CHE FARE PER QUESTA REGIONE?

Non c’è giornata televisiva senza una trasmissione sulla Calabria, in cui parlano politici e politologi: c’è chi denuncia lo stato comatoso della giustizia, chi illustra sapientemente di quante cosche è composta la “ndrangheta”, chi ritiene di aver trovato il bandolo della matassa con un superprefetto di polizia e chi infine ci viene a dire ciò che dovremmo fare per sconfiggere la malavita e per avviare lo sviluppo economico. Ha ragione Sergio Abramo, già sindaco di Catanzaro, il quale dice: basta con queste liturgie, rimbocchiamoci le maniche e lavoriamo, senza distinzione di ceto, religione o appartenenza ai partiti. Lo sviluppo non ha colore; non è di destra e né di sinistra. Si tratta di sfidare noi stessi sul “fare bene”. E’ vero che una buona percentuale di calabresi è attestata sul “non fare” e non si pone proprio il problema del “fare bene”. Costoro si annidano in tutti i gruppi sociali, compresi gli intellettuali. Questi ultimi sono molto rumorosi e spesso qualcuno di loro si distingue per l’assalto astioso contro le persone che si cimentano in programmi e realizzazioni. Noi, per nulla disturbati da questi “rivoluzionari della parola”, continuiamo sulla nostra strada costruttiva per raggiungere risultati concreti a favore del popolo calabrese; a tal fine valorizzeremo tutti coloro che escono dal torpore e dimostrano voglia di “fare bene”. Perché non sempre “fare” è positivo, occorre anche la parola “bene”. Ad esempio, il “fare” tramite un commissario ambientale è stato un fallimento, come ha dimostrato l’operato della Giunta di centro-destra, “testarda” nel chiedere il commissariamento. Non si comprende perché a tutt’oggi non si cambi strada e si avvii una nuova e normale gestione dei rifiuti solidi e della depurazione delle acque, secondo la programmazione prevista dalle leggi vigenti.Ho letto che gli uffici del commissario sono stati azzerati; attenzione che l’azzeramento non significhi solo occupazione simmetrica dei posti da parte dei nuovi amministratori; le conseguenze negative si scaricherebbero sulla popolazione e la Calabria, in fatto di tutela e miglioramento dell’ambiente, resterebbe al palo.Qualcuno potrebbe osservare che molto dipende dalla moralità degli uomini; è vero. Ma quanti uomini considerati probi, di fronte alla facilità di procurarsi danaro, si trasformano in ladri?“Fare bene” non basta dirlo; anche questo è vero. I programmi delle forze politiche però devono essere chiari. Sulla costruzione di una grande opera pubblica ad esempio, ritenuta indispensabile allo sviluppo del territorio, bisogna essere seri e dire quel che si pensa senza timori di essere controcorrente. Nella mia purtroppo lunga carriera accademica ho svolto molta parte della ricerca scientifica sulla salvaguardia dell’ambiente. L’Università “La Sapienza”, in questo campo, ha dato contributi di valore internazionale, che hanno consentito di risolvere, con nuove soluzioni tecnologiche, i problemi di gestione idrica, dei rifiuti e di impatto ambientale delle grandi opere. E’ naturale quindi la vicinanza a quanti si battono perché non si faccia scempio del proprio territorio. Ciò non vuol dire però che il territorio vada lasciato nella configurazione voluta dai nostri avi.L’uomo ha sempre dovuto trovare un equilibrio dinamico nel costruire il proprio territorio. Bene hanno fatto i sindaci ed i partiti, al di là delle frange estreme, a sostenere il programma europeo della mobilità, che comprende i due grandi corridoi europei Palermo-Berlino e Lione-Kiev. Quest’ultimo o passa lungo il Po, oppure al di là delle Alpi, emarginando così l’Italia. E’ per questi motivi che nei giorni scorsi ho apprezzato le posizioni ragionevoli di alcuni uomini del centrosinistra, come Fassino, Rutelli, Di Pietro e Sbarbati. Questi alti dirigenti di partito, compresi i rappresentanti di Italia dei Valori e dei Repubblicani Europei, in merito alla costruzione del programma dell’Unione, possono pesare e far pendere la bilancia dalla parte della concretezza. Associazioni culturali come Procalabria e Calabria-Libre guardano con fiducia e attenzione a loro, che sono in consonanza con l’ex sindaco di Catanzaro quando afferma: basta con le analisi infinite, occorre finalmente passare ai fatti.Aurelio Misitiwww.procalabria.it