Chi può mai dire di … Melina Rende

Chi può mai dire di conoscere bene chi!?Quanti portano maschere “perbene” e se li incontri per strada o le incontri per strada non diresti mai: .Il punto è “Chi può mai dire di conoscere bene chi!?”, e qui la mia nonna Chiara avrebbe ragione a dire che, per conoscere qualcuno, bisognerebbe mangiarci almeno un Kg di sale. Il paradosso sta proprio qui che quello che passa nella mente e nel cuore delle persone è spesso assai oscuro e oscurato:- dai pregiudizi, per cui basta poco a dar della “puttana” a chi mostra d´;esser libera di sè- dalla malafede, perchè è più semplice buttare addosso a chi non si conosce i propri vizi e dis-qualità- dal preconcetto maschile e provinciale che un uomo, sia pur vestito da frate, è sempre un uomo e si è propensi a buttare “merda” su chi, magari per caso, donna, suora, o santa o puttana, si ritrovi ad avvicinarlo, per qualsivoglia ragione.Io non conosco Fedele, non do il “don” nè il “padre” perchè ha un nome con cui chiamarsi, e non conosco la suora che ha denunciato Fedele…Ergo, non solidarizzo nè contro l´;uno nè contro l´altra, come a Cosenza e in qualunque borgo di provincia si usa fare, a buttar discredito o sull´uno o sull´altra, processando entrambi, l´uno perchè è un frate e certe cose non dovrebbe farle, giacchè la regola è quella dell´astinenza sessuale, l´altra perchè “certe cose” non dovrebbe neanche saper cosa sono, ossia lo stupro, la violenza della propria dignità di donna, giacchè “l´abito” dovrebbe salvarla da tali delitti sulla persona.Alcuni dicono che Fedele sia il bersaglio di un complotto, perchè frate dissidente e “rompino” verso il sistema costituito, e da lì a rivoltare il “passato oscuro” della suora.Ella diventa, agli occhi dell´opinione pubblica, non soltanto una “bugiarda e basta”, come sarebbe lecito definirla, se mentisse, ma soprattutto, diventa, per l´occhio comune, giacchè è una donna e una suora, insieme,”doppiamente puttana”.La diabolica abitudine di istruire processi di piazza e mediatici li investe, offendendo la dignità di entrambi, suora e frate; si tirano fuori tutti i “si dice” e i “lo sai che”, che finiscono per capovolgere l´unico dato certo, che afferma che si è innocenti fino a prova contraria, l´una e l´altro, beninteso!E le prove devono essere prodotte da chi è stato accusato e, se non son veritiere, che paghi per il delitto commesso, o sia scagionato appieno e che l´accusatrice, se mente, sia perseguita per le sue affermazioni mendaci, in sede civile e penale, abito o non abito che portino. E se afferma il vero, chi le darà indietro la pulizia di un´immagine sporcata doppiamente, come donna e come suora!?