Colonizzazione in Calabria? Quando Mai

Il colonialismo era ed è ancora un insieme di azioni e di politiche voltue per curvare verso interessi di potenza stati e popoli ritenuti arretrati, immaturi, incapaci di autogovernarsi. Con il condimento non secondario di sfruttamenti rapinosi di risorse e imposizione di modelli estranei e conflittuali a quelli colonizzati. I colonizzatori spesso sono stati aiutati da complicità interne ai colonizzati, con caudilli fantoccio, espressioni e portatori di interessi propri e nascosti dietro il velo di una governabilità autoctona mentre era vero esattamente il contrario. Ma poco importava: il caudillo restava in sella fino a quando le lotte di liberazione lo buttavano giù.C´è chi vede elementi di contiguità fra il colonialismo geopolitico e quello che sta succedendo nella composizione delle liste elettorali in Calabria e in particolare nei Democratici di Sinistra. Qualcosa che a dirla tutta non è una novità assoluta: ricordiamo recentemente Occhetto e prima tante personalità scese in Calabria a guidare il PCI (Mussi, e non solo lui) a fare il capolista alle elezioni politiche (Valentini, Villari e altri).Quindi è un’abitudine antica. Ma questa volta non solo il lupo perde peli massicciamente, ma ricade pericolosamente nel vizio di fronte alla necessità di far emergere dalla Calabria una rappresentanza parlamentare capace di spendersi per rianimare l´encefalogramma piatto calabrese e di fronte ai tanti impegni che la deputati e senatori dovranno assumersi come parlamentari e uomini di governo. E che bella pensata scatta allora nella testa dei machiavelli calabresi e romani? Nicola Latorre deve stare in Parlamento (e’ vero, perché è bravo), ma invece che in Puglia lo facciamo votare dai calabresi. Tanto loro non hanno nessuno con la statura adatta ad andare dignitosamente in Parlamento (tranne qualcuno), poi accettano tutto silenziosamente. Inoltre così non intasiamo il recinto di chi deve continuare a comandare, non gli mandiamo nessuno che mette in discussione i capi. Tanto senza Latorre o chi per lui cosa cambia per la Calabria, regione che non interessa nessuno se non per le cronachette, gli scandalucci e cose amene di questo tipo. Non sanno autodeterminarsi, non sanno neanche reagire al cumulo di fango che quotidianamente gli viene rovesciato addosso o che loro stessi contribuiscono a farsi gettare addosso. Così su due possibili eletti al Senato abbiamo Latorre primo e la vedova Calipari al secondo, Iovene uscente è terzo e quindi fuori o comunque declassato. Iovene ha operato bene in parlamento e politicamente e la signora Calipari alla quale va il rispetto e l´affetto per quello che soffre dopo la morte del marito che c´;entra? Può portare voti dovuti alla stima e alla commozione ma con la politica che c´entra? Latorre e Calipari come possono contribuire a farci uscire dalla emarginazione in cui viviamo? Intanto, le due operazioni, imposte, così pare, da Minniti, sono giudicate con soddisfazione da Adamo che si dice contento delle scelte: contento lui. Eppure c´era una commissione regionale dei Ds che doveva decidere sulle candidature e sono iniziate in questi giorni le consultazioni con le sezioni per arrivare alle candidature. Che senso hanno? Che fanno? Aspettiamoci altre novità di significao uguale a quelle già decise e anzi peggio perché Latorre comunque è bravo ed è di una regione almeno confinante. Ma se Atene piange Rifondazione Comunista non ride perchè candida sempre al senato Falomi senatore uscente laziale passato con Occhetto al gruppo misto e ora con Folena arrivato da indipendente sulle generose sponde del partito di Bertinotti, che ha posto per i no global e per i liberal occhettiani.Morale della favola, in Calabria non c´è nessuno che può aspirare al parlamento e i calabresi devono essere diretti e rappresentati da esperti o carismatici esponenti di altre regioni e provenienze. I calabresi se pure qualche volta sono un po’ violenti alla fine accettano tutti, come nel Borneo e a Guadalupe: sì buana! Quello che conta davvero è che i machiavelli locali rimangono saldi e forti nelle loro centrali di comando. In conclusione, forse chi parla di colonizzazione non sbaglia assa, ma l´anello al naso ce l´abbiamo pure?di CHI CRITICA E NON ROSICA