Commissariare le Procure colluse

Come per i consigli comunali che vengono sciolti per infiltrazione mafiosa, anche le Procure che con comportamenti omissivi di fatto sostengono il malaffare, vanno anche esse commissariate. La proposta sappiamo bene che non ha fondamento giuridico-normativo ma questa provocazione vuole mettere in primo piano un problema reale. Quante sono le Procure che di fatto sono soggette ai poteri forti? Le vicende di Potenza, Matera, Catanzaro, Crotone, Vibo Valentia ecc. non sono indicative di una vulnerabilità della macchina della giustizia? La vicenda de Magistris ci ha insegnato che la Politica, unitamente a massoneria, a pezzi deviati dello Stato come pure i vertici di alcune istituzioni, coalizzate hanno una forza eversiva tale da riuscire a far trasferire un Magistrato “ficcanaso”. Le Procure calabresi sono quasi tutte normalizzate, assopite e soprattutto assoggettate ai poteri forti come sopra rappresentati e a questi rispondono intere Procure, mettendosi sotto i piedi ogni istanza di giustizia che proviene dalla società civile. Ormai gli esempi sono tanti che riesce difficile non immaginare una reazione moralizzatrice, che non può non venire dal didentro delle Procure stesse. Il caso di Crotone è emblematico, il Dott. Bruni ha fatto saltare il tappo, e come il Dott. Bruni altri giovani magistrati mettono in gioco la propria carriera per affermare gli alti valori della legalità e della giustizia. La pesante aria che si respira in alcune Procure calabresi, è causata dalla preoccupazione dei vertici per la presenza di queste schegge impazzite, tali sono considerati i Luigi de Magistris, i Giuseppe Greco, i Bruni e i tanti altri che hanno giurato fedeltà alla democrazia costituzionale, disdegnando altri giuramenti o ammiccamenti collusivi, che di fatto rendono facile una carriera in Magistratura.