Dopo il 10 maggio, non prima

Le miserande, ennesime esibizioni del presidente del consiglio impongono ancora una volta e con crescente convinzione una mobilitazione larga e profonda perchè agli inizi di maggio se ne vada a casa, e l&acute&#59Unione vinca, riportando il paese nella norma. Una norma che è fatta di democrazia, di civiltà e di sviluppo. Con confronti e problemi magari aspri, ma in un contesto che abbia, come li avrà, le caratteristiche, lo spessore e l&acute&#59agire che devono contraddistinguere una nazione e un popolo evoluti.Anche i partner mostrano imbarazzo se non sgomento di fronte alle sguaiataggini dell&acute&#59uomo di Arcore, ma questo non autorizza ad abbassare la guardia, a ritenere che l&acute&#59Unione ha già vinto. Non è così, perchè sono ancora molto numerosi gli indecisi, perchè sono moltissimi quelli presso i quali le sirene del Polo continuano a suonare musiche allettanti e rispetto ai quali l&acute&#59Unione non riesce a essere convincente. Aspettiamoci ancora colpi di teatro, da qui fino alle elezioni, finalizzati a conquistare consensi.In Calabria dobbiamo combattere una battaglia di almeno due segni: uno, quello comune, di vincere, l&acute&#59altro, tutto nostro, di alzare la testa contro la criminalità e per affermare una dignità, una eticità nuova. E&acute&#59 un fatto molto positivo che si è arrivati agli esecutori di Francesco Fortugno. Speriamo si faccia chiarezza al più presto rispetto ai mandanti, alla matrice che ha voluto questo omicidio. Solo così ci sentiremo più leggeri e potremo fare politica serenamente, sgombrando le nubi createsi con le troppe illazioni, presunte denunce e quant&acute&#59altro, avanzate da più d&acute&#59uno di esponenti politici e dell&acute&#59antimafia.In Calabria, poi, abbiamo da mettere mano alla ricomposizione del sistema politico, dopo la nascita delle numerose sigle elettorali e l&acute&#59accasamento bizzarro di molti sotto bandiere diverse.In Calabria, infine, dobbiamo occuparci seriamente della nascita di un nuovo ceto politico, di nuove classi dirigenti, ma dopo il 10 maggio: prima abbiamo cose più urgenti e importanti da fare.di Massimo Veltri