CSM RINVIA ANCORA DECISIONE SU de MAGISTRIS

DE MAGISTRIS/ CSM RINVIA ANCORA DECISIONE SU AVVIO TRASFERIMENTOCommissione divisa su spazio per intervento dopo pg CassazioneIl Csm rinvia ancora la decisione su un&acute&#59eventuale procedura di trasferimento d&acute&#59ufficio per incompatibilità da avviare a carico del pm di Catanzaro Luigi de Magistris. Una discussione avviata giovedì scorso in Prima Commissione e ripresa oggi pomeriggio, ma che proseguirà anche domani, quando i consiglieri potrebbero arrivare a votare. La questione è “complessa”, si fa notare a Palazzo dei Marescialli, bisogna capire quali spazi di intervento siano rimasti alla Commissione dopo che il pg della Cassazione ha integrato le accuse dell&acute&#59azione disciplinare per de Magistris, inserendo anche quelle sui rapporti “disinvolti” che il magistrato calabrese ha avuto con la stampa e le sue esternazioni sui complotti per fermare le sue inchieste e le presunte collusioni tra politica, affari e massoneria. I consiglieri sarebbero divisi e alcuni di loro si sarebbero convinti che l&acute&#59iniziativa disciplinare costringerebbe la Commissione a fermarsi e a trasmettere le carte alla Procura generale della Cassazione. “Stiamo ragionando, la discussione è ancora aperta: il problema riguarda l&acute&#59interpretazione giuridica” della norma della riforma dell&acute&#59ordinamento che ha ridisegnato le competenze della Prima Commissione del Csm, spiega la relatrice del &acute&#59caso&acute&#59, il consigliere laico di centrosinistra Letizia Vacca. “Spero che domani riusciremo a finire, in un senso o nell&acute&#59altro…”, si limita ad aggiungere. La sua posizione, però, è nota. Già durante la seduta di giovedì, la relatrice ha proposto infatti ai colleghi di avviare la procedura di trasferimento d&acute&#59ufficio per incompatibilità ambientale nei confronti di de Magistris: diamo il via all&acute&#59istruttoria, è stata la sua proposta, per verificare se può continuare a svolgere a Catanzaro le funzioni di pm. Un ambiente giudiziario sul quale il magistrato avrebbe gettato &acute&#59discredito&acute&#59, sempre secondo l&acute&#59argomentazione dell&acute&#59accusa, lanciando allarmi su complotti per fermare le sue inchieste e presunte collusioni tra politica, affari e massoneria che però non hanno trovato riscontro. Tutelare “l&acute&#59immagine complessiva della magistratura” è la “vera preoccupazione” che muove i consiglieri di Palazzo dei Marescialli, molti dei quali sono convinti anche che un intervento servirebbe ad evitare che attraverso comportamenti di questo tipo si continui a creare &acute&#59sconcerto&acute&#59 nell&acute&#59opinione pubblica. Ma il problema resta appunto quello di &acute&#59ritagliare&acute&#59 lo spazio per il Csm, evitando sovrapposizioni con l&acute&#59istruttoria disciplinare. Spazio che ci sarebbe non solo a giudizio della relatrice, ma anche dei colleghi Fabio Roia, togato di Unicost, e Gianfranco Anedda, laico della Cdl. Ma la loro tesi non convincerebbe i togati delle correnti di sinistra Livio Pepino e Ciro Riviezzo. Mentre incerta sembra ancora la posizione del presidente della Commissione, Antonio Patrono (Mi), che rischia così di diventare ago della bilancia in un&acute&#59eventuale spaccatura.