Che Succede nelle Scelte Elettorali?

Se la politica non fosse malata avremmo assistito a scenari sensibilmente diversi rispetto a quelli che ci prospettano le recenti candidature, e se pure si sa che con i se si fanno solo castelli di sabbia o ologrammi virtuali cerchiamo lo stesso di sviluppare un minimo di ragionamento. La legge elettorale, mettendo tutto nelle mani dei partiti consente loro di effettuare scelte in grado di raccogliere consensi e contemporaneamente esprimere capacità e sapere fare nelle aule parlamentari. Ne consegue che un equilibrato mix fatto di (autorevoli) dirigenti di partito e persone più o meno vicine (“di area”) pronte a convogliare consensi che altrimenti difficilmente sarebbero arrivati e nello stesso tempo di profilo e caratura d´;un certo livello sarebbe stata la mossa vincente e convincente. Così non si è proceduto, in nessun caso: promozione generalizzata di quadri di partito, fuga dalla Regione, qui e lì qualche ciliegina, ma povera, sparuta, ininfluente. Così, al massimo, i partiti puntano a conservare i voti ottenuti, non certo a crescere, con l´incognita di non poco conto rappresentata dai mugugni e dagli scontenti, alcuni accasati altrove, altri pronti a fare nuove liste, altri ancora, demotivati e senza prospettive ideali e personali. E´ il caso di chiedersi che sta succedendo. Sempre, alle elezioni, quando si fanno le liste, pare che succede il quarantotto, poi tutto più o meno rientra: questa volta si assiste a qualcosa di segno e intensità diversi, che attraversa tutti i partiti. E passa per la Regione. Da una parte un non riconoscersi nei gruppi dirigenti, non attribuire loro autorevolezza e credibilità, un affievolersi progressivo dei partiti come luoghi naturali della discussione, dell´elaborazione, delle scelte. Dall´altra uno stand by preoccupante nell´attività della giunta regionale che dopo il delitto Fortugno ha investito tutto nella retorica dei ragazzi di Locri per cercare invece vie di fuga nell´inazione generale. Che fanno tre viceministri (o sottosegretari)? Perchè assessori e il vicepresidente (di diversi partiti sono, Adamo, Morrone e Loiero) si candidano al Parlamento? E anche Morelli, Occhiuto e chi sa quanti altri dell´opposizione, vogliono andare a Roma. Sarà pure, come dicono Loiero e Pirillo, che non ci si riconosce nelle candidature fatte che non esprimerebbero la pluralità e la capacità di raccogliere voti, ma com´è che gli “amici” non saranno “lasciati soli”, e si accompagneranno, nientemeno, con la nuova formazione politica dell´assessore Donnici? E fra questi “amici” ci sono pure, essenzialmente, quelli che transitando da altri schieramenti hanno contribuito a far stravincere Loiero, ma evidentemente, ora chiedendo dazio. Non è che nella testa di più d´uno si fa avanti decisamente il timore che in Calabria è difficile fare qualcosa, che subentra la paura per l´incolumità personale, che certe relazioni cercate e coltivate, nella convinzione che si sarebbero piegate alle ragioni della politica, ora si mostrano molto molto più difficili da gestire e mostrano risvolti preoccupanti, allarmanti? Insomma, ci sono zone d’ombra molto, troppo estese e speriamo che le elezioni serviranno a fugarledi Massimo Veltri