Cartelle sbagliate chi paga?

Il botta e risposta, pubblicato nel periodo prenatalizio sulla Gazzetta del Sud, a proposito di Equitalia, e degli enti di riscossione, ha aperto un dibattito non ancora smorzatosi. La cortese telefonata del responsabile comunicazione ci ha indotto a riflettere su alcune cose, peraltro giuste nella loro genesi ma dimostratesi impraticabili nella pratica quotidiana. A partire dalla consultazione online del proprio estratto conto, onde evitare le interminabili file agli sportelli equitalia. Pur avezzi al mezzo informatico la registrazione per ottenere le credenziali di accesso è molto macchinosa, in ogni caso a completamento della procedura si deve attendere per posta i dati in arrivo entro 15 giorni, ciò è quando dichiarano loro. Restiamo in fiduciosa attesa, ma riteniamo che il mezzo informatico debba dare risposte, pur garantendo la sicurezza e la privacy in tempo reale. Invitiamo i dirigenti Equitalia a seguire la procedura, e magari ci provi pure il Ministro Tremonti. Come pure poco ci hanno convinto le prese di distanza dagli enti interessati alla filiera impositiva, sui quali si scaricherebbe la responsabilità degli errori, in realtà la mancanza di coordinamento e comunicazione è la reale causa di richieste illegittime, unita all'approssimazione di taluni enti, molto solerti nel chiedere ai contribuenti i pagamenti, ma molto poco solerti e puntuali nel comunicare sgravi o errori al terminale della filiera Equitalia. Certo le responsabilità di richieste illegittime o di duplicazioni di cartelle non sono tutte addebitabili all'ente esattore, ma altrettanto vero è che in questi casi non c'è responsabilità da parte del contribuente, il quale è però soggetto a tutta una serie di peripezie per dimostrare di avere ragione. Tra i numerosi casi segnalati, alcuni sono perfino grotteschi, come il caso di un'anziana signora che per anni ha ricevuto intimazioni da parte di Equitalia per il mancato pagamento dell'Ici di un immobile sito in un comune diverso da quello di residenza, ma che in realtà non è mai stato in suo possesso. Ogni anno la solita stancante trafila finchè un giorno la Signora non ha rivendicato la proprietà dell'immobile che le si voleva addebitare, se doveva l'Ici voleva significare che ne era proprietaria, la sua richiesta è rimasta inevasa ma almeno non riceve più intimazioni e cartelle. Come pure abbiamo raccolto decine di racconti su vessazioni infinite alcune risolte solo al momento dell'epilogo finale, cioè l'iscrizione ipotecaria o il fermo amministrativo, è il caso di una contribuente alla quale l'istituto bancario aveva erroneamente indicato due volte il proprio congiunto come autore del versamento, alla prima intimazione con ricorso di un professionista è stata chiarita la posizione a causa dell'errata imputazione della banca nonostante ciò a distanza di qualche mese la signora riceveva la notifica dell'iscrizione a ruolo per il presunto mancato pagamento, ancora una volta lo stesso professionista comunica per raccomandata in modo documentato l'avvenuto pagamento, ma alcuni mesi dopo Equitalia comunica l'avvenuta iscrizione con relativo fermo amministrativo di un automezzo di proprietà della signora. A quel punto andando in fondo alla vicenda si è evidenziata un'assoluta inadempienza da parte dell'Agenzia delle entrate, ricordiamo socio di maggioranza di Equitalia, la quale non aveva neanche vagliato le rimostranze della ricorrente, e di conseguenza non ne aveva fatto comunicazione all'ente preposto all'esazione Equitalia per l'appunto. I due esempi sono emblematici della leggerezza e superficialità con la quale si trattano queste cose importanti, con tutte le conseguenze per i cittadini vittime degli errori, gli unici davvero a pagarne le conseguenze, senza neanche le scuse da parte di coloro che l'errore o l'omissione hanno commesso. MDC Cosenza