Dima, ma che faccia tosta

“Gradiremmo che a difesa di questa risposta intervenissero quanti in altre occasioni non hanno ritenuto di sostenere questa nostra azione”. Così termina l’ennesima replica, pubblicata sul vs giornale, di Pirillo a Giovanni Dima. Faccio allora mio questo invito.E’ davvero indiscutibile che il governo regionale di centro destra nell’ultimo lustro abbia generato in Calabria ulteriore degrado, sempre più lancinante miseria. Migliaia di calabresi vivono nell’indigenza, volendo significare che in tanti fanno mangiare uova e pane ai propri figli perché la fettina è inacquistabile. Nell’indagine pubblicata dall’Istat relativa al 2004 si evince che 1 famiglia su 4 nella nostra regione è povera. Il 25 &#37 della popolazione risulta essere disoccupato, mentre circa il 30&#37 lavora in nero. In questa secca radura si continua a registrare il più basso tasso di P.I.L., la più debole rete infrastutturale, il più fragile tessuto industriale e produttivo. E’ in campo una crisi sociale senza precedenti. Chiaravalloti ha fatto parlare di sé gli autorevoli cronisti di “Repubblica” perché accusato di associazione per delinquere finalizzata alla truffa aggravata ai danni dello Stato, Domenico Basile, già assessore all’Ambiente, è indagato, tra l’altro, per disastro ambientale. E’ evidente che tale devastante tsunami politico non possa pretendere un day&#45after immediatamente soleggiato, nonostante i calabresi chiedano disperatamente una celere soluzione almeno ai loro problemi più drammatici. In questo quadro tumultuoso si è aperto, e meno male, un serrato confronto fra le forze sociali, quelle economiche e politiche. Si grida dappertutto sotto il palco del governo regionale. Gridiamo tutti noi poveri calabresi. Possiamo finalmente farlo, ma soprattutto riusciamo a farci sentire. Vuol dire che dall’altra parte qualcosa sta cambiando. Beniamino Donnici, in un convegno tenutosi alla Camera di Commercio di Cosenza qualche giorno fa, disse a conclusione di una focosa protesta degli albergatori calabri: “E’ indubbio che nel Turismo dobbiamo fare più o meno tutto, ma è altrettanto vero che per la prima volta ci incazziamo insieme e insieme cerchiamo di andare oltre”. Questo mi sembra un buon cartello, anche se è opportuno e sacrosanto mantenere alta l’attenzione sull’operato dei nostri amministratori. Ma trovo a dir poco disgustoso, offensivo e oltraggioso, il reiterato tentativo da parte di alcuni ex assessori regionali, come Dima (anche questo indagato, come a suo tempo pubblicato finanche su Il Sole 24ORE, per associazione per delinquere, concussione, corruzione, truffa e malversazione a danno dello Stato) di buttare fango su chi, come Mario Pirillo, sta cercando, fra le urla e il malcontento, di raddrizzare un’economia collassata. Una domanda, per concludere, a Giovanni Dima: “Onorevole, perché non promuove un confronto pubblico con l’attuale Assessore all’Agricoltura? Le do per certa la presenza di Mario Pirillo, ma Lei saprebbe poi cosa dire?” Ermanno Cribari