E poi si dice che uno pensa ad altro..

Leggo della rottura del sodalizio con IdV, dei motivi, dell´amarezza ecc. E mi chiedo, aldilà del merito delle questioni che hanno portato al divorzio, ma ci sono ancora spazi, da noi, ma anche altrove, in cui si possa svolgere un´azione politica, quale che sia, aldifuori del recinto noto, diversa dalla cultura prevalente? E´ del tutto evidente che traggo solo spunto da quant´è accaduto a Calabrialibre nel tentativo, a mio parere oltre che legittimo pertinente, di estendere l´episodio verso una riflessione di fondo. Che poi è quella, anche e soprattutto, sviluppata da Durante, e non solo, su parentopoli, gli amici degli amici, la lettera della signora Filice eccetera. Eccetera eccetera verrebbe da dire, ma purtroppo non tira aria: criticità al bando; ricerca di spazi e modi di fare politica un poco poco eccentrici (chiamiamoli così) rispetto all´esistente meno di zero. Il vostro tentativo di legarvi a chi del sistema esprimeva, secondo voi, valori e prassi condivisibili è naufragato fra le onde del loro conformismo, cui non si collega affatto neanche un venticello di rinnovamento. E poi dice che uno pensa ad altro.., si dedica ad altro. Vallo a criticare, và!Massimo Veltri