da Ammazzateci tutti

La Calabria aspetta un segnale di dignità da Bova, il presidente del Consiglio Regionale più inquisito d’Italia: o denuncia il Procuratore Nazionale Antimafia Grasso, o si dimetta.8 febbraio 2007E tanto tuonò che piovve, finalmente!Sono mesi che il nostro Movimento lo grida ai quattro venti che il Consiglio Regionale della Calabria è ormai in “emergenza legalità”, con oltre la metà dei Consiglieri indagati per una gamma incredibile di ipotesi di reato.Ma non solo nessuno di loro ha sentito il bisogno di dimettersi, per non trascinare in squallide vicende penali anche l’Istituzione a cui appartenevano e di cui noi ragazzi veramente volevamo, e vogliamo, tutelarne la dignità democratica, ma addirittura il nostro portavoce, Aldo Pecora, è stato querelato (o minacciato di querela, ma con questi politici non si può mai essere sicuri di nulla, neanche delle querele cheannunciano) per aver detto coraggiosamente a Bova, il Presidente del Consiglio Regionale più inquisito d’Italia, di dimettersi.Così scrivevano le agenzie di stampa il 13 dicembre scorso: &lt&ltIl presidente del Consiglio regionale, Giuseppe Bova, dopo avere reso nota la denuncia&#45querela contro il movimento &acute&#59Ammazzateci tutti&acute&#59, ha annunciato che assumerà analoghe iniziative ogni volta che saranno scritte cose non vere sul Consiglio.&acute&#59D&acute&#59ora in poi &#45 ha sottolineato Bova &#45 farò lo stesso nei confronti di chiunque diffonda notizie false e diffamatorie sull&acute&#59attività dell&acute&#59Assemblea legislativa regionale calabrese&acute&#59&gt&gt.Adesso apprendiamo dalla stampa e dal Tg3 Regionale Rai che il Procuratore Nazionale Antimafia Piero Grasso non solo conferma la nostra denuncia, ma addirittura rincara la dose in sede di audizione presso la Commissione Parlamentare Antimafia.Allora delle due, l’una: o Bova denuncia anche il Procuratore Nazionale Antimafia Piero Grasso, che ha diffuso, aggravandole nella consistenza, le stesse notizie divulgate dal nostro Movimento, o ammette pubblicamente di avere solo il coraggio di essere ‘forte con i deboli e debole con i forti’, come noi da tempo sospettiamo, e si dimette immediatamente dalla carica di Presidente del Consiglio Regionale calabrese.Come disse una volta John F. Kennedy, parlando di tanti orrori della guerra, “Noi possiamo perdonare, ma non dimenticare”: non dimentichiamo in questa occasione quindi di rivolgere lo stesso invito ad essere conseguenziali anche ad altri due personaggi che onorano con la loro presenza il Consiglio Regionale della Calabria, e cioè i ‘famosi’ capi&#45gruppo in Consiglio Regionale dei Ds, Franco Pacenza, e della Margherita (che oggi apprendiamo, dopo la condanna a sette anni di carcere, dimissionario da capo gruppo, non da consigliere regionale) Vincenzo Sculco.Voi due che non avete esitato a scattare come un sol uomo in piedi per chiedere indignati a gran voce al presidente Bova di querelare noi ragazzi del movimento antimafia con in testa il nostro portavoce Aldo Pecora, perché avevamo “osato infangare l’onorabilità del Consiglio Regionale”, spalleggiati nell’occasione dal vice&#45presidente del Consiglio Antonio Borrello, oggi felicemente anche lui new entry nel ‘club degli indagati’, abbiate adesso o il coraggio di querelare il Procuratore Grasso o la dignità di dimettervi da consiglieri regionali e di andare a pensare ai tanti e gravissimi guai giudiziari in cui vi trovate coinvolti, e non di fare gli spavaldi querelando i giovani antimafiosi che stanno tentando, con coraggio e determinazione, avendo contro tutti i poteri forti della Regione, di fare pulizia in questa terra oltraggiata e sfortunata.Il Movimento “E adesso ammazzateci tutti”Coordinamento Nazionalewww.ammazzatecitutti.org