Disinnescata la Bomba Referendaria

Una notte di Agosto, un Blitz maldestro, rese di colpo discrezionali gli atti da pubblicare sul Bollettino Ufficiale Regionale, una notte di Maggio, invece tutto è tornato come prima, è stata abrogata la norma tanto contestata ed oggetto del primo Referendum proposto nella nostra Regione. Alla nostra politica tutto gli si può addebitare ma non il fatto che non sia furba, preso atto delle realtà che andavano aggergandosi intorno al gruppo primigenio del fronte “antiburc”, la politica ha pensato ad un possibile pericolo alla sua libertà di azione. Il fronte andava spezzato, nel suo nascere, come già si tentò di fare fin dalle prime riunioni lametine. Certo, il mondo associativo della società civile, e quello organizzato sindacale, acquisiscono, il risultato positivo della vittoria del braccio di ferro, mettendo a nudo la debolezza della politica quando viene scoperta con le mani nella marmellata. L´episodio evidenzia che un´alternativa fatta di gente per bene in questa regione è possibile, se non altro in termini propositivi e di sorveglianza civile ad un classe dirigente spesso fallace. Un patrimonio fatto di pezzi del mondo accademico, sindacale e dell´associazionismo che non deve andare disperso, una parte importante della popolazione calabrese che dal basso riece a parlarsi e aggregarsi è un fatto di per sè importante quasi storico. Sono molte le battaglie fa poter fare insieme, sostituendosi di fatto all´opposizione politica che di fatto è evanescente, senza essere oppositori per forza ma continuare ad essere propositivi su temi specifici aldilà degli schieramenti partitici ormai superati dall´emergenza di una regione allo sbando. L´approccio dal basso può essere strategicamente, un modo per traghettare questa regione fuori dalle secche, ma questo presuppone un governo regionale aperto, che dialoga e concerta. Oggi è possibile, lo abbiamo appena dimostrato, essere parte attiva del nostro destino, senza lasciare deleghe in bianco a chicchessia.