Come Finirà al Comune di Cosenza?

La situazione a Palazzo dei Bruzi si sta facendo sempre più complicata, in attesa che si convochi il Consiglio Comunale e si vada a qualche soluzione. E’ vero che il documento di sfiducia, con tanto di firme, è lì, depositato, me quel documento va votato in sede istituzionale, e con un quorum superiore a quello del numero delle firme. E i manciniani non lo hanno firmato, nella Margherita non sono pochi gli incerti, e fra gli altri c’è chi pubblicamente asserisce che la sfiducia l’ha firmata, sì, ma che vuol dire… si vedrà poi quello che farà. Insomma, la determinazione dei Ds pare non abbia fatto molti proseliti, mentre le scadenze incalzano. Una di queste, di certo la più significativa, è data dalle elezioni politiche di aprile, un’altra dalla possibilità tecnica di andare entro la primavera 2006 al voto anticipato al Comune di Cosenza, un’altra ancora dal voto a Rende. Più di uno si interroga sull’opportunità politica di sciogliere il Consiglio Comunale a Cosenza a pochi mesi dal voto alle politiche: che messaggio si lancerebbe all’opinione pubblica con la delegittimazione dell’unico sindaco di centrosinistra nelle città capoluogo calabresi? E poi che si farebbe? Perugini, Mancini, Catizone, tutt’e tre aspiranti alla poltrona di Sindaco, mentre incalzanti si rincorrono le voci circa una scesa in campo di Pino Gentile, e non nel centrodestra, con un’overdose conseguente di confusione imperante. Intanto Mancini aspetta una sua candidatura, certissima, al Parlamento, Gentile (Tonino) la sua al Senato, con Forza Italia, Principe tesse la rete per rientrare nelle grazie diessine e aver il suo buon seggio, con il conseguente scioglimento del busillis del sindaco a Rende (e Talarico quindi in pool position, se vince le resistenze che settori importanti del suo stesso partito gli oppongono). Salvatore Perugini è lì, pronto a correre per la poltrona di primo cittadino, ma da sola la Margherita non la può spuntare, soprattutto stante la concomitante aspirazione di Mancini a incassare l’accoppiata deputato-sindaco, e i malumori di settori diessini che non vorrebbero premiare la Margherita, dopo che questa più di altri si sta frapponendo alla defenestrazione di Catizone. Perugini Sindaco favorirebbe la salita di Franco Bruno a candidato in posizione utile al Senato, mentre se il disegno salta tutto si rimette in gioco. Un bel giochino, appunto, nel quale si fa fatica a capire dove sta la politica, mentre non è difficile scorgere i posizionamenti, le aspirazioni personali, le duplicazioni di cariche dei “masters of politics”. E della città non si parla, di quello che è, che deve diventare, mentre i Ds è come se fossero dei convitati di pietra una volta incassato il Presidente della Provincia, la carica forte di Adamo alla Regione: per favore stiano zitti e buoni, tanto chi avrebbero da proporre… (Ma di cose da fare forse sì, o no, o non conta?). Ogni tanto riaffiorano le suggestioni delle primarie, usate, pare di capire, in termini del tutto strumentali e di comodo: ma, per favore, se primarie saranno, a Cosenza, a Rende, più difficilmente alle politiche, che non siano una presa per i fondelli. Non so chi, fra cenoni e feste in piazza, ha avuto modo di sfogliare il libro appena uscito di Cesare Salvi e Massimo Villone: è una rappresentazione lucidissima del professionismo della politica, della politica come mestiere, delle retribuzioni dei politici: quindi della difficile riforma della politica, a meno che non si recuperi il messaggio di Enrico Berlinguer, due giorni fa rievocato da Eugenio Scalfari, sulla questione morale e sulla politica come servizio; a meno che le parole pronunciate di recente da Vannino Chiti, coordinatore della segreteria nazionale dei Ds, sulla questione Unipol-Fiorani e c., non rimangano estemporanee dichiarazioni fini a se stesse. Si coglie, ed è diffuso e profondo, un forte anelito al cambiamento, una forte presa di distanza dalla politica com’è oggi: si sarà in grado di raccogliere queste domande, questi messaggi, farli propri e canalizzarli verso mete positive?di Massimo Veltri