Caso Calabria&#59 Inoltrata la richiesta

Lamezia Terme, 27/06/2007Richiesta Istituzione di una Commissione Parlamentare sul “Caso Calabria”Pur nell’assoluto rispetto del principio Costituzionale della presunzione d’innocenza fino a condanna definitiva, nel rispetto del lavoro della Magistratura e non intendendo in alcun modo demonizzare i consiglieri e dirigenti regionali sotto indagine, anzi nella speranza che le indagini si concludano nel più breve tempo possibile, “Ammazzateci tutti” e “Calabrialibre” non possono però non farsi portavoce del crescente sentimento di sfiducia dei cittadini (e dei giovani soprattutto) nei confronti delle Istituzioni regionali, le quali appaiono giorno dopo giorno sempre più coinvolte in torbide tresche affaristico&#45politiche ed in balìa di più di un comitato d’affari. Nell’immaginario collettivo ormai il Consiglio Regionale appare sempre più come una “merchant bank dove non si parla inglese” che come la massima Istituzione della democrazia nella nostra regione, laddove la Magistratura è stata persino costretta ad inviare reparti speciali dei Carabinieri per perquisire gli uffici dell’Istituzione.I calabresi provano una vergogna indicibile per questa incredibile situazione, e con la loro indignazione non vogliono fermarsi al semplice giustizialismo, ma desiderano fortemente chi si volti pagina e ci si riprenda l’onore delle nostre Istituzioni democratiche, anche agli occhi dell’intera nazione e dell’Europa. In Calabria si è andati oltre alla crisi della politica e di rappresentanza dei partiti, si è giunti a devastare il senso dello Stato e delle sue Istituzioni nei cittadini, specie nei più giovani. E questo è un “reato” forse ancora più grave di quelli ipotizzati dalla Magistratura inquirente, perchè certi atteggiamenti e certe situazioni già conclamate hanno fatto passare nell’immaginario collettivo il fatto che se si vuole fare impresa, professione, anche semplice lavoro in Calabria bisogna passare attraverso le forche caudine della sottomissione alle lobbies di potere politico&#45affaristico&#45massonico&#45mafioso che hanno trasversalmente occupato la Cosa Pubblica in Calabria, come d’altra parte ha già più volte e con forza affermato sia la Direzione Nazionale Antimafia diretta dal procuratore Piero Grasso, sia il super Prefetto di Reggio Calabria Luigi De Sena. Ad entrambi, ed a tutti gli organi dello Stato che stanno indagando sul “caso Calabria” deve andare il plauso e la gratitudine di tutti i calabresi onesti. Al contempo è impossibile non constatare che il Consiglio regionale della Calabria è purtroppo quello con minor legiferazione di tutta Italia e che dall’omicidio del Vicepresidente del Consiglio regionale, Francesco Fortugno, la massima Assise calabrese sembra di fatto paralizzata, e non certo per il doloroso evento (basti pensare che per eleggere il sostituto di Fortugno ci siano voluti ben 11 mesi e che questa elezione, tra l’altro sia divenuta addirittura motivo di contesa partitica tra le forze della maggioranza).Alla luce di tutto quello che ormai appare evidente, le nostre due organizzazioni, insieme ad altre che già hanno dato la loro piena adesione all’iniziativa, auspicano che sia istituita dal Parlamento una Commissione parlamentare straordinaria d’inchiesta sul caso Calabria, per individuare, al di fuori delle questioni giudiziarie, lo stato delle Istituzioni, le infiltrazioni delle cosche, come già denunciato dal dott. De Sena, la gestione dei fondi comunitari e nazionali, degli appalti, e delle consulenze e assunzioni nell’ambito della pubblica amministrazione e negli enti pararegionali, consorzi, osservatori, e nuclei di valutazione. Chiediamo altresì che venga passata letteralmente al setaccio ogni struttura regionale per verificare ogni singola posizione del personale assunto a qualsiasi titolo, sia per quanto concerne gli eventuali rapporti di parentela di primo grado con consiglieri regionali, sia soprattutto relativamente ai rapporti a qualsiasi titolo ravvisabili tra ogni dipendente assunto e centri di potere non riconducibili alla politica. Già in passato il Parlamento, nella sua alta veste di massimo rappresentante del popolo italiano e degli interessi supremi della Nazione, ha istituito apposite commissioni d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti e sulle attività illecite ad esso connesse, sui casi di morte e gravi malattie che hanno colpito il personale italiano impegnato nelle missioni militari all’estero, sul fenomeno degli infortuni sul lavoro. “Ammazzateci tutti” e “Calabrialibre” chiedono pertanto ai Presidenti di Camera e Senato, al Presidente del Consiglio, al Ministro dell’Interno ed a tutte le forze politiche nazionali di voler valutare la possibilità di istituire una Commissione parlamentare speciale sulla “Questione Calabria”, dando la possibilità di affiancare ai parlamentari che vi prenderanno parte anche cittadini (giovani, parti sociali, imprenditori, mondo delle professioni e dell’associazionismo), magistrati e garanti delle più alte Istituzioni nazionali. Una Commissione con compiti non solo di indagine conoscitiva ma soprattutto propositiva è un atto dovuto, non più procrastinabile, per conoscere realmente lo stato di degrado delle Istituzioni regionali e ridare fiducia a tutti i calabresi, che sanno benissimo che per ottenere Giustizia non è affatto utile criminalizzare tutto e tutti, proprio perchè la colpa di tutti &#45 alla fine &#45 sarebbe la colpa di nessuno.Si chiede al Presidente della Giunta regionale, facendo appello al suo senso delle Istituzioni e dello Stato, di sostenere e promuovere anch’egli questa istanza in tutte le sedi istituzionali ed in particolare in quelle in cui egli è direttamente presente.Ridare l’onore alla Calabria ed ai calabresi deve essere il punto di arrivo supremo di questa iniziativa, e si devono superare perciò tutti gli ostacoli che potrebbero derivare da interessi personali o di parte. Si comunica inoltre che a breve sui siti www.ammazzatecitutti.org e www.calabrialibre.it sarà aperta un’apposita sezione sulla “Questione Calabria” e sul prosieguo dell’iniziativa da oggi promossa.IL MOVIMENTO “E ADESSO AMMAZZATECI TUTTI” – L’ASSOCIAZIONE “CALABRIALIBRE”Nelle Persone di Aldo Pecora e Giorgio Durante rappresentanti dei due movimenti