Cosenza: Non si gestiscono così i soldi pubblici

trentaseimila euro per tre anni, dopo aver messo su un bando, dopo aver ricevuto numerose proposte progettuali, alle quali hanno lavorato, fior di professionisti della comunicazione, dopo aver scomodato e fatta riunire una commissione esaminatrice, ecco il parto: il solito topolino, anzi no, nulla. L’Amministrazione comunale della città dei Brutii, ha ritenuto dopo tutto questo “ambaradan” che trentaseimila euro non erano più alla portata delle casse comunali. Nel periodo subito prima del Natale scorso e attiva tutt’ora viene orchestrata una campagna di comunicazione e sensibilizzazione con connotazione e finalità simili alla gara annullata precedentemente, le cose sono due o l’azienda coinvolta si è fatta carico di tutti i costi e oneri relativi all’attività in essere, oppure ha avuto incarico, da parte dell’amministrazione comunale, ad un costo a noi sconosciuto, di cui non c'è traccia alcuna sul sito del Comune. Nell’ultimo caso non si capisce perché nel rispetto delle regole di trasparenza amministrativa, non siano state invitate le aziende che partecipando al bando poi annullato avevano già un progetto immediatamente cantierabile. Le spiegazioni da parte dell’Amministrazione comunale sono d’obbligo un atto dovuto nei confronti dei cittadini, e delle aziende presenti sul territorio con il cui danaro queste campagne vengono finanziate. L’opacità totale nella gestione della vicenda è evidente, sul sito internet del Comune nessuna delibera online di affidamento incarico “Pagina in fase di aggiornamento…Sono in corso operazioni di aggiornamento della pagina contattata. Al più presto le informazioni saranno validate e rese disponibili per la consultazione. Ci scusiamo per l'attesa.” Questo è il messaggio che appare alla voce delibere, stesso messaggio alla pagina Polizia Municipale, ancora la stessa cosa nella pagina dell’assessorato di riferimento che fa capo all’assessore Agostino Conforti, ovviamente nulla neanche sulla pagina dedicata alla trasparenza e li ne comprendiamo le ragioni.Ufficio Stampa Movimento difesa del Cittadino