E…VA male

Muore un uomo, cade un sindaco, firma un consigliere mentre ride un passante, si domanda un cittadino, si stringe il cuore di un bambino, grida una madre e piange una moglie.Cosa Cosenza stia diventando nessuno lo sa. Cosa Cosenza sia stata e cosa Cosenza sarà lo sanno in troppi.Mi muovo per le vie ascoltando le voci della strada, entro nei palazzi e sento i rumori della gente e tutto mi parla di una città senza presente.Una città che troppi sanno costruire sulle basi di una storia che sembra cancellare gli ultimi tre anni e mezzo, una città che troppi immaginano ma che nessuno riesce a vivere. E´; troppo viscosa la natura politica che si cela dietro le dichiarazioni che oggi affollano le pagine dei quotidiani, e la chiara e limpida manifestazione di dolore dell´ormai ex sindaco è l´unico linguaggio politico riconoscibile, anche se purtroppo tardivo.Sulla ribalta sono saliti i figuranti e nessuno sembra ricordarsi dei veri protagonisti, nessuno si domanda cosa pensino i cittadini, se sappiano quali sono le motivazioni che hanno portato i consiglieri firmatari della mozione di sfiducia al sindaco a compiere un gesto tano estremo. Non lo sanno i cittadini e, confessando la mia ignoranza, non lo so neanche io e dubito che lo sappiano quanti leggeranno quest´articolo.Il mortaio che per molto tempo è stato ammalato della sindrome del 21, il numero legale dei consiglieri che avrebbe legittimato la mozione di sfiducia, è guarito ed ha triturato tutto il possibile. La presentazione delle dimissioni da parte di Eva Catizone ne è l´effetto palese. La sindrome del 21 è nota in medicina quando si tratta dei cromosomi e viene chiamata la sindrome di down, spiegarla in questa sede è inappropriato e per facilitarne la comprensione vi dirò che è la sindrome che affligge quei soggetti che la natura volgare della nostra società definisce “mongoloidi”.Ecco, adesso che la sindrome del ventuno si è potuta verificare in seno a Palazzo dei Bruzi, mi domando quale chiarità di pensiero e di azione guiderà questa città. Questa città senza presente che vive di fasti passati e di sogni futuri non può permettersi di stare in sospensione in una dimensione che vede l´Europa galoppare, la Cina sopraggiungere e l´orrore della guerra pronto a manifestarsi.”Il portafoglio si risparmia quando è pieno” dice saggiamente un proverbio popolare, e Cosenza questo portafoglio lo sta svuotando ogni giorno che passa con una classe politica troppo avvezza alle manie di protagonismo che nel caos attuale prende vita e si rinvigorisce a tal punto da non tirare il fiato neanche di fronte alla morte.Un minuto di raccoglimento è tutto ciò che di umano il consiglio comunale di ieri è riuscito a produrre. A mio modesto parere sembra poco.Poco, come quello che riesco ad immaginare del presente che vivo.Poco, come quello che resterà di questa città e che ci chiederanno di risparmiare. E…VA male.Francesco Frangella