CHE MONDO SAREBBE SENZA MASTELLA?

“CHE MONDO SAREBBE SENZA MASTELLA?” di Sandro RuotoloEccomi a Catanzaro. Sto seguendo per Annozero la vicenda che coinvolge un magistrato della procura della repubblica del capoluogo calabrese, Luigi de Magistris, e il ministro più amato dagli elettori del centrosinistra, Clemente Mastella. E´ incredibile quello che sta succedendo qui. C´è una regione, anzi due regioni che si stanno mobilitando a favore del pubblico ministero, titolare di numerose inchieste che riguardano la corruzione e che vede protagonisti pezzi della magistratura, delle istituzioni, faccendieri e imprenditori. Calabria e Basilicata, ovvero Catanzaro, Potenza e Matera. C´è il ministro “dell´ingiustizia” che ha chiesto al Csm di trasferire preventivamente il magistrato che in una delle inchieste ha riscontrato numerosi contatti tra il “nostro di Ceppaloni” e gli indagati e nella quale compare il nome di Romano Prodi. Migliaia e miglia di firme sono state già raccolte in pochi giorni e l´ɖ ottobre quando il Csm dovrà decidere sulla richiesta del ministro, dalla Calabria e dalla Basilicata (Regione interessata dall´inchiesta sulle toghe lucane del Pm) partiranno pullman con destinazione la sede del Csm. I numeri, forse, potranno far sorridere ma vedere mille ragazzi a Catanzaro partecipare ad una manifestazione di solidarietà per un magistrato è una cosa straordinaria. Certo, la gente è scesa in piazza ai tempi di Mani pulite per difendere il pool di Milano quando il governo Berlusconi voleva “la resa”. Ma oggi c´;è una “Casta” che comprende quasi tutti e che vuole difendersi dai pochi magistrati che fanno il loro dovere e che perciò sono diventati loro i”deviati”. Non si era mai visto che un ministro chiedesse l´;allontanamento “preventivo” di un sostituto procuratore mentre fa un´indagine. La politica che controlla la magistratura? C´è un filo che lega il Vaffanculo day di Beppe Grillo a questa mobilitazione calabrese e lucana. Il bisogno di giustizia reale.Il “Si al Parlamento pulito” di Beppe Grillo, in Calabria dove ci sono ben 32 consiglieri regionali inquisiti a vario titolo. vuol dire che per un lavoro bisogna passare da un politico. E la gente non ne può più. Ma c´è, anche, la percezione che tutti i politici siano uguali. .