de Magistris a Strasburgo

“Con uso avocazione, centrosinistra peggio di Berlusconi”postato 5 ore fa da APCOM ARTICOLI A TEMAwhy not: tornano a catanzaro le carte… de magistris/ csm da´ ok per procura… de magistris/ il pm: resto in calabria… Altri Strasburgo, 13 nov. (Apcom) – L´indipendenza della magistratura italiana, un tempo celebre nel mondo, è in pericolo, e questo pericolo si è aggravato ancora di più con il governo di centrosinistra, rispetto a quanto aveva fatto il centrodestra, nonostante i continui attacchi ai giudici del governo Berlusconi. Lo ha affermato, oggi a Strasburgo, il sostituto procuratore di Catanzaro Luigi De Magistris. Parlando durante un incontro pubblico sull´uso improprio dei fondi europei, il sostituto procuratore ha definito “sistemica”, nel Mezzogiorno, e non relativa a casi singoli, l´appropriazione dei fondi Ue da parte del malaffare. Questo avviene, ha denunciato De Magistris all´incontro organizzato al Parlamento europeo dall´eurodeputato Giulietto Chiesa, attraverso una complessa “commistione di interessi”, tra coloro che decidono i criteri di assegnazione dei fondi e chi li utilizza, fra i controllori e i controllati, tra chi gestisce la spesa pubblica, e coloro che presentano i progetti. Per intercettare i fondi “vengono costituite compagini societarie che operano in settori diversissimi come informatica, ambiente, sanità; e già questo dovrebbe indurre al sospetto”. E se si va a vedere quale è la composizione di queste società – ha avvertito De Magistris affiancato dal giornalista Marco Travaglio e dal comico genovese Beppe Grillo, che ha difeso il magistrato definendolo “un grande combattente” – vi si trovano talvolta “esponenti di tutti i partiti dell´arco costituzionale, salvo forse l´estrema destra e l´estrema sinistra”. Il Pm di Catanzaro ha detto di aver collaborato, durante le sue indagini, con agenti italiani dell´Ufficio antifrode dell´Ue (Olaf) di Bruxelles; ma ha riferito anche che “ci sono state delle resistenze all´interno dello stesso Olaf a questa collaborazione con il mio ufficio”. Secondo il Pm di Catanzaro l´indipendenza della magistratura è in pericolo non solo rispetto al potere politico ed esecutivo esterno, ma anche ´all´interno´ come autonomia individuale dei singoli magistrati, anche perché le associazioni di categoria non riescono più a difenderla, essendosi ormai sedute nelle stanze del potere. “Quando il potere esecutivo interferisce in inchieste in corso da parte dell´autorità giudiziaria, si pone il problema dei rapporti tra potere esecutivo e magistratura. Ma – ha detto De Magistris – c´è un altro tema ancora più delicato e difficile da capire: è il problema della cosiddetta ´indipendenza interna´ della magistratura, in base alla quale ogni magistrato singolo ha la sua autonomia. Oggi si sta intaccando in modo virulento, questo principio, e l´ha fatto con alcune riforme non solo il governo di centrodestra, ma lo sta facendo anche il governo di centrosinistra, con le revoche illegittime dei procedimenti un tratto di penna, con le avocazioni”. Per mettere in risalto l´eccezionalità dell´uso di questo strumento, che neanche il centro destra aveva adoperato, il magistrato ha sottolineato che “il provvedimento di avocazione dell´indagine ´Why Not´ è protocollato come caso 1/07; si tratta, cioè, dell´unico procedimento di avocazione deciso finora dal procuratore generale”. De Magistris ha ricordato, poi, che questo “arnese” non fa parte della storia democratica italiana: “Veniva usato prima della Costituzione repubblicana e ancora solo durante gli anni Cinquanta, quando era in formazione la nostra cultura democratica nazionale”. Il Pm di Catanzaro ha ricordato che Piero Calamandrei, uno dei padri della Repubblica, diceva di essere preoccupato “non dai magistrati corrotti, che sono comunque pochi e si riesce a cacciarli dal sistema, ma da quei giudici che si ammalano di conformismo giudiziario, che accontentano i potenti e vi si adeguano prima ancora che arrivino le loro richieste, che non disturbano il manovratore”. “Credo che la magistratura negli ultimi anni, ma soprattutto con il governo di centrosinistra, si sia andata troppo a sedere nelle stanze del potere”, che “ci siano state troppe vicinanze con potere esecutivo, troppi ammiccamenti, ha continuato De Magistris, secondo cui le associazioni dei magistrati “non hanno la forza in questo momento di rimettere sul tappeto questi argomenti così centrali”, e sono state “tiepide”, in particolare, in questa vicenda. “Basta vedere il silenzio della magistratura associata sull´avocazione dell´inchiesta ´Why not´o sulla vicenda del trasferimento cautelare del ministro: se l´avesse fatto il governo Berlusconi sarebbero scesi in campo finanche i pensionati e slow food, si sarebbero riempite le piazze”. “Se si mette il bavaglio ad una parte della magistratura, o a quella parte della stampa che ancora crede di dover raccontare i fatti, e non di dover aspettare la fine del processo come vorrebbe il ministro Mastella – ha concluso De Magistris -, l´Italia rischia di entrare non in un circuito non sudamericano, perché in parte ci stiamo già, ma ancora peggio”.