesi invernali, quando cioè la popolazione non registra l'incremento dovuto alle presenze turistiche, il personale ha grosse difficoltà ad espletare la mole di lavoro necessaria a soddisfare le esigenze degli utenti locali. Nei mesi estivi, quando l'utenza arriva ad aumentare considerevolmente, l'intero sistema collassa e non è sufficiente lo stoicismo degli impiegati a sopperire alle lacune delle piante organiche: malgrado il loro impegno sfiancante ed ammirevole si ritrovano spesso oggetto degli strali e delle lamentele degli utenti, a loro volta esasperati dal disservizio in essere. Si pensi a tutti quei pensionati che bivaccano in coda molte ore prima dell'apertura dell'Ufficio, per non correre il rischio, tutt'altro che remoto, che finiscano i soldi; oppure ai frequenti guasti di linee telefoniche obsolete che impediscono il funzionamento del computer ed il conseguente blocco di ogni operazione; o più semplicemente per non correre il rischio di dover trascorrere intere mattinate al caldo di un Ufficio Postale per poter effettuare operazioni che spesso comportano pochi minuti. La privatizzazione ci era stata dipinta come il rimedio a tutti i disagi dovuti ad apparati burocratici grevi, elefantiaci e male organizzati, sottoproduttivi e di peso per le tasche della collettività. La rivoluzione aziendale all'insegna dello snellimento, dell'ottimizzazione delle risorse umane, dell'investimento sull'informatizzazione ha prodotto risultati magari positivi per il bilancio di Poste Italiane Spa, ma cosa ha restituito ai cittadini del basso jonio cosentino in termine di efficienza del servizio? Dallo status quo si evince che Poste Italiane Spa tenga poco conto delle esigenze dell'utente finale e dei propri stessi dipendenti anche in considerazione del fatto che per attenuare i disagi  tagionali sarebbe sufficiente integrare il numero delle attuali unità lavorative con l'assunzione di lavoratori trimestrali: non si tratterebbe di una soluzione definitiva, ma per lo meno aiuterebbe a far fronte ad una situazione di emergenza senza fine. Il termometro di un meridione che punta allo sviluppo è dato anche dalla funzionalità con la quale vengono espletati taluni servizi primari alla cittadinanza; da questo punto di vista la febbre dell'inefficienza sembra non guarire mai| Siamo certi che questa nostra comunicazione rappresenta una forma corretta di rivendicazione legittima di un diritto che non può non essere concesso in un Paese civile. Ci auguriamo che possa far convenire – con buon senso – Poste Italiane Spa alla ragionevole decisione di risolvere con tempestività e nel migliore dei modi un disagio che altrimenti peserebbe non poco sui cittadini, sui dipendenti e sul basso jonio cosentino che, rispetto ai disagi citati, merita di poter avere da Poste Italiane Spa finalmente un servizio!