De Magistris e Bregantini: altro che Sciascia…

De Magistris e Bregantini: altro che Sciascia… di Massimo Veltri Qualcuno potrà pensare che è solo una coincidenza, e magari gli attori principali sono assai diversi fra loro, ma come si reagisce a fronte dell&acute&#59azione versus De Magistris prima e del trasferimento di Bregantini ora? Mentre nel primo caso siamo in presenza d&acute&#59una tenaglia politico&#45istituzionale che fa leva su (presunte) irregolarità formali del magistrato per levarselo da torno perchè troppo zelante nello scoprire altarini di potenti, per quanto riguarda il presule di Locri&#45Gerace sono le gerarchie ecclesiastiche che hanno promosso l&acute&#59amoveatur. Si può immaginare una combine, un&acute&#59azione congiunta con i medesimi ispiratori? Da parte mia assolutamente no, il che purtroppo non disabilita rispetto ad altre e comunque pesanti riflessioni. Bregantini fa parte di quella parte del clero, impegnato, aperto, sensibile al dialogo e al sociale, che aveva in Martini, vescovo di Milano, l&acute&#59esponente di punta, se così è lecito esprimersi. Cardinal Martini se n&acute&#59è andato a Gerusalemme, una volta verificato che la sua politica non aveva margini di affermazione. Dalle mura di Gerico ha continuato in termini dottrinari e divulgativi, per quel ch&acute&#59è dato sapere, la sua missione, mentre da noi, appunto, Bregantini andava sempre più caratterizzandosi come una voce fra le più alte e cariche di speranza e riscatto non solo per la locride, non solo per la Calabria. Ora lo mandano altrove, mentre il suo più stretto collaboratore parla senza mezzi termini di poteri forti che si difendono. Parole forti e inusuali, visto il ruolo, come forti erano quelle di De Magistris, e ancora più inquietanti quelle della Forleo quando ha indicato le istituzioni come luogo dei pericoli per lei. E&acute&#59 la Calabria, con una sottolineatura per la locride, a essere nel fuoco dell&acute&#59attenzione e dell&acute&#59allarme. Che cosa può dire un osservatore, in mancanza di conoscenza di elementi “riservati” se non segreti, ma supportato da capacità, almeno presunte, di analisi? Che la Calabria onesta non può ubbidir tacendo ma deve reagire e dire no e chiedere rispetto per questi uomini? Certamente sì. Che la caratura emblematica giorno dopo giorno accresciuta e arricchitasi nell&acute&#59azione pastorale di uno, in quella di ricerca della verità &#45 terrena &#45 dell&acute&#59altro configura tanto il presule quanto il magistrato come due simboli per le persone per bene della nostra terra, e che come tali sono intangibili? Anche questo. Che i livelli di sopportazione di tanta gente calabra sono stati abbondantemente soverchiati? Pure questo. Ma c&acute&#59è qualcosa di più: la Calabria per la sua storica e endemica debolezza è stata individuata come campo di raid e azioni perverse in cui mettere alla prova intrecci oscuri e scorrerie utili e funzionali per piani di arricchimento e di accrescimento di potere nel resto del paese. Legami fra massonerie laiche e confessionali, società di comodo, scatole cinesi, conti offshore, personale politico scelto per affiliazione a congreghe di vario tipo, fondi pubblici non solo non utilizzati per fini collettivi ma dilapidati per formare o rafforzare tesori di parte. Cos&acute&#59è questa rappresentazione, la fantasia d&acute&#59uno appassionato degli intrecci alla Codice da Vinci, o piuttosto l&acute&#59allarme di chi vive quel che succede non solo come inadeguatezza o incapacità del ceto politico, quanto come la trama intellegibile d&acute&#59un disegno almeno plausibile per come esce fuori dalle cose finora evidenziate? C&acute&#59è ora chi lega il super perito Genchi ai fatti di Pollari (ed hai detto niente… ), chi dice che l&acute&#59affaire De Magistris finirà un una bolla di sapone (lui trasferito a Napoli come gli aggraderebbe, Lombardi promosso altrove, Mastella non più ministro), così che Sciascia risulterebbe un ingenuo e un provinciale, coi suoi pamphlet, e i calabresi continuerebbero a vivere felici e contenti, e non solo i calabresi. Mentre monsignor Bregantini passerebbe dall&acute&#59Aspromonte ai monti del Molise: tutto qui, che differenza volete che ci sia, in fondo…, e De Magistris a occuparsi, forse, di camorra, nel paesello natìo. Qui si parlerebbe di partito democratico, di rimpasto in giunta eccetera: che bello!