Catanzaro Turbolenta

Sta per entrare in funzione, in localita&acute&#59 S. Francesco di Simeri Crichi, alle porte di Catanzaro, una centrale termoelettrica EDISON alimentata a gas metano, fonte energetica non rinnovabile al pari del petrolio La centrale e&acute&#59 stata autorizzata con decreto ministeriale 10.05.2002 n° 7127 (click qui per visualizzare il decreto) L’impianto avra&acute&#59 una potenza di 800 MW (800 milioni di Watt) e produrra&acute&#59 nelle 8.000 ore di funzionamento annue circa 6.400.000 MWh usufruendo di sovvenzioni pubbliche derivanti da agevolazioni assegnate all’energia prodotta da fonti rinnovabili o assimilate (i famigerati CIP6 o certificati verdi) La centrale termoelettrica brucera&acute&#59 oltre 1 miliardo di metri cubi di metano all’anno, un consumo di 50 volte superiore a quello dell’intera citta&acute&#59 di Catanzaro che nell’anno 2001 ne ha consumato poco meno di 20 milioni di metri cubi (FONTE ISTAT).La centrale in un solo anno immettera&acute&#59 in atmosfera circa 1.700 tonnellate di ossidi di azoto, 2.272.000 tonnellate di anidride carbonica, 1.500 tonnellate di ossidi di zolfo e 600 tonnellate di particolato atmosferico della frazione piu&acute&#59 grossolana (PM10) (Qui altre informazioni sulle emissioni delle centrali a gas naturale) Queste sostanze rilasciate in atmosfera svilupperanno particolato secondario ed ozono (altre informazioni qui). In particolare il raggio d’azione del particolato in presenza del quale sono opportune alcune cautele (PM10 &#45 Consigli e cautele per la popolazione) puo&acute&#59 raggiungere le centinaia di chilometri in linea d’aria, essendo direttamente proporzionale alla velocita&acute&#59 ed alla direzione dei venti ed al tempo di stazionamento in atmosfera (da ore ad intere settimane, altre informazioni qui)Il particolato atmosferico e&acute&#59 costituito da particelle inorganiche talmente piccole da poter essere inalate e, attraverso gli alveoli polmonari, assorbite dal sangue che puo&acute&#59 veicolarle verso ogni organo o tessuto del corpo umano dove, accumulandosi, possono dar luogo a processi flogistici e degenerativi meglio noti con il nome di nanopatologie fenomeno fatto oggetto di indagine scientificaLa UE (Unione Europea), nell’ambito degli studi sull’inquinamento atmosferico e del programma Aria Pulita per l’Europa (Clean Air For Europe) ha stimato in 348.000 morti premature e 21.400 casi di decessi dovuti all’ozono i costi annui dei danni da esposizione a queste sostanze (informazioni sull&acute&#59inquinamento atmosferico). Il dibattito sull’impatto ambientale (qui il video di una conferenza del Dott. Nicola Armaroli) causato dall’insediamento di una centrale turbogas in territori dove non preesistono installazioni similari si e&acute&#59 acceso negli ultimi anni in conseguenza del proliferare di queste centrali e della costituzione di numerosi comitati che si oppongono alla loro installazione ( http://www.modugno.it/doc/cp/2005_02_05_centrale.pdf ) ed ai danni causati (http://www.comitati&#45cittadini.net/MedicinaDemocratica/Documentazione.htm).Esistono sistemi tecnologici, frutto di ricerche cofinanziate, fra gli altri, anche da EDISON (ricerche) come la riduzione catalitica selettiva, i catalizzatori di ossidazione, l’abbattimento in torre di raffredamento ed i reattori SCONOx che consentono un abbattimento delle emissioni inquinanti e della successiva formazione di particolato secondario ed ozono(informazioni su tali tecniche)Il D.Lgs. 4.8.1999 n. 351 in attuazione della direttiva 96/62/CE sulla qualita&acute&#59 dell’aria ambiente pone tra i suoi obiettivi il mantenimento della qualita&acute&#59 dell’aria ambiente laddove e&acute&#59 buona ed il miglioramento negli altri casi.In Calabria, risultano ad oggi autorizzate almeno altre cinque centrali simili: Altomonte (Cs) gia&acute&#59 operativa, Scandale (Kr), Pianopoli (Cz), San Ferdinando d’Aspromonte (Rc) e Rizziconi (Rc) : se si moltiplicano i fattori inquinanti per il numero di centrali previste e si rapporta il raggio d’azione alle condizioni dei luoghi ed ai venti prevalenti non sara&acute&#59 difficile immaginare un impatto disastroso sulla qualita&acute&#59 dell’aria ambiente dell’intera regione con pesanti ricadute anche sull’agricoltura e sul turismo.