Dopo le stragi di Stato i proiettili di Stato

Dopo le stragi di Stato i proiettili di Stato Dopo le stragi di stato e la strategia della tensione, degli anni passati, oggi arrivano i proiettili di stato, sparati a raffica contro un PM che pare abbia individuato un coacervo di politici, massoni, uomini ei servizi, e toghe deviate che si sono impossessati di svariati milioni di euro, destinati allo sviluppo di una delle aree più arretrate d’Europa. Da tempo, si è vista una certa migrazione di politici nazionali verso la Calabria, che fanno razzia di voti e non solo, iniziamo a pensare che la cosa era interessata, vista la mole di trasferimenti di risorse comunitarie verso questa stessa regione, così la politica nazionale è stata attenta a posizionare burocrati e boiardi di stato in punti strategici della gestione dei fondi, basti pensare ai fondi della depurazione, in mano ad uomini di Alleanza Nazionale, tuttora nelle strutture del partito, come è verificabile sul sito internet di riferimento, della gestione commissariale dell’emergenza rifiuti, dei contributi agricoli, alle industrie attraverso la 488 o i patti territoriali, che ha visto, invece l’UDC protagonista, il cui segretario è stato candidato in Calabria anche in occasione delle europee. Solo il POR 2000-2006 doveva portare circa 25.000 Miliardi delle vecchie lire, quando bastava , lo ha detto lo stesso PM di Catanzaro Luigi de Magistris, per far diventare la Calabria la Svizzera dell’Italia. Invece un’economia asfittica continua a tenere milioni di Calabresi nello stato di bisogno, in un ambiente degradato, con una corruzione della pubblica amministrazione paragonabile solo a quella dei paesi in via di sviluppo. Partendo da questi palpabili dati di fatto, il PM de Magistris si è inoltrato in alcune inchieste, che già dal loro nascere hanno visto coinvolti nomi sempre più pericolosamente vicini ai vertici della politica nazionale, con tutta una serie di appendici inquietanti, di cui la politica italiana non è mai riuscita a fare a meno, servizi deviati, magistrati asserviti, massoneria che ha riproposto il progetto della P2, e così via. Ma il meccanismo di controllo della filiera della giustizia, messo in atto, anche grazie ad una subdola e strumentale legiferazione iniziata dal primo governo Berlusconi, e mai messa in discussione dai governi di sinistra, si deve essere inceppato, tanto che de Magistris, nonostante le ispezioni no-stop inviate da tutti i guardasigilli alternatisi negli ultimi tre anni, e nonostante i corvi all’interno della procura, esternalizzavano a seconda della convenienza informazioni sulle indagini in corso, nonostante pure le pressioni e l’ambiente ostile creato ad hoc, è riuscito a cucire e raccogliere migliaia e migliaia di pagine, utili e quasi pronte per istruire un processo, che avrebbe determinato un vero e proprio terremoto politico-istituzionale. Ciò sarebbe stato destabilizzante per il sistema, quello delle commistioni e delle corruttele ovviamente, e come avvenne nel passato si è incominciato con una sorta di strategia della tensione per arrivare alla delegittimazione del PM ricorrendo anche alle minacce di morte. Con un ultimo atto vile e irrispettoso della Costituzione Repubblicana, di fronte al quale anche una dittatura sudamericana avrebbe ponderato meglio, la politica ed i poteri forti si sono adoperati di fatto a togliere fisicamente dalle mani di de Magistris le carte scottanti per porle nell’inceneritore, che brucerà però questa volta anche lo stato di diritto e il desiderio e la speranza di giustizia di un intero popolo.Giorgio Durante presidente CalabrialibreComitato spontaneo pro de Magistris