Dai listini ai listoni, e la democrazia?

Non amo entrare nel merito delle previsioni elettorali, ma a sentir i bene informati gli eletti li sapremo già a presentazione liste; e già mi chiedo allora cosa serve spendere tanto pubblico danaro per allestire libere elezioni se poi il risultato è già scontato. Certo il non felice esperimento dei listini alle consultazioni amministrative regionali, ha prodotto il risultato dei listoni alle elezioni dei massimi organi rappresentativi. Con l´aggravante che il listino regionale, è una sorta di premio di maggioranza, che se ben utilizzato, potrebbe portare in Consiglio Regionale personalità del mondo della cultura e delle professioni, in un certo senso un correttivo al caffè amaro della politica. Purtroppo così non è stato, ma i listoni Parlamentari sono una vera e propria aberrazione della democrazia, un modo come un altro per perpetuare cariche ed onoreficenze, senza neanche lo sforzo del confronto politico o della dialettica con il mondo reale, della gente. Il n.1 alla Camera, giusto per fare un esempio, dei DS, in Calabria, può tranquillamente marcare visita per tre mesi e poi trovarsi sugli scanni di Montecitorio; è vero si potrà dire che con questo sistema non dovrà più promettere posti e regalie, ma è anche vero che con questo sistema non dovrà neppure più rispondere per inadempienza alle promesse fatte. I signori dei listoni, non dovranno più impegnarsi su nulla, se non su un generico programma che non sarà altro che un copia ed incolla, con poche varianti, rispetto agli altri competitors, che in realtà competitors non sono. L´unica sorpresa sarà riservata dai nomi sul “border line”, del tipo ai DS 2,5 o 3, l´uomo di confine sarà l´unico a soffrire, ma solo per poco, il premio poi ci sarà per tutti, molto democraticamente. E la gente resta a guardare, a non capire, a sentirsi estranea, questa è forse democrazia partecipativa? In questo modo prolifereranno i Camo, i Caruso, i Gentile, i Galati, i Pappaterra, tutta gente che pur sedendo sulle poltrone di panna, non lasciano nessun segno, come nessun segno hanno in realtà lasciato. La vera battaglia si sposta dalle piazze ai retrobottega cosentini o romani, la battaglia sui contenuti della proposta si sposta su battaglie interne agli schieramenti per guadagnare la candidatura nei posti utili del listone. Tutti coloro che aspirano ad un posto in lista, fanno di tutto per mettersi in evidenza ed utilizzano ogni arma per convincere i vertici romani della bonta della loro candidatura, una arena che vede protagonisti a rotazione tutti i contendenti, ricatti, minacce di abbandono ed altre amenità riempiono in questi giorni le pagine politiche dei giornali. Per fortuna tutto questo solo fino alla ufficializzazione delle liste poi il 9 aprile tutti in fila a votare, forse.