Commissioni sul tartufo: scoppia la polemica

Roma, 30 dic. (Adnkronos/Ign) – Calabresi estimatori di tartufo. E´ proprio il caso di dirlo visto che la Regione Calabria tra 60 nuovi organismi proposti con legge, conta anche una “Commissione nominata dal comitato tecnico per l´accertamento della specie di tartufi´´ e una ´´Commissione per valutare l´idoneità dei raccoglitori di tartufi´´. Iniziative politiche bacchettate, peraltro, dalla Corte dei conti che denuncia la mancanza di copertura finanziaria. Un caso ´al tartufo´, dunque, che suscita curiosità e polemiche. E sulla questione delle commissioni sui tartufi interviene l´assessore all´Agricoltura della Calabria Mario Pirillo. ´´Stiamo parlando di proposte di legge che, come tali – dice all´ADNKRONOS-, giacciono in Consiglio regionale: proposte che devono essere discusse, approfondite, magari anche modificate, ma che intanto dimostrano che non manca in Calabria una attività legislativa che va ascritta proprio a quei cinquanta consiglieri regionali´´. In ogni caso, sottolinea Pirillo, le commissioni ´´dovranno essere istituite. E non perché amiamo la politica tartufesca, ma perché ce lo impone la legge nazionale, la numero 752 del 1985, che affida alle Regioni il compito di disciplinare la raccolta e la commercializzazione dei funghi epigei anche attraverso l´istituzione di una Commissione per l´accertamento delle specie di tartufi e di una Commissione per la valutazione dei raccoglitori”. Secondo il coordinatore della Margherita della Calabria, Franco Bruno serve l´authority di controllo. “La struttura che proponiamo come Ulivo -commenta all´ADNKRONOS- servirà proprio a verificare la congruità di decisioni come queste´´. Poi spiega: ´´L´Authority di cui si sta discutendo verificherà gli incarichi e gli organi collegiali controllati dalla Regione e ha un senso proprio in questa direzione. Addirittura è previsto nell´articolato che alcune funzioni che la Regione svolge possano essere considerate inutili e quindi soppresse´´. Per il presidente del Veneto Giancarlo Galan ´´bisogna fare una scelta e puntare sulle priorità, nel senso della necessità e della qualità. Poi se ci sono delle cose, delle scelte, stravaganti indubbiamente penso che queste andrebbero represse. Francamente se gli altri si divertono col tartufo noi abbiamo altri problemi più importanti da risolvere, non avendo il federalismo fiscale. In Veneto siamo i primi per accoglienza turistica, per integrazione verso i lavoratori straneri e nel campo sanitario. Noi spendiamo per ottenere queste cose ma non avendo il federalismo fiscale, e neppure i tartufi, soffriamo´´. Dal canto suo Roberto Cota, segretario della Lega in Piemonte e vice capogruppo del Carroccio alla Camera dei deputati, ironizza sulle ´originali´ decisioni degli amministratori calabresi. ´´Il tartufo piemontese è inarrivabile -dice all´ADNKRONOS-, da questo punto di vista non abbiamo nessun timore. E questo particolare evidenzia ancor di più come questa spesa della regione Calabria sia una spesa folle´´. E chi si intende da sempre di tartufi che ne pensa? ´´Niente guerra del tartufo, Alba sarà sempre la capitale del Tuber magnatum Pico´´. Parola di Mauro Carbone, direttore del Centro Nazionale Studi Tartufo con sede ad Alba e direttore dell´Ente Turismo Langhe e Roero, sorpreso dell´iniziativa calabrese. ´´Di certo non siamo preoccupati del tartufo bianco della Calabria -commenta Carbone- non è una regione molto nota per la produzione di questo prodotto. Se, invece, si parla di tartufo nero, allora penso che ci siano ampi spazi per la valorizzazione: molte zone d´Italia dovrebbero fare di più´´. (Adnkronos/Ign)