Che cosa fare?

Di fronte all&acute&#59immobilismo, alla palude, allo stagno nauseabondo, al gattopardismo imperante del “cambiar tutto perchè, in realtà, non cambi assolutamente nulla”(vedi Partito Democratico),al camaleontismo e all&acute&#59ormai spudorato e indecente trasformismo politico, rigorosamente, trasvesale, urge porsi un quesito: “CHE COSA FARE?”.Un ulteriore buon segno viene, come accade ormai da tempo in Italia, per la consapevole “latitanza”, omissione e “collusione” della politica, dalla Magistratura attraverso,il Gip Clementina Forleo che restituisce al mittente le attestazioni di “finta” e “formale” solidarietà che le provengono da più parti.Anche noi, ome cittadini comuni, siamo, in realtà, ormai allergici e insofferenti dinnanzi ai soliti “teatrini”,come alle parate e sfilate dei politici,in occasione di eventi tragici e che si sarebbero potuti evitare e prevenire, alle “maschere”, al “gioco delle parti” e al “politically correct”…Di ben altra natura e sostanza dovrebbe essere l&acute&#59azione politica per testimoniare,solo nei comportamenti, con le decisioni e nei fatti, il Suo pieno rispetto verso lo Stato di Diritto e, quindi, verso l&acute&#59Organo giurisdizionale,in ogni momento (e non “a fasi opportunisticamentealterne”) e verso tutti i Suoi rappresentanti.Sarebbe sufficiente che il Governo proponesse e il Parlamento approvasse, in tempi rapidi(come sa e riesce a fare, in tanti altri casi, forse non ugualmente importanti e urgenti) quelle riforme necessarie e non più rinviabili dei Codici e un sistema di leggi più efficiente ed efficace(non certo la Legge Boato e tutte quelle che riconoscono varie immunità, privilegi, discriminazioni e sottese impunità contro la corruzione, il malaffare e le varie mafie e “caste”), se veramente chi governa,che sia di Destra, di Centro o di Sinistra, avesse a cuore e volesse impegnarsi per la Legalità, la Trasparenza e l&acute&#59Uguguaglianza di tutti i cittadini dinnanzi alla Legge. E allora ecco emergere impellente, per i cittadini, il quesito: CHE COSA FARE?E la conseguente riflessione sui mezzi e sui fini.Leggi di iniziativa popolare, referendum abrogativi(e perchè no, in futuro, propositivi), permanente mobilitazione, collettivizzazione dell&acute&#59indignazione, del malcontento e dell&acute&#59aperto dissenso sono tutte forme utili e apprezzabili.Occorre, tuttavia, accedere a strumenti più efficaci di vero e proprio boicottaggio, ostruzionismo, interdizione,allestimento di liste civiche, espressione veramente popolare, campagne di informazione e contro&#45informazione,di sensibilizzazione e perchè no, di astensionismo, magari,come “extrema ratio”, restituendo al mittente, con atto palese di protesta ufficiale, le nostre tessere elettorali.C&acute&#59è, insomma, da discutere sui mezzi e sui fini da adottare, perchè sia praticabile una democrazia, nella forma e nella sostanza, partecipativa in Italia e, quindi, in Calabria.La parola d&acute&#59ordine è, in ogni caso:RESISTERE, RESISTERE E RESISTERE.