Condannati Sculco e Talarico

condannati Talarico Ds e Sculco(capogruppo della Margherita in Consiglio regionale)Ecco le decisioni dei giudici e, in parentesi, le richieste che erano state fatte dal pmVincenzo Sculco, 57 anni, Crotone (8 anni e 3000 euro di multa) 7 anni, attuale capogruppo inConsiglio regionale della Margherita.Serafino Mauro, 49 anni, Crotone (2 anni e sei mesi) assoltoCarmine Talarico, 55 anni, Crotone (2 anni in continuaz. con una condanna) 6 anni,ex Presidentedella Provincia di Crotonedei Ds.Valentino Riolo, 59 anni, Crotone (2 anni) 2 anniErnesto Riolo, 59 anni, Crotone (1 anno e 800 euro di multa) prosciolto per prescrizioneVincenzo Capozza, 43 anni, Crotone (2 anni e 6 mesi) 1 anno e 3 mesi e 300 euroRosario Lopez, 36 anni, Cotrone (1 anno e 500 euro di multa) 1 anno e 6 mesi e 400 euroDomenico Borrelli, 39 anni, Crotone (1 anno e 500 euro di multa) assoltoPierluigi Liguori, 74 anni, Crotone (2 anni e sei mesi) 2 anni e 600 euro di multaFrancesco Balzano, 68 anni, Crotone (2 anni) 2 anniAntonio Truglio, di 59 anni, Crotone (3 anni) 3 anniDonato V. Proietto, di 58 anni, Crotone (3 anni) 2 anniGiovanni Marescalco, di 59 anni, Mesoraca (3 anni) 3 anniAlfredo V. Voce, di 58 anni, Cutro (2 anni e 6 mesi) due anni e 600 euroDomenico Voce, di 31 anni, Cutro (1 anno e 500 euro di multa) due anni e 600 euroDal Quotidiano della Calabria di Sabato 3 Febbraio 2007CONDANNATI TALARICO(DS) e SCULCO(Margherita)CROTONE &#45 Qui di seguito si riportano le accuse contestate agli imputati, posizione per posizione, nell&acute&#59ambito del processo sulla presunta tangentopoli crotonese.Vincenzo Sculco era accusato di concorso in frode nelle pubbliche forniture in quanto si sarebbe accordato con un imprenditore nell&acute&#59omettere la reale fornitura di alcuni volumi consegnati all&acute&#59Ente nella misura di 50 copie in contrasto con quanto attestato falsamente in una fattura di im porto pari a 21.600.000 lire (iva compresa)&#59 concorso in truffa in quanto, attraverso la condotta fraudolenta di cui al capo che precede, avrebbe indotto in errore l&acute&#59Ente Provincia che procedeva alla liquidazione di 21 milioni e 600 mila lire con pari danno per l&acute&#59ente&#59 Sculco avrebbe, inoltre, istigato l&acute&#59imprenditore a stampare ulteriori 2000 volumi come previsto da una determina e attestato falsamente in una fattura del 29 dicembre 2000 (stesso giorno della determina) e avrebbe pagato con danari della Provincia una somma di 10 milioni di lire a titolo di corrispettivo per lavori precedentemente eseguiti in suo favore in relazione a consultazioni elettorali e manifestazioni politiche&#59 concorso in tentata truffa nei confronti dell&acute&#59Ente Provincia&#59 in relazione all&acute&#59episodio delle porte del liceo scientifico “Filolao” Sculco è imputato per estorsione e concorso in truffa.Carmine Talarico, Vincenzo Sculco, Pierluigi Liguori, Vincenzo Capozza, Rosario Lopez, Domenico Borrelli erano i mputati per concorso in truffa. Talarico e Sculco avrebbero ottenuto da Liguori, presidente della commissione del concorso per geometri presso la Provincia, anticipatamente e arbitrariamente le tracce delle prove scritte ricevute da Sculco a favore di Domenico Voce, Lopez e Borrelli (risultati vincitori)&#59 Alfredo Voce, dirigente, avrebbe procurato a Domenico Voce le domande su cui quest&acute&#59ultimo sarebbe stato interrogato&#59 in tutto il conseguente danno per l&acute&#59ente sarebbe stato di 60.652.048 lire. Gli stessi rispondono di concorso in abuso d&acute&#59ufficio.Vincenzo Sculco, Pierluigi Liguori e Vincenzo Capozza erano imputati per concorso in rivelazione di segreti d&acute&#59ufficio in quanto avrebbero rivelato ai detti candidati al concorso per geometri le tracce delle prove scritte e le domande relative alle prove orali.Vincenzo Sculco e Serafino Mauro rispondevano di concorso in corruzione in relazione a una presunta assegnazione arbitraria di lavori di rifacimento del manto erboso della strutt ura Desport a un imprenditore (che ha patteggiato la pena) che avrebbe corrisposto contributi in denaro e avrebbe procacciato voti e acquistato tessere del Ppi per due milioni di lire. Gli stessi rispondono di finanziamento illecito ai partiti.Carmine Talarico era imputato di violenza o minaccia perché avrebbe costretto un dirigente a commetere un reato permettendo la realizazione di una condotta fraudolenta che sarebbe consistita nel favorire alcuni imprenditori&#59 per concussione in quanto avrebbe indotto un imprenditore a promettere l&acute&#59assunzione di tale Taschera&#59 di concorso in frode nelle forniture pubbliche insieme a Valentino Riolo&#59 gli stessi erano imputati di concorso in truffa e concussione.Ernesto Riolo era accusato di frode in forniture pubbliche e tentata truffa.Vincenzo Sculco, Antonio Truglio, Giovanni Marescalco, Donato Vincenzo Proietto erano imputati di concorso in corruzione in quanto Sculco, quale vicepresidente, Marescalco quale proprietario di un te rreno oggetto d&acute&#59esproprio nell&acute&#59ambito del procedimento per la costruzione dell&acute&#59Istituto magistrale di Mesoraca, Truglio quale appartenente all&acute&#59ufficio legale dell&acute&#59ente, avrebbero intimato al dirigente Antonio Leone di modificare la delibera a sua firma contenente il piano particellare d&acute&#59esproprio in senso favorevole allo stesso Marescalco&#59 modifica che avrebbe portato la liquidazione dell&acute&#59indennizzo da 650 milioni di lire a un miliardo e 300 milioni. Gli stessi sono imputati di un tentativo di finanziamento illecito al partito popolare.Vincenzo Sculco, Domenico e Alfredo Voce erano imputati di concorso in truffa in relazione all&acute&#59episodio del concorso per geometri. In relazione allo stesso episodio Sculco, Capozza e Alfredo Voce sono imputati di rivelazone di segreti d&acute&#59ufficio.I fatti contestati risalgono ad un periodo compreso tra l&acute&#59anno &acute&#5997 e il 23 gennaio 2001, data del rinvenimento casuale, da parte di un operaio, di microspie negli uffici dell&acute&#59ente. Un episodio che, si ricorderà, determinò una rapida accelerazione dell&acute&#59inchiesta e portò a svolte clamorose con arresti eccellenti.CONDANNATi IL CAPOGRUPPO della Margherita e Talarico(Ds)Crotone. Il verdetto del Tribunale nel “processo Provincia”. Inflitti sette anni a SculcoIl consigliere regionale rischia la decadenza dalla caricaCROTONE &#45 Erano passate da quattro minuti le 19 di ieri quando il Tribunale penale presieduto da Maria Luisa Mingrone, a conclusione di una camera di consiglio fiume, ha pronunciato la dura sentenza nei confronti del capogruppo in consiglio regionale della Margherita, Vincenzo Sculco, condannato a sette anni di reclusione. Contestualmente a suo carico sono state disposte l&acute&#59interdizione perpetua dai pubblici uffici, l&acute&#59interidizione legale per la durata della pena inflitta e l&acute&#59incapacità di contrattare con la pubblica amministrazione per tre anni. A sentenza, in un&acute&#59aula gremita all&acute&#59inverosimile, andava il processo a carico di 15 impu tati, ex amministratori della Provincia di Crotone &#45 Sculco, in particolare, è stato incriminato per fatti dell&acute&#59epoca in cui era il vicepresidente dell&acute&#59ente &#45 funzionari e imprenditori coinvolti in una presunta tangentopoli. Ma altrettanto pesante è stata la condanna a sei anni di reclusione per l&acute&#59ex presidente della Provincia, il diessino Carmine Talarico: sei anni in continuazione con un&acute&#59atra sentenza (i tre anni e otto mesi inflittigli nell&acute&#59ambito di un processo per tangenti definitosi nell&acute&#59ottobre scorso). Anche a lui il collegio presieduto dalla Mingrone (e composto, inoltre, da Michele Sessa e Rosa La Rocca&#59 cancelliere Giovanna Morabito), ha imposto l&acute&#59interdizione perpetua dai pubblici uffici, quella legale per la durata della pena e l&acute&#59incapacità di contrattare con la pubblica amministrazione per tre anni. In tutto dodici condanne, due assoluzioni e una dichiarazione di non luogo a procedere per intervenuta prescrizione. Condanne, è il caso di sottolinearlo, aderenti quasi i n toto alle richieste del pm Pierpaolo Bruni (che non ha inteso commentare la decisione dei giudici) e in alcuni casi rivelatesi più pesanti delle proposte del rappresentante della pubblica accusa. Da rilevare che agli imputati che hanno avuto condanne fino a due anni il Tribunale ha concesso i benefici della sospensione condizionale e della non menzione nel casellario giudiziale.Le ipotesi all&acute&#59origine della maxi&#45inchiesta hanno retto sostanzialmente, dunque, poiché gli imputati sono stati condannati per quasi tutte le contestazioni loro mosse e le assoluzioni sono scattate in ordine a fatti marginali e non hanno scalfito più di tanto l&acute&#59impianto accusatorio. Viene avvalorata la solidità di un&acute&#59inchiesta che avrebbe fatto luce su una serie impressionante di episodi di corruzione, concussione, finanziamento illecito ai partiti, frode in forniture pubbliche, un concorso per geometri “truccato”, truffa, abuso d&acute&#59ufficio e altro (delle ipotesi accusatorie riferiamo a parte nel dettagli o). Tant&acute&#59è che i giudici hanno anche dichiarato la falsità delle dichiarazioni contenute in alcune determine della giunta provinciale ordinandone la cancellazione. Mentre in un caso i giudici hanno riqualificato in concussione l&acute&#59ipotesi di estorsione contestata a Sculco in relazione alle pressioni nei confronti del dirigente Antonio Leone (imputato che ha patteggiato e tra i principali testi dell&acute&#59accusa) perché fosse aggiudicata ad un imprenditore una gara d&acute&#59appalto. Assolto, invece, il segretario particolare di Sculco, Serafino Mauro. Quanto al risarcimento in favore della parte civile Provincia di Crotone &#45 il cui legale, l&acute&#59avvocato Leo Sulla, aveva chiesto un milione di euro per il danno morale e materiale che gli imputati avrebbero arrecato all&acute&#59ente con la loro condotta &#45 il Tribunale ha condannato in solido quanti hanno avuto inflitta una pena. I giudici hanno, inoltre, liquidato in dieci milioni d euro le spese processuali che dovranno rifondere i condannati. Gli imputati c he avrebbero avuto un ruolo nella vicenda del concorso per geometri che sarebbe stato truccato sono stati, inoltre, condannati in solido al risarcimento dei danni in favore delle parti civili, ovvero due candidati esclusi. Per la liquidazione dei danni i giudici hanno, comunque, rimesso la decisione al giudice civile.Novanta giorni dovranno passare per conoscere le motivazioni della sentenza. Una sentenza accolta con “ooh” &#45 soprattutto dopo la dichiarazione di colpevolezza e la pronuncia di condanna nei confronti dei due principali imputati &#45 in un&acute&#59aula in cui la tensione si tagliava a fette. Non era presente Sculco, che ha assistito a quasi tutte le udienze del processone, protrattosi quattro anni (gli arresti risalgono, invece, all&acute&#59aprile e al giugno 2001).L&acute&#59attesa era spasmodica anche per la possibile conseguenza che la sentenza potrebbe determinare in relazione alla decadenza dalla carica di consigliere regionale per Sculco. Che proprio il giorno prima era stato rin viato a giudizio nell&acute&#59ambito di un altro procedimento penale con le accuse di truffa aggravata e falso: in questo caso era stato coinvolto in una vicenda di corsi di formazione “fantasma” che avrebbe gestito quando era amministratore dello Ial Calabria.Da IL QUOTIDIANO della Calabria, Sabato 3 febbraio 2007