DE MAGISTRIS: QUESTIONE MORALE

DE MAGISTRIS: QUESTIONE MORALE DA AFFRONTARE IN TUTTI I “PALAZZI” CALABRESI, COMPRESI QUELLI DELL’INFORMAZIONE E DELLA GIUSTIZIA(ANSA) &#45 ROMA, 16 LUG &#45 «C’è una questione morale anche all’interno della magistratura. Se si è arrivati a questo credo che ci sia parte della responsabilità della magistratura».Il sostituto procuratore di Catanzaro, Luigi de Magistris, titolare delle indagini sul presunto comitato d’ affari politico&#45massonico con base a San Marino per la gestione di fondi comunitari sull’asse Calabria&#45Bruxelles, non intende parlare dell’inchiesta in corso che ha portato all’iscrizione nel registro degli indagati del premier Romano Prodi ma &#45 nel corso di un’intervista a Riccardo Iacona che andrà in onda martedì 17 su Raitre alle 21 durante la trasmissione «WL’ITALIAdiretta» &#45 il magistrato fa il punto sulla criminalità organizzata dei «colletti bianchi» e sulla «trasversalita» della corruzione in Calabria.«Pur non potendo parlare delle indagini &#45 afferma De Magistris &#45 posso però dire che secondo la mia esperienza in questo momento in Calabria i due grossi business sono il traffico della droga e i finanziamenti pubblici e le erogazioni pubbliche. Mentre per quanto riguarda la droga si tratta di un settore che è appannaggio della criminalità organizzata, come dire, di tipo tradizionale, se invece parliamo di finanziamenti ed erogazioni pubbliche c’è una nuova forma di criminalità organizzata, la criminalità organizzata dei colletti bianchi, cioè formata da pezzi importanti delle istituzioni, della politica, delle professioni, del mondo finanziario, dell’impresa. È un sistema che tenta di controllare tutti i finanziamenti pubblici, in particolare quelli che provengono dall’Unione Europea», tanto più &#45 sottolinea &#45 che «la Calabria è obiettivo 1, quindi arrivano e sono arrivati flussi e soldi enormi. Per esempio se parliamo di fondi POR 2007&#452013 si parla di uno stanziamento di soldi di 8 miliardi e mezzo di euro».De Magistris parla di un «sistema che fa comodo a molti»: «A parole si vuole cambiare ma con i fatti, per lo meno per la mia esperienza di magistrato ma anche di cittadino e di uomo non calabrese che ha deciso di vivere in Calabria, è una situazione veramente allarmante». Si tratta, poi, di un sistema politicamente trasversale. «Pur ripeto facendo quella doverosa premessa di non poter parlare delle indagini ma da quello che è emerso dalle indagini chiuse, quello che è venuto fuori è che la trasversalità appare sempre di più essere una regola. Io credo &#45 afferma il sostituto procuratore di Catanzaro &#45 che sia in gioco lo stato di diritto in Calabria. Viviamo una situazione di isolamento, come me altri colleghi. Ma l’isolamento potrebbe anche essere un dato neutro. Ciò che ci inquieta di più è il contrasto che perviene da settori delle istituzioni e che per quanto mi riguarda ho denunciato anche nelle sedi competenti. Non ci illudiamo che la magistratura e il giornalismo siano estranei a questo sistema. C’è una questione morale anche all’interno della magistratura. Se si è arrivati a questo &#45 conclude De Magistris &#45 credo che ci sia parte della responsabilità della magistratura».