Dalla Fabbrica di Nichi Cosenza

Il manifesto della Fabbrica di Cosenza
Le numerosissime adesioni alla fabbrica di Niki di Cosenza, e la diffusione dell'iniziativa a livello nazionale, rappresenta la volontà di rinnovamento che parte dalla gente e che non trova alcun riscontro nei partiti tradizionali. L'indignazione che porta la gente a non interessarsi più di politica, e che va ad aumentare la foltissima schiera di coloro che non votano, comportamenti legittimi ma che comunque non scalfisce la classe politica faccia tosta, qualunque sia il numero dei votanti eleggeranno sempre 900 “nominati”. Da questo dato, riteniamo che sia giunto il momento di passare dalla diffusa indignazione alla partecipazione ed alla proposta politica, non importa la sigla, oggi dobbiamo proporre contenuti per un'alternativa di governo per fronteggiare l'emergenza democratica, sociale ed economica. Il nostro laboratorio aperto alla partecipazione di tutti sarà come tutte le fabbriche d'Italia una fucina di idee dove i contributi di tutti possono diventare proposte operative finalizzate a costituire un'identità comune che accolga le diverse anime della sinistra quella vera, quella che sa dire e fare cose di sinistra e che non si ritrova nei trasversalismi dell'attuale classe politica autoreferenziata, trasversale e non-etica. Noi gente, società civile, movimenti, e pezzi di partiti politici, che non si riconoscono nel consociativismo affaristico-mafioso delle aggregazioni attuali, che partiti non sono,  da questo vogliamo partire  per contrapporre agli interessi della cricca, gli interessi collettivi e del bene comune. Giunta al capolinea la parentesi della luna di miele durata oltre due anni supportata dal megaspot mediatico-governativo, oggi ci si deve confrontare con la crisi quella vera della gente, che ha difficoltà oggettive a raggiungere la fine del mese, che non trova rimedi in una sanità allo sfascio divorata dagli interessi delle “lobbies” e dei conflitti d’interessi (solo in Calabria più del 20% del nuovo organigramma regionale ha interessi diretti o indiretti nella sanità), che vive in un ambiente malsano e mal gestito, tra fumi venefici e navi dei veleni. E' terminato il sogno dell'Italia dell'amore fondata da D'Alema e Berlusconi, alle veline ed ai proclami si sostituisce un “reality” di un Italia triste e decadente,  della spesa corrente fuori controllo, del debito pubblico incommensurabile, della corruzione che vale almeno tre manovre finanziarie, delle cricche gelatinose generate dal consociativismo piduista, e nel quale sono organici pezzi dello stato e del clero che conta. Da questa consapevolezza dobbiamo partire, specialmente ora che il governo propone una manovra da oltre 28 miliardi di euro, che sarà come sempre pagata da pensionati, da lavoratori, dall'ambiente (per colpa della politica dei condoni), dai cittadini onesti che pagano le tasse ed i tributi, ora lor signori mettono le mani nella tasca degli italiani dopo aver giurato che non l'avrebbero fatto e dopo aver promesso di abbassare aliquote, eliminare  bolli auto, irap e di far pagare l'iva alle imprese se non al momento dell'incasso (la norma in vigore di fatto è inutilizzabile). Non siamo per questo irresponsabili, siamo tutti disposti a fare sacrifici per salvare la nostra Nazione, che resti unita e solidale, ma solo dopo che vengono azzerate le consulenze milionarie, le pensioni d'oro, gli stipendi alla politica di almeno il 50%, altrimenti tornino a lavorare se un mestiere c'è l'hanno, mandiamo a casa i Bertolaso e tutti quelli della cricca e delle cricche locali, mandiamo a casa i funzionari statali infedeli e piduisti, gli uscieri parlamentari, i barbieri parlamentari, le sartine del presidente, gli autisti, raccomandati delle auto blu, i manager delle società miste e i loro consigli di amministrazione, i commissari dei mille enti in liquidazione da sempre, anche da prima della guerra, mettiamo sul mercato o affidiamole a cooperative di giovani, le aziende finanziate con fondi pubblici e/o mafiosi e mai rese operative (truffe 488 e comunitarie), le costruzioni abusive, le auto blu, facciamo pagare il giusto a chi ha scudato al 5% i capitali illecitamente costituiti all'estero, evitiamo di realizzare opere faraoniche che sono solo fabbriche di tangenti per apparati corrotti oltre che fonte di arricchimento di mafia, ndrangheta e camorra, e non pensiamo nemmeno che sia possibile rendere privata una risorsa come l'acqua, e costruire centrali nucleari, pura follia in una nazione dove il sole, il vento ed il mare abbondano per produrre energia pulita e rinnovabile. Queste saranno le nostre prime battaglie questa è la nostra piattaforma rivendicativa utopica forse ma l'unica sostenibile a sinistra, su questi punti dobbiamo costruire una forza  alternativa di governo, con una pregiudiziale su tutti coloro che hanno avuto a che fare con l'operato dei partiti che hanno governato, senza esprimere aperto dissenso.  Sappiamo che saremo tacciati di qualunquismo, di antipolitica, di far demagogia ma noi sappiamo che la politica ha fallito non ha saputo rinnovarsi, anzi non ha voluto rinnovarsi, ha solo cercato di preservarsi chiudendo le porte al cambiamento ed al rinnovamento ormai è tardi è suonata l'ora della politica di base, coraggiosa e militante. Ma soprattutto sappiamo dove mettere mano, a partire dai conflitti di interesse, dalla riforma della Scuola e dell’Università, dalla Giustizia, alle finte leggi anticorruzione e “ad personam”, che generano le gelatinose cricche e guarentigie immorali, leggi che vanno immediatamente resettate, alle riforme sul lavoro, sull’ambiente, ecc. Dall’esperienza di tutti i giorni, dalle competenze delle vere professionalità, dalla politica praticata e rinnovata può davvero nascere una nuova Repubblica Italiana, fondata come quella di oltre cinquanta anni sul rispetto della carta Costituzionale, seppur rinnovata soprattutto nel rafforzare le garanzie troppo spesso violentabili e violentate, questo è il nostro ambizioso progetto, che solo una grande adesione superando gli stessi schieramenti insieme, tutti, possiamo davvero farcela.