Dichiarazione di Giorgio Durante

Premesso che il sottoscritto è impegnato in prima fila nella lotta all’illegalità, ed è impegnato nel sociale per la difesa delle categorie più deboli, tanto che collabora in modo assolutamente volontario i seguenti siti internet: www.osservatorioantimafia.it www.calabriasolidale.it www.calabria&#45lavoro.it www.calabrialibre.it&#59 questo ultimo è il forum (blog) dell’omonima associazione.Atteso che il reato di cui all’art. 595 c.p. sia stato commesso, questo è tutto da dimostrare, visto che il post, constava in una serie di collegamenti tesi a sottolineare talune curiosità sull’affidamento di alcuni servizi da parte di un ente pubblico, l’ente Provincia. Per cui trattandosi di attività pubbliche, le stesse sono soggette da sempre a critiche, è il diritto di critica e della libera espressione è da sempre fondante nelle democrazia occidentali. Pur non entrando nel merito del post indagato, tra l’altro subito rimosso, al solo scopo preventivo, così come lo stesso autore che è stato escluso dal contesto del blog, anche questo a puro scopo preventivo, ma prima di affrontare qualunque questione relativa all’art. 57, c’è la necessità di risolvere il primo punto, altrimenti la seconda questione non esiste, come in verità non esiste per la non applicabilità della normativa penale vigente. Ma questi rilievi saranno affrontati da chi ha le specifiche competenze.Il sottoscritto viene al momento indagato per che cosa? Si chiede legittimamente. Perché presunto autore dell’articolo? Perché ditta registrante il dominio Calabrialibre.it? Perché titolare del dominio, come Presidente di Calabrialibre? Perchè Webmaster? Perchè controllore? Perchè moderatore? O che cosa altro, visto che lo stesso non è neanche il proprietario del Server dove è ospitato il Forum che si trova ad Arezzo?Il sottoscritto, ritenendosi del tutto estraneo ai fatti che gli si vorrebbero addebitare, non può tacere sul subdolo attacco concentrico portato nei suoi confronti, da un certo gruppo di potere legato ad ambienti politici ben identificati, attacchi che si sono materializzati in diversi modi, ma che comunque oggi, fortunatamente, vedono la Magistratura impegnata a far luce, su una fitta rete di società collegate spesso da un unico filo conduttore. Le aziende facenti parte della cordata che vuole addebitarmi responsabilità non mie, qualora si dimostrassero quelle di altri, condividono, potrebbe essere solo un caso, spazi fisici e di interessi, con altre aziende che hanno portato avanti feroci attacchi. Mi sia consentito il dubbio che ci sia un’unica regia, tesa a intimidire il sottoscritto, per la tutela di interessi di parte. Mi sia permessa inoltre una considerazione di carattere generale, certo in questa regione non c’è vita facile per chi lotta contro l’illegalità, il superprefetto de Sena, solo qualche giorno fa, ha detto a chiare lettere che “ il malaffare nella nostra regione non si è infiltrato nelle istituzioni, ma le ha, spesso, sostituite”. Tutte le azioni avviate nei miei confronti sono giustificate da un unico intento persecutorio e punitivo, accanimento dimostrato, anche dall’opposizione alla determinazione del P.M stesso, tutto ciò, solo, per le attività che il sottoscritto svolge nell’ambito dell’associazionismo antiillegalità in Calabria, anche nella Locride dove è a fianco dei ragazzi del “movimento ammazzateci tutti”, e dove in Palazzo Nieddù ha sottoscritto un patto per la “Rete per la Calabria”, attività, il cui unico scopo è lasciare alle nuove generazioni una terra migliore, dove la cultura, l’ambiente e l’etica amministrativa, tornino ad essere al centro dell’interesse generale della futura società.