Con Feraudo di IDV sono Trentuno

Sono trentuno, ormai i consiglieri regionali della Calabria, iscritti in diversi trbunali nel registro degli indagati, conto al quale dobbiamo aggiungere Vicepresidente e Presidente. Un risultato Storico per la nostra regione che con questi numeri avrà modo di entrare certamente nel guinness dei primati. Non senza rammarico annotiamo l´ultimo nome, augurandoci che l´On.le Feraudo riesca a dimostrare la sua estraneità ai fatti addebitatigli, rammarico dovuto alla simpatia con la quale abbiamo guardato alla compagine dipietrista, come mondo associativo, dando una mano riteniamo anche determinante all´affermazione dell´On.le Misiti, dove la provincia di Cosenza è stata decisiva per la sua affermazione. Ma aldilà di quest´ultima vicenda, che qualcosa in quel partito, in Calabria non andava, c´è ne siamo accorti subito o quasi. La legalità e l´etica, aldilà delle dichiarazioni è e deve essere ispiratrice di ogni percorso politico-amministrativo. Di come andavano le cose in Calabria a Roma dovevano saperlo, e sicuramente qualcosa sapeva l´On.le Belisario, che a dire il vero ha sempre difeso il gruppo afferente al consigliere Regionale, avallandone le scelte, alcune volte anche discutibili, vedi amministrative di Cosenza. Già gli eventi di parentopoli avrebbero dovuto suonare la sveglia, alla direzione romana. Ma il maggior danno fatto al partito, è stata la reiezione di tutto quel mondo dell´associazionismo, che tanto aveva contribuito al successo elettorale, questo era l´ulteriore segnale che non si volevano disturbatori all´interno di un rodato, ma ristretto gruppo di manovratori. Prova ne è, in tutti i sensi, il risultato di una prima inchiesta della procura di Cosenza sul voto amministrativo, che si è conclusa, al momento, con l´inquietante accertamento di irregolarità su due sezioni cittadine su due verificate, dopo circostanziate denuncie, e guarda caso le irregolarità penalizzavano di 12 voti nelle due sole sezioni, il candidato in IDV espressione della società civile. Troppe coincidenze che ben prima delle inchieste ora giunte alla conclusione, avevano ocnsigliato molti a prendere le distanze dal partito di di Pietro, intorpidito forse dalle rassicurazioni del commissario Belisario. Una vera debacle, è da considerarsi, la vicenda cosentina, con l´unico consigliere, anche questo candidato senza tessera, eletto ma che ha poi abbandonato il partito subito dopo la sua elezione, una strategia fallimentare che insieme ad un gruppo dirigente cittadino autoreferenziato e per nulla rappresentativo, e che unitamente alle risultanze dell´inchiesta, quella sul voto amministrativo, appena conclusa lascia intravedere scenari oscuri, addirittura inquitenti altro che trasparenza e legalità. IDV sulla questione avrebbe già dovuto prendere posizione a difesa della legalità e dei propri interessi di partito, visto che i voti scomparsi si è accertato essere dello stesso partito, invece sulla vicenda è calato un più che eloquente silenzio. Le condizioni di IDV, in Calabria, dal punto di vista prettamente politico, sono disastrose, tanto da rendersi necessario, a nostro parere commissariare il commissario. Altra cosa poteva essere oggi il partito aprendosi alle spinte innovative che venivano dalla società civile, inserendo nei quadri, in posizione organizzativa persone autorevoli di provata esperienza e capacità e soprattutto eticamente coerenti.