Corruzione di sistema

Corruzione di sistema
Il caso Penati farà più male al PD di quanto faranno i casi Papa, Milanesi, Scajola, Verdini e compagnia messi insieme. La ragione è più di una: la diversità proclamata ereditata dal vecchio PCI, la diversa sensibilità dell’elettorato, l’entità delle tangenti (20 miliardi) contestate dai magistrati. Somme di questa portata colpiscono la fantasia dei cittadini i quali pensano ai politici come a dei predatori. In ogni caso la storia delle mele marce nei cesti di mele sane, che va avanti da una vita, non convince più nessuno. La corruzione italiana è endemica e di sistema. Il che non vuole dire affatto che tutti i politici e, penso sinceramente, nemmeno la maggioranza di loro, sono corrotti. Vuol dire un’altra cosa: che si convive con la corruzione di sistema anche da parte di chi personalmente non lo è. E lo si fa anche se oramai tutti dovrebbero sapere che il nostro è uno dei paesi più corrotti al mondo; la corruzione ci costa 60-70 miliardi di euro all’anno; la corruzione è causa determinante della esplosione del debito pubblico; la corruzione impedisce al paese di competere; alla tradizionale corruzione politica-amministrativa e impreditoriale va sommata quella mafiosa perchè la mafia non ha più bisogno di uccidere. Corrompe e compra.
Proviamo ad enumerare una serie di fatti che dimostrano quanto affermo:
1)      I partiti non arrivano mai prima della magistratura;
2)      Anche quando i partiti sono allertati da cittadini o da militanti non solo non intervengono, ma rispondono offesi e minacciano querele;
3)      Nessun partito ha scritto nel proprio statuto che gli organi di garanzia possono indagare, in assenza di leggi dello stato, magari servendosi di un’anagrafe patrimoniale, se pervengono informazioni su singoli dirigenti, sui loro stili di vita, sulle loro ricchezze, sulle loro frequentazioni;
4)      Nessun dirigente di partito appena ha informazioni affidabili corre dai magistrati o dai carabinieri a denunciare;
5)      Nessun dirigente di partito si rende disponibile a testimoniare perchè tutti si trincerano dietro alla non conoscenza dei problemi;
6)      Tutti i dirigenti di partito conoscono i diffusi conflitti di interesse che costituiscono l’altra faccia della medaglia delle moderne e sofisticate pratiche corruttive, eppure voltano lo sguardo altrove;
7)      Tutti i dirigenti di partito sanno che l’enorme finanziamento pubblico, celato dietro il rimborso delle spese elettorali, senza alcun controllo e senza alcuna sanzione, favorisce gestioni oligarchiche, deresponsabilizzazione e corruzione;
8)      Nessun dirigente di partito si assume responsabilità politiche e morali per quanto attiene ai casi di corruzione nel suo partito;
9)      Nessuno fa autocritica nemmeno a posteriori;
10)  Tutti diventano smemorati, rimangono a galla e ai loro posti: hic manebimus optime! Tutti hanno contribuito a emarginare dalla vita pubblica quanti si sono battutti con scienza e coscienza contro la corruzione senza guardare in faccia colori dei partiti, delle amministrazioni e sacrificando le loro possibilità di carriera politica.

Elio Veltri