Consegnato al Sindaco di Luzzi Umberto Federico il Piatto dell’Accademia

Stamattina in un incontro informale  il Presidente dell’Accademia delle Tradizioni Enogastronomiche di Calabria  Giorgio Durante ha consegnato in municipio nelle mani del Sindaco Umberto Federico alla presenza dell’Assessore alla Cultura Maria Leone il Piatto dell’Accademia, conferito al Comune di Luzzi per l’attenzione posta alla conservazione ed alla valorizzazione delle proprie tradizioni enogastronomiche. Luzzi, paese del fico dottato, della pittattasima, focaccia realizzata con farina di ceci, della “NNugglia”, salume dalle mille fragranze realizzato con le carni ed i tessuti poveri del maiale, aromatizzato con semi di finocchio, e della Carne di suino nero “incantarata”, che l’Accademia ha avuto l’ardire di presentare ad Eataly  a Roma in un confronto tra suino nero di Calabria e cinta senese.

L’Accademia, ente culturale riconosciuto dalla regione Calabria mette a disposizione di comuni e province, di enti territoriali e di altre istituzioni le proprie competenze con la sola finalità di riuscire a creare le condizioni per la valorizzazione delle numerose eccellenze regionali
Dal 2014 è Partner e soggetto promotore del POLO tecnico professionale Beta Calabria MED finanziato dalla Regione Calabria nell’ambito della Dieta Mediterranea, progetto che vede impegnati oltre 50 partner: dall’Università della Calabria a numerose istituzioni scolastiche, associazioni di categoria ed importanti enti formativi, ma sono decine le iniziative alle quali dà il suo contributo, dal Festival del Pane di Altomonte alla riscoperta e valorizzazione del Gammune di Belmonte ora diventato ricercatissimo salume e pure presidio Slowfood .
Afferma il Presidente:” Sono questi gli obiettivi che l’Accademia sta perseguendo e vuole raggiungere, affinché il lembo estremo della penisola italiana non sia luogo di passaggio, ma terra che sa finalmente esprimere tutto il suo complesso carattere – selvatico, solare, affascinante, ma anche colto, austero, a tratti mistico – e lo porge al turista come un caloroso e sorridente Benvenuto.
Grazie alla nostra attività si puntano i riflettori su un ricco patrimonio agroalimentare ed enogastronomico, un mondo a nostro parere trainante e coinvolgente, per uno sviluppo integrato e sostenibile della Calabria”.
Non solo e non tanto perché anche il turista ha un palato da soddisfare, quanto per i sedimenti storici, per le sopravvivenze culturali, per le specificità ambientali e geografiche che sono parte integrante della tavola calabrese.
Se l’uomo, come affermava Feuerbach, è ciò che mangia, non v’è dubbio che mangiare calabrese vuol dire cibarsi di buona cultura, sapida storia e sana tradizione.
Il Pensiero Mediterraneo, dunque, che s’incarna nella materia e nutre anche la mente e lo spirito.