Democrazia e Legalità scrive

Ai Presidenti della Camera Laura  Boldrini e del Senato Piero Grasso Grasso.
 Cari Presidenti,
negli ultimi anni ci siamo occupati di conflitti di interesse nella politica, nelle istituzioni, nelle imprese e nella finanza e della riforma dei partiti:  responsabilità giuridica, democrazia interna e finanziamenti pubblici, in due libri ( Il governo di conflitti- Longanesi e i Soldi dei partiti- Marsilio).
Spesso è stato difficile persino avere la documentazione, nonostante uno di noi sia un ex parlamentare. Per quanto riguarda i conflitti di interesse, presenti in tutti i gangli della vita del paese, dai partiti e dalla politica alle istituzioni, dall’informazione all’industria farmaceutica, dal calcio alla finanza, la mancanza di una legge equilibrata, ma severa, che preveda anche la rivisitazione del funzionamento della Autority, è urgente e non procrastinabile.
Ma provvedimenti urgenti di riforma sono necessari anche nelle due Camere e riguardano:
 Il ruolo della Camera,  che eroga i finanziamenti pubblici ed esercita il controllo, con evidente conflitto di interesse, sempre a scapito dei controlli;
 L’inutilità dei Revisori, nominati dagli Uffici di Presidenza, i quali, nella premessa dei loro rapporti, dichiarano di esercitare solo un controllo formale e di non potere entrare nel merito della gestione. Nonostante ciò, ogni anno scrivono che oltre il 50% dei rendiconti “non è conforme a legge”. Ma  la Camera non ha mai adottato provvedimenti;
 L’assoluta discrezionalità dei segretari dei partiti sulla destinazione dei finanziamenti ricevuti e sulla gestione degli stessi. Al punto, che in alcuni casi i finanziamenti sono stati assegnati ad associazioni private e familiari e non al partito come prescrive la legge, e a Fondazioni costituite ad hoc, senza alcuna obiezione da parte degli Uffici di Presidenza delle due Camere;
 L’opacità della gestione dei finanziamenti dei gruppi parlamentari, i cui bilanci non solo non si conoscono, ma nemmeno i parlamentari che ne hanno fatto richiesta sono riusciti ad ottenerli. Per cui milioni di euro( circa 80 all’anno) sono gestiti personalmente dai capigruppo senza rendere conto a nessuno e senza che se ne conosca  la destinazione. Il silenzio e la segretezza sono tanto più preoccupanti se si pensa che in quasi tutte le Regioni, dove l’accesso della magistratura e della polizia giudiziaria è agevole, sono aperte indagini penali e sono stati eseguiti arresti;
 L’uso del tutto arbitrario dei finanziamenti destinati agli assistenti parlamentari impiegati come contributi ai partiti, integrazione delle indennità parlamentari oppure in nero. Un parlamentare nella scorsa legislatura nella trasmissione televisiva Piazza Pulita ha detto chiaramente che una parte di quei soldi li aveva dati al partito e un’altra parte li aveva messi sul suo contocorrente. Sono tutte destinazioni severamente proibite dalla delibera di Presidenza della Camera istitutiva del contributo. In tutti gli altri paesi gli assistenti parlamentari ricevono compensi più elevati, ma direttamente dalla istituzione. La Camera ha parzialmente modificato le norme con un compromesso pasticciato;
 Le cessioni dei crediti per milioni di euro la cui documentazione è del tutto “ segretata” e impossibile da ottenere;- 
I conflitti che si determinano nelle Giunte per le elezioni e per le autorizzazioni a procedere nelle quali, con qualche astensione formale, deputati e senatori decidono sulle loro ineleggibilità, incompatibilità, richieste di perquisizioni e di arresto della magistratatura.
L’accesso agli atti previsto dalla legge 241 che per la materia dei finanziamenti ai partiti richiede un’apposita riunione dell’ufficio di Presidenza delle due Camere;
Per concludere, negli ultimi 30 anni i Presidenti delle due Camere che si sono succeduti, non hanno fatto molto per arginare la deriva populista e il degrado della politica e del Parlamento. 
Poichè abbiamo salutato positivamente la vostra elezione, insieme a milioni di italiani, auspichiamo cambiamenti rapidi e tangibili.
  Elio Veltri- Medico, ex parlamentare – Francesco Paola- Avvocato